Quelle sbandate etero dei gay sul grande schermo

Troppo comuni i personaggi gay dei film italiani che cedono alle lusinghe di sensuali attrici. Il cliché nasce nel ’77 con “Una giornata particolare”. Poche le eccezioni tra cui Ozpetek.

Forse non sono in tanti a ricordarselo, ma il primato della candidatura all’Oscar per l’interpretazione di un personaggio omosessuale spetta a Marcello Mastroianni per il suo ruolo di Gabriele in "Una giornata particolare" di Ettore Scola (1977). Il film non si aggiudicò nessun Oscar (anche se vinse il Golden Globe 1978 come migliore film straniero), tuttavia può vantare un altro primato: è stato il film che ha inaugurato la lunga tradizione, tutta italiana e tutt’ora molto in voga, del personaggio omosessuale "convinto" che non può fare a meno di cedere alle lusinghe dell’eterosessualità. In "Una giornata particolare" il compito di sedurre il protagonista spettò a Sophia Loren, e ancora nel 2009 "Diverso da chi?" di Umberto Carteni ha voluto puntualizzare che nemmeno un attivista gay dichiarato e impegnato come Piero (Luca Argentero) poteva resistere al fascino di Claudia Gerini

Curiosamente nei media del nostro paese le sbandate etero coinvolgono sempre i gay maschili, simpatici, carini e tutto sommato positivi, quasi a voler dimostrare che gli omosessuali troppo "normali" e perbene sono fondamentalmente degli etero repressi. Ovviamente ci sono stati anche casi di personaggi omosessuali di questo tipo che non hanno avuto sbandate etero, ma guarda caso si sono sempre ritrovati alle prese con grossi problemi, lutti o tragedie di vario tipo. In compenso gli omosessuali che nel cinema italiano sembrano avere un po’ di fortuna in più, e che non "cadono in tentazione", sono quelli che più ricalcano i rassicuranti stereotipi che la cultura italiana affibbia al gay, e qualche volta riescono persino a "convertire" degli eterosessuali (come nel sottovalutato "Come mi vuoi" di Carmine Amoroso, che nel 1996 "battezzò" cinematograficamente Vladimir Luxuria). 

D’altra parte anche l’idea del gay effeminato e/o travestito che insidia l’etero fino a traviarlo è un classico dei pregiudizi italiani. In ogni caso, tornando ai gay maschili che non possono fare a meno di cedere all’istinto etero, vale la pena segnalare che ultimamente questa moda è approdata anche nelle nostre fiction. Dopo il caso di “Distretto di Polizia” e della "conversione" del commissario Luca Benvenuto (Simone Corrente), anche in un’altra fiction per famiglie dai toni gay friendly c’è stato un notevole caso di sbandata etero. In "Caterina e le sue figlie", che ha concluso da poco la terza serie, la coppia gay formata da Enrico (l’ex componente dei "Ragazzi Italiani" Attilio Fontana) e Pablo (Quim Vila), nonostante il matrimonio contratto in Spagna, ha attraversato un notevole periodo di maretta dovuto al fatto che Pablo a avuto una sbandata per Eleonora (Eva Grimaldi), l’ha messa incinta, è diventato padre di una bambina e se n’è tornato con la sua nuova famiglia in Spagna… Alla faccia di Enrico e dei matrimoni gay spagnoli. Fortunatamente nell’ultima puntata Pablo è voluto tornare sui suoi passi, ma se l’obbiettivo era di dimostrare che l’orientamento omosessuale non va preso troppo sul serio (e che i matrimoni gay non hanno fondamenti concreti) sicuramente è stato centrato.

Non è questa la sede per discutere delle ragioni (più o meno strumentali) di questo atteggiamento da parte dei nostri media, ma non si può fare a meno di notare che nel resto dei paesi occidentali la tendenza è decisamente opposta. Basti pensare che da poco negli USA ha debuttato una nuova serie dedicata al gladiatore Spartacus (Spartacus Blood and Sand), in cui compare regolarmente un virilissimo guerriero omosessuale, Barca, che ha un giovane compagno e che non ha mai ceduto alle numerose lusinghe delle varie messaline di turno. La cosa ironica è che, se i ragazzi omosessuali italiani vengono presentati ancora in una maniera quantomeno stereotipata, confusa e inaffidabile dalla nostra TV, negli USA continuano ad alimentare una buona dose di sogni omoerotici.

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Basti pensare che l’ultimo reality prodotto da MTV USA, Jersey Shore, è incentrato su un gruppo di giovani italo americani e ha già ispirato una versione porno gay realizzata dalla Jetset Studio (e dal titolo Jersey Score). In effetti con "Mine Vaganti", l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, sembra che anche il cinema italiano a tema gay sia sul punto di entrare in una fase più moderna e assertiva, e forse non è un caso che per la trama di questo film il regista si sia voluto ispirare a una storia realmente accaduta: sicuramente gli sceneggiatori delle nostre fiction – con tutti i loro gay pieni di voglie etero – non possono dire altrettanto.

di Valeriano Elfodiluce