Terapie riparative: post fake di Teodora per la promozione del nuovo film

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2100 commenti negativi ma anche migliaia di like: i risultati dei post su Facebook e Instagram della casa di produzione cinematografica

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Indignazione e segnalazione: così hanno accolto i profili fake di Teodora per la promozione del loro nuovo film sulle terapie riparative.

Una campagna pubblicitaria che ha ottenuto l’effetto desiderato: l’indignazione social. Ci ha visto giusto la casa di produzione Teodora per la pubblicizzazione del suo nuovo film, “La Diseducazione di Cameron Post“. Il film uscirà il prossimo 25 ottobre. Racconta la storia di Cameron, una ragazza lesbica che, dopo la scoperta da parte dei genitori del suo orientamento sessuale, viene inviata in un centro specializzato nelle terapie riparative.

I profili creati ad hoc presentavano un’inesistente centro (almeno in Italia) chiamato God’s Promise. Questo centro offre dei servizi per “rieducare” i ragazzi e le ragazze omosessuali, convertendoli all’eterosessualità. I post, pubblicati nei social Facebook e Instagram, e nel giro di 5 giorni (il tempo che la campagna è stata presente nei social) ha collezionato 2100 commenti e quasi gli stessi like. Segnale inequivocabile che in molti credevano alla veridicità dei post. 

Le motivazioni di Teodora

Questa campagna nasce in realtà con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul tema delle cosiddette terapie riparative o terapie di conversione, che trovano la loro applicazione più estrema nei cosiddetti campi di rieducazione per adolescenti“. Così Teodora ha spiegato la campagna, volendo segnalare che questi centri esistono davvero ancora oggi. God’s Promise è uno di questi centri, presente negli Stati Uniti e tutt’ora attivo.

Nonostante il film di Desiree Akhavan sia ambientato nel 1993 – anno in cui la ragazza è realmente inviata al centro di conversionel’interazione di questi post ottenuta dagli utenti social indica quanto il film sia attuale. E a quanti possa anche interessare questa “strada”. In Italia, e in molti altri Stati, le terapie riparative non sono vietate per legge. Quindi dei possibili futuri promotori di tale iniziativa potrebbero agire indisturbati anche nel nostro Paese. Ed è proprio questo che si vuole denunciare, con un film già vincitore del gran premio della giuria all’ultima Sundance Film Festival. 

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