TOGAY, VINCONO LE DONNE

Torino, tutti i premi del gay film festival. Dopo sei anni di dominio maschile, il miglior lungometraggio è lesbico: "A mia madre piacciono le donne" racconta il coming out di una cinquantenne.

TORINO. Alle giurie piacciono le donne. Ed è significativo che il palmarès del XVII Festival Gay di Torino sia un omaggio quasi totale all’altra metà del cielo (e del triangolo rosa) in un anno in cui il cinema lesbico si è affermato con incisività sul grande schermo (‘Mulholland Drive’, ‘La répétition’, ‘Benzina’) come già ci aveva fatto intuire Cannes 2001.

Il premio Ottavio Mai al miglior lungometraggio è andato alla divertente commedia ‘A mia madre piacciono le donne‘ di Inés Paris e Daniela Fejerman (primo film spagnolo ad essere realizzato da un’équipe di sole donne), sull’insolito coming out di una pianista cinquantenne innamoratasi di una collega e delle diverse reazioni delle tre figlie che cercheranno in vari modi di impedire questa ‘scandalosa’ relazione della madre. Il film è stato scelto da una giuria composta da sole donne, fortemente voluta dal direttore Giovanni Minerba: Chastity Bono, Shari Frilot, Maria Pia Fusco, Laura Muscardin, Monika Treut. La motivazione spiega: "Per la qualità cinematografica, per i personaggi intensi e credibili, per aver rovesciato la tradizionale visione delle dinamiche familiari attraverso un insolito coming out, per la capacità di legare generazioni, classi e nazionalità differenti dando valenza politica ad una commedia romantica senza abbassare il livello del divertimento (grandiosa la canzone!)". Erano sei anni, dal dramma alla Genet ‘Sister My sister’ di Nancy Meckler, che un film lesbico non vinceva il Togay.

Il premio per il miglior cortometraggio, 1500 Euro offerti da gay.it, è andato a ‘Lunata Sas Sinite Ochi‘ (Luna dagli occhi blu) del bulgaro Pencho Kunchev, elegante corto erotico lesbico d’animazione, realizzato a mano durante tre anni di lavorazione, ambientato in un mutevole Eden color pastello in cui i seni di una donna si trasformano in occhi di civetta e il suo sesso in un pesce colorato. E’ stato scelto "per la sua celebrazione della bellezza del corpo femminile e della bellezza della natura, in un viaggio nella tradizione figurativa occidentale, nei miti, nel surrealismo e nella tradizione dei pittori fauves. E’ un’ottima e creativa produzione che evoca sensazioni e sorprese in un flusso sensuale di movimenti".

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Ex-aequo nella sezione documentari tra ‘Tomer ve-hasrutim‘ (Mi fa molta paura) dell’israeliano Tomer Heymann sui ragazzi gay di Azur, a sud di Tel Aviv, il cui futuro è nell’esercito israeliano, e ‘Rainmakers Zimbabwe‘ (I maghi della pioggia) di Robbie Hart su una lesbica attivista gay in Africa, Tina Machida.

Gran finale per un Festival di grande successo (un incremento del 25% di biglietti venduti) con uno scombinato ma divertente drag show illuminato dagli splendidi costumi della maison Audello ricco di omaggi a Marilyn Monroe icona dell’anno (l’Happy Birthday Mr. President’ a Kennedy, ‘Two little girls from Little Rock’ con Jane Russel, ‘My Heart belongs to Daddy’, ‘Diamonds are the Girl’s Best Friends’, perfino l’Oscar mai vinto da Marylin che si tramuta in un muscoloso boy dorato).

In chiusura ancora un coming out lesbico di mezz’eta: nel vitalissimo ‘101 Reykjavik‘ di Baltasar Kormàkur, ambientato tra i ghiacci islandesi e i caldissimi spiriti bollenti dei ragazzi dell’isola, il disoccupato Hylnur dovrà accettare l’amore tra sua madre e la scatenata ragazza spagnola (Victoria Abril) che si è insediata in casa, soprattutto dopo che lui stesso ci è finito a letto per una sbronza colossale. Verrà distribuito prossimamente da Sharada Films col titolo ‘101 trasgressioni’.

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I trend dell’anno: molta adolescenza, coming out sempre più precoci, una diffusa bisessualità, prevalenza di commedie (ma con la dovuta eccezione del canadese ‘Il figlio perfetto‘ di Leonard Farlinger che in 93 minuti riesce ad affrontare omosessualità, Aids, droga, aborto e persino eutanasia). Una bella sorpresa: l’intensa opera prima italiana della romana Laura Muscardin ‘Giorni‘, denso dramma borghese sul dirigente di banca sieropositivo Claudio, fidanzato stabilmente con Dario, il cui equilibrio viene messo in discussione dall’incontro con un ragazzo, Andrea, con cui aveva avuto un fugace rapporto tempo prima. Nessun patetismo, uno sguardo lucido e rigoroso, un’analisi finalmente matura del travaglio Aids (non una nota stonata, un compiacimento o un’autogiustificazione pietistica) e una profonda riflessione sul tema del passaggio (del tempo vissuto con le sue scadenze – imposte dalla malattia ma anche dai rapporti umani – e degli spazi: case, appartamenti, letti occupati e poi abbandonati, minime tracce transienti dell’esistenza – ma la nota di speranza rappresentata dal simbolico cancello del finale è molto significativa).

Una regista da tenere d’occhio.

L’unico altro film che è stato finora acquistato da una casa di distribuzione, la Lucky Red, è il documentario ‘Marlene Dietrich – La sua canzone‘ diretto dal nipote J. David Riva, ricco di materiali inediti sulla relazione tra la diva tedesca e l’attore francese Jean Gabin (definito ‘rozzo e dai modi spicci’) e sui problemi (soprattutto con la stampa tedesca) dopo che l’attrice ottenne la cittadinanza americana e si oppose fermamente alla propaganda del regime nazista.

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Grande successo anche per la notevole retrospettiva su Rainer Werner Fassbinder, illuminata dallo sguardo solare della matronale Juliane Lorenz ospite del Festival, ex moglie e montatrice dello stesso Fassbinder. La retrospettiva continuerà nei prossimi giorni al Cinema Massimo di Torino.

^STUTTI I PREMI DEL FESTIVAL:^s

PREMIO DEL PUBBLICO

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
CELEBRATION (FESTEGGIAMENTI) di Daniel Stedman (Usa)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
TOMER VE-HASRUTIM (MI FA MOLTA PAURA) di Tomer Heymann (Israele)

MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO
GYPSY ’83 di Todd Stephens (Usa)

PREMIO AL MIGLIOR DOCUMENTARIO ‘GIURIA RAGAZZI DEL 2006’ (composta da 9 ragazze e 2 ragazzi)

MENZIONE SPECIALE
THE SNAKE BOY (IL RAGAZZO SERPENTE) di Michelle Chen e Li Xiao (Cina)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
RAINMAKERS ZIMBABWE (I MAGHI DELLA PIOGGIA) di Robbie Hart

CONCORSO INTERNAZIONALE DOCUMENTARI

MENZIONE SPECIALE
HOPE ALONG THE WIND: THE LIFE OF HARRY HAY di Eric Slade (Usa)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Ex-aequo: TOMER VE-HASRUTIM di Tomer Heymann e RAINMAKERS ZIMBABWE di Robbie Hart

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
‘LUNATA SAS SINITE OCHI’ (Luna dagli occhi blu) di Pencho Kunchev (Bulgaria)

CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
‘L.I.E.’ di Michael Cuesta (Usa)

PREMIO OTTAVIO MAI PER IL MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO
‘A MI MADRE LE GUSTAN LAS MUJERES’ di Inés Paris e Daniela Fejerman (Spagna)