Sicilia Queer Film Festival 2015: ecco i vincitori

di

Vince il libanese Mondial 2010 di Roy Dib, menzione speciale al messicano Trémulo.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
6099 0

Da sempre considerati cinefigli di un Dio minore e raramente distribuiti nelle sale tradizionali, i cortometraggi sono spesso il viatico necessario a un cineasta che vuole ambire all’esordio nel lungo e grazie ai festival hanno una loro visibilità altrimenti negata. Anche dal punto di vista queer, lo short movie dimostra una sua significativa vitalità se pensiamo che a Cannes ha sfiorato la Palma d’Oro uno splendido e applauditissimo corto d’animazione gay di sorprendente creatività, Le repas dominical di Céline Devaux, in cui l’omosessuale Jean racconta l’immutabile rito del pranzo domenicale in famiglia alla presenza di due ziette piuttosto invadenti. Il massimo riconoscimento è andato poi a un’altra notevole opera cartoon, l’onirico Waves ’98 del libanese Eli Dagher.

Ancora un libanese è il vincitore del Sicilia Queer FilmFest appena concluso ai Cantieri Culturali della Zisa palermitana: il premio come miglior cortometraggio è andato infatti a Mondial 2010 del videomaker e critico d’arte Roy Dib in cui una coppia gay decide di videoregistrare il proprio viaggio da Beirut a Ramallah, città palestinese sempre più soffocata dalla presenza pressante di nuovi presidi israeliani. Ciascuno dei due uomini vivrà in maniera differente la visita turistica e l’impossibilità di palesare la loro relazione a causa dello stigma sociale e politico esercitato nel mondo arabo nei confronti degli omosessuali metterà in discussione il loro rapporto. La giuria internazionale composta dai cineasti Véronique Aubouy, Roberto Castón e Benjamin Crotty, dalla scrittrice Tiziana Lo Porto e da Davide Oberto, selezionatore del Torino Film Festival, ha così motivato la scelta: “Mondial 2010 si è dimostrato capace di raccontare la complessità dei sentimenti”.

Una menzione speciale è andata al messicano Trémulo di Roberto Fiesco – “espressione di quel cinema che rivendica di essere sentimentale” – sulla notte d’amore fra Carlos, impegnato a spazzare il pavimento in una bottega di barbiere, e un cliente occasionale, Julio.

Anche la giuria del coordinamento Palermo Pride ha assegnato una menzione speciale all’opera di Roy Dib, apprezzando “la nuda e cruda riflessione sulla realtà politica israelo-palestinese”.

L’americana Joanna Arnow è stata infine premiata dalla Giuria dei Cento Autori per il suo cortometraggio Bad at Dancing sull’intorcinato triangolo sentimentale fra tre donne: la complessata Joanna, che si sente costantemente esclusa, la sua compagna di stanza Isabel e la fidanzata di quest’ultima.

Altri due corti sono stati proiettati al termine della cerimonia di premiazione: Officium di Giuseppe Carleo e Stonewall di Francesco Scarponi. Il primo aveva vinto il riconoscimento per la migliore regia alla rassegna pistoiese Cortocinema e racconta la storia di tre donne di nome Rosa immerse nelle loro fantasie erotiche e con un forte desiderio di riscatto sociale. Vanta una curiosa comparsata del sindaco Leoluca Orlando che era presente in sala. Stonewall ricostruisce invece la celebre rivolta del 27-28 giugno 1969 al Greenwich Village, considerata il punto di partenza del movimento di liberazione gay, attraverso uno stile personale che mescola il disegno animato con materiale d’archivio in super8 dell’epoca.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...