UN SIEROPOSITIVO NELLA CHAT

Nessuna solidarietà: gli altri sieropositivi mi evitano. E la jena affronta un delicato problema.

Ciao Fabio,

Sono Un ragazzo di 31 anni di Firenze, non ho mai seguito la tua rubrica, ma ho avuto modo di leggere le lettere contenute nel tuo libro.

Apprezzo le tue idee ed i tuoi punti di vista quasi sempre, unica cosa che mi sembra strana è che non è mai stato trattato l’argomento della sieropositività. Non so se questo è dovuto ad una scelta oppure al fatto che questo resta purtroppo sempre un argomento tabù.

Frequento la chat da parecchi anni, e da agosto ho deciso di venire allo scoperto utilizzando un nick molto esplicito, hivpositivo. La mia voleva essere una provocazione ed anche un modo per dichiarare il mio stato, cerco un compagno e quindi penso che questa sia una cosa corretta mettere le persone subito a conoscenza del mio stato. Quello che mi ha stupito è che, a parte qualche cretino ignorante, sempre presente in chat, la mia scelta sia stata condivisa da molte persone. Mi sono fatto molti amici e penso di essere abbastanza conosciuto nella stanza toscana. Quello che mi impressiona è il numero di persone che mi hanno aperto pvt dicendomi che condividevano il mio stesso problema, e quello che è ancora più strano per me è il fatto che con nessuno di questi sia riuscito ad instaurare un rapporto di amicizia. In pratica quello che voglio dire è che ho avuto più comprensione ed appoggio da persone siero- che da persone siero+ come me. Ora, il punto è, come si possono aspettare i sieropositivi una maggiore comprensione dal mondo esterno se neanche loro sono pronti ad accettare un loro simile?

Non penso che pubblicherai questa lettere per ovvi motivi, mi farebbe cmq piacere una risposta personale.

Simone

Carissimo Simone grazie per avermi scritto.

Come vedi ti rispondo nonostante tu non lo pensassi possibile (perchè poi?!). Certo non per "sorprenderti" e fare un colpaccio. Ti rispondo perchè è giusto farlo. Devi sapere però che se di sieropositività, od aids in senso più ampio, si parla poco in questa rubrica non è determinato da una mia precisa volontà. Ho detto molte volte che gli argomenti gli scegliete voi lettori. Io mi limito solo a dare la precedenza ad un argomento piuttosto che ad un altro, a seconda di quante lettere ricevo rispetto a quel dato tema. Quindi teoricamente la risposta alla tua lettera ci sarebbe già: Poche persone vogliono "sentir parlare" di questo argomento. Nessuno vuole rattristarsi con cose del genere. Ma sarebbe una risposta non vera, o perlomeno, non completa. L’argomento è già stato trattato in altre occasioni. Ti cito, fidandomi della mia memoria (e te

la raccomando!!) una lettera che mi hanno scritto per il 1° Dicembre che puoi trovare cliccando qui e un’intervista che feci a Brett Shapiro che troverai qui

Bene in tutti e due i casi ho ricevuto, dopo la pubblicazione, moltissime lettere di commento di ragazzi e ragazze che avevano lo stesso problema o che comunque erano in qualche modo vicini all’argomento. Il che mi ha

fatto riflettere: Evidentemente dipende da come l’argomento si affronta. Se si deve fare solo terrorismo psicologico, statistica spicciola o profilassi da settimanale alla moda, non interessa. Se invece l’argomento si affronta serenamente, positivamente (scusa…ma sembra una battuta!!) le persone sono più disposte ad ascoltare. Certo, le teste di cazzo, esistono ed esisteranno sempre: leggo ancora dei nick nelle varie chat da rabbrividire: "Bevotutto70", "senzapreservativo". Che cosa vuoi sperare da persone del genere? Questo però non ci deve indurre a generalizzare.

Anche tu mi dici che hai conosciuto persone valide ed interessanti nelle chat. Certo questo è un argomento che forse avrebbe bisogno di altri "luoghi" e tempi per essere affrontato meglio.

In chat è più logico trovare persone che si vogliono distrarre, divertirsi.

Non è detto che se uno non ha voglia di affrontare un determinato argomento in un determinato momento sia una persona superficiale e insensibile. Non credo che nemmeno tu abbia sempre voglia di parlare di questa cosa, no?

La comprensione che tu cerchi da altri sieropositivi non la puoi misurare solo in una chat, se permetti.

Oltre alla comprensione io cercherei rispetto, da quello che tu chiami "il mondo esterno".

Qui però si va a toccare un argomento (già trattato molte volte in queste pagine!) che riguarda il vivere serenamente l’essere gay con il "mondo esterno": Ci sono persone (gay) che non frequentano gay per non far capire agli altri che lo sono anche loro! Stesso teorema trasportalo alla sieropositività: non frequento sieropositivi altrimenti si scopre che lo sono anche io! Bisogna superare questa barriera culturale; questo atavico senso di colpa che, specialmente a noi Italiani, ci fa compagnia da quando veniamo al mondo! Tu Simone, coraggiosamente, sei venuto allo scoperto aprendo il dibattito. Vediamo che succede adesso!

Portami un bacione a Firenze…