SESSO E SOLITUDINE

L’intenso "L.I.E." vince il 16° Festival Internazionale di Cinema GayLesbico di Milano. Che è stato un successo: 10mila visitatori, oltre 100 film presentati. Li vedremo nelle sale o su Gay tv.

MILANO – Si chiude oggi il 16° Festival Internazionale di Cinema Gaylesbico che, in collaborazione con il Goethe Institute Inter Nationes di Milano, il 5 e 6 giugno ha dedicato un’appendice retrospettiva al regista tedesco Rainer Werner Fassbinder, con proiezioni dei suoi film migliori, nelle inedite versioni originali. Degli oltre 40 film realizzati dal regista tedesco solo 3 raccontano esplicitamente storie omosessuali tra cui Querelle, ormai film culto.

10 mila presenze in questa edizione per 9 giorni di programmazione anziché 7 dello scorso anno. Più di 100 film tra fiction, documentari, cortometraggi e 20 tra registi e attori che hanno presenziato al Festival, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti e Canada. Molte le produzioni che verranno distribuite: "Benzina" (già uscito nelle sale), "101 reykjavik" (uscirà distribuito da Sharada).

Mentre "L.I.E", "Circuit", "Journey to Kafiristan", "Giorni" (foto) e "All over the guy" verranno distribuiti in home video da E.mik. Identico percorso per i due documentari Venus Boyz e The Cockettes. Nel complicato meccanismo della distribuzione ovviamente le sezioni più penalizzate sono i documentari e i cortometraggi mentre la fiction ha vita più facile. Gay. tv acquisterà molti dei prodotti passati al Festival.

Ma ecco i vincitori della sedicesima edizione del festival di cinema gaylesbico di Milano:

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Sezione lungometraggi: L.I.E. di Michael Cuesta e menzione speciale a Giorni di Laura Muscardin

sezione documentari The truth about gay sex di Christiene Clark e menzione speciale per It kinda scares me di Tomer Heymann

Sezione cortometraggi : Starched di Cath Le Couteur a pari merito con Sister Lulu di Phil John

L.I.E. è un film firmato dal regista Michael Cuesta, uscito negli USA lo scorso anno: il quindicenne Howie si sporge dal ponte sopra la Long Island Expressway, la superstrada dove è morta sua madre. Trascurato dal padre, Howie è annoiato, sofferente e in cerca di affetto. Trascinato da un altro ragazzo carico di carisma, comincia a vivere di espedienti e piccoli crimini incontrando così Big John, il buono del quartiere con un debole per i ragazzi giovani. Big John aiuta Howie a riprendere il controllo sulla sua vita ma non è certo che riesca a sua volta a controllare i propri sentimenti. Una riflessione sulla solitudine e la sessualità maschile e film d’apertura al London Lesbian and Gay Film Festival di Londra, " …al suo meglio, L.I.E. ritrae in modo intenso una fetta cupa e amara di vita contemporanea", ha scritto il New York Times.