"SARA’ IL FILM GAY DELL’ANNO"

Intervista esclusiva a Ferzan Ozpetek: il suo "Le fate ignoranti", con Stefano Accorsi, Gabriel Garko e la Buy, rappresenterà l’Italia al festival del cinema di Berlino.

ROMA: Un film gay rappresenterà l’Italia al prossimo festival del cinema di Berlino. "Le fate ignoranti" di Ferzan Ozpetek è stato selezionato per partecipare in concorso a quello che è ritenuto dopo Cannes il festival del cinema internazionale più importante in Europa. Dopo "Il bagno turco" e "Harem Suarè" Ozpetek torna a trattare il tema dell’omosessualità nel suo nuovo e attesissimo film, a marzo nelle sale italiane.

Scritto insieme a Gianni Romoli, sceneggiatore colto e raffinato e co-produttore del film insieme a Tilde Corsi, e interpretato da Margherita Buy e Stefano Accorsi, il film racconta la storia di una donna che all’indomani della tragica morte di suo marito scopre che la simbiotica perfezione del suo matrimonio nascondeva tradimenti e scelte inaspettate. Antonia (Margherita Buy) scopre che il marito (Andrea Renzi) era innamorato di un altro uomo ( Stefano Accorsi) e che conduceva una vita affettiva parallela e intensamente vissuta all’interno di una famiglia "allargata", popolata di persone solo apparentemente fuori dalla norma. Una storia struggente non senza momenti di comicità, in cui tra i due protagonisti nasce un confronto anche drammatico e una positiva elaborazione del lutto, che li avvolgerà entrambi in una reciproca attrazione emotiva.

Ferzan, "Le fate ignoranti" e "Malena" di Tornatore, sono gli unici due film italiani in concorso a Berlino, ti aspettavi questa candidatura?

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Francamente ci speravo, anche se sapevo che sarebbe stato difficile perché erano ben trentasei i film che la commissione esaminatrice doveva visionare. Per me è anche un’emozione particolare perché questo è un film che amo molto. Non lo dico mai alla fine di un lavoro, per non sembrare retorico, ma questa volta sento un legame speciale con questo film. E’ una storia di sentimenti, scritta da me e da Romoli, per la verità più da Gianni che da me, in cui abbiamo elaborato vicende autobiografiche, dolori e felicità vissute, per cercare di fare un film dove la tragedia della morte fosse la molla per andare di nuovo alla scoperta della vita.

"Le fate ignoranti" è già annunciato come il film gay dell’anno…

E’ un film in cui i ho rappresentato i gay nella loro quotidianità, senza sensi di colpa e crisi di identità. Vivono tranquillamente le proprie storie, i propri desideri, i propri amori in maniera del tutto naturale. I personaggi gay del film vivono quasi tutti nello stesso condominio, in cui vivono anche altre famiglie, uomini, donne , trans e si riuniscono quasi sempre di domenica per pranzare tutti insieme sulla terrazza di uno di loro .….è un po’ come se fosse descritta una " famiglia allargata", senza differenze di scelte sessuali, di razze e di religione.

Qual è il tema di fondo del film?

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Il film è una sorta di viaggio in cui però non occorre fare le valigie per scoprire nuovi mondi, semmai basta bussare al vicino di casa. Basta abbassare la guardia e lasciarsi coinvolgere da ciò che ci appare ignoto. Esistono realtà di cui ignoriamo l’esistenza, ma che sono lì proprio dietro l’angolo pronte a cambiare il nostro destino. Antonia scopre il mondo segreto del marito pur avendo vissuto con lui per anni in perfetta simbiosi e quando entra in contatto con il mondo di Michele, dopo le prime resistenze si lascia scompigliare dalle nuove regole che regolano i rapporti all’interno della casa delle "fate ignoranti ".

Il film, in fondo, è un invito a non aver paura del viaggio.

Ma chi sono le fate ignoranti?

"Le fate ignoranti" sono tutti quelli che vivono allo scoperto, che vivono i propri sentimenti e non hanno paura di manifestarli. Sono le persone che parlano senza peli sulla lingua, che vivono le proprie contraddizioni e che ignorano le strategie. Spesso passano per "ignoranti", perché sembrano cafone e invadenti per la loro mancanza di buone maniere, ma sono anche molto spesso delle"fate" perché capaci di compiere il "miracolo", di travolgerci costringendoci a dare una svolta alla nostra vita.

Stefano Accorsi, Margherita Buy, Gabriel Garko, Andrea Renzi…C’è stato un momento di imbarazzo, di difficoltà nel girare alcune scene?

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No assolutamente. Sono stati tutti bravissimi: molto partecipi e molto attivi. Margherita vi sorprenderà, qui è diversa da tutti i suoi film precedenti. Nessun atteggiamento nevrotico, ma una donna affidabile, borghese e profonda. Stefano ha lavorato sull’omosessualità di Michele dal di dentro, cercandogli un’anima e affrontando con grande naturalezza anche scene piuttosto forti.

di Rocco Messere