Buon compleanno Pedro! Ecco le cinque scene più queer dei film di Almodóvar

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Il grande regista manchego compie oggi 67 anni. Ecco una selezione delle scene più LGBT del suo cinema.

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Il fenomenale monologo di Agrado

È probabilmente la più celebre scena trans della storia del cinema: il fenomenale monologo di Agrado (Antonia San Juan) nel magnifico Tutto su mia madre, premiato a Cannes come miglior regia. L’irrefrenabile trans deve intrattenere il pubblico di un teatro visto che la celebre pièce Un tram che si chiama desiderio non sarà rappresentata per l’assenza di due interpreti. Quell’elenco di ‘valori’ e ‘costi’ del corpo guadagnato perché non ha prezzo: “Una è tanto più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha sognato di se stessa”. In Italia fu doppiato da una bravissima Veronica Pivetti.

Incisivo, indimenticabile.

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La trans Tina canta una canzone sacra ne La legge del desiderio

In assoluto il film più gay di Almodóvar, un melò a tinte forti, intriso di passionalità queer e parodie di soap operas. Qui Tina Quintero (Carmen Maura, sublime) torna nell’istituto religioso frequentato da piccola prima di cambiare sesso, quand’era ancora un ragazzino, e intona una canzone sacra. Ma andrebbe bene qualsiasi altra scena dello stesso film (indimenticabile l’amore di Pablo per Juan) in quest’apoteosi di cine-queerness d’autore. Fiammeggiante.

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La mala educación, sotto il clergyman mente

Il più noir dei film almodovariani anche se non si spara un colpo: trascinante thriller dell’anima, il suo più anticlericale (gli abissi della pedofilia come abbandono consapevole al demone del desiderio). Luce pura in tanto nero-clergyman è un bellissimo travestito, Zahara (Gael Garcia Bernal, pura sensualità lasciva). Qui viene introdotta dalla drag camp-agnola Paquita (Javier Cámara) per esibirsi davanti al pubblico di un localino notturno in un Qui sas memorabile.

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Tacchi a spillo, mai visto un Miguel Bosè così al naturale…

E chi l’ha mai visto un Miguel Bosè così al naturale, spontaneo, in parte? Eccolo nei dragghissimi panni di Femme Letal intonare ancheggiando come una vera diva Un año de amor. Siamo in Tacchi a spillo, spesso confuso col celebre Kika: rimane nella memoria soprattutto Miguel in questa strepitosa versione al femminile. La coprotagonista è Victoria Abril, annunciatrice tv, fedele spettatrice di Femme Letal perché costei imitava benissimo la madre cantante, Becky (l’immensa Marisa Paredes). Languido.

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I’m so Excited!

È il momento più spassoso del peraltro non entusiasmante Gli amanti passeggeri, ritorno al primo Aldomóvar, quello più ruspante e trasgressivo. La hit I’m so excited delle Pointer Sisters coreografata da Blanca Li per quelle tre checcone degli stewart dell’aereo Peninsula in stallo sui cieli spagnoli per un guasto al carrello (li interpretano Javier Cámara, Carlos Areces e Raul Arevalo).

Loro sembrano tre bajadere senza controllo, ubriache di Agua de Valencìa alla mescalina, e il ritmo è strepitoso. Molto anni ‘Ottanta voglia di follia’.

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