UNA NUOVA VITA TRANS

Carmen si prostituisce per procurarsi gli ormoni: "tutto è cominciato per gioco, ma cosa accadrà quando tutti conosceranno la mia vera identità?". E la jena risponde con le lettere di Tiziana, Laura…

Cara Iena,

mi chiamo Carmen è faccio la vita per procurarmi gli ormoni necessari a cominciare una nuova vita da trans. Tutto è cominciato un giorno per gioco e non sono più riuscito a smettere dopo diverse lusinghe ricevute sul mio corpo pur non avendo ancora mai visto un ormone. Voglio fare il salto ma mi sento male al pensiero che un giorno tutto verrà fuori. Come la prenderanno tutti quelli che mi conoscono e che non hanno mai saputo niente?

Baci

Carmen

Carissima Carmen, grazie per aver scritto a "Lettere alla Jena". Devo dire che ho sempre avuto molto rispetto delle persone come te che iniziano un percorso sicuramente non facile e doloroso. Credo che non sia facile prendere una decisione (irreversibile) di tale portata. Soprattutto quando per arrivare all’obbiettivo prestabilito, si è costretti a "fare la vita" come unico modo per tirar su i tantissimi soldi necessari. Userò la tua lettera, vista la brevità, per rispondere anche alle altre che mi hanno scritto sottoponendomi lo stesso tipo di problema. Di solito le lettere che parlano di transessualità hanno, perlomeno, una cosa in comune: la sicurezza di aver scelto l’unica soluzione possibile. Il sentirsi donna passa avanti a tutti gli inevitabili problemi che ci sono e che si creeranno. La certezza, fin da bambini, di "essere in un corpo non del tutto mio, un corpo che mi faceva piangere ogni volta che mi ritrovavo nuda davanti allo specchio" come dice Laura da Trapani.

Quello che mi lascia, per la verità, un pò perplesso riguardo la tua storia è come me la presenti. Spero che sia solo per la brevità della tua lettera ma ci sono dei punti un po’ da chiarire. Dici che tutto è iniziato per gioco.

E va bene, chiamalo come vuoi, per gioco, per caso, per necessità fin qui tutto ok. Mi parli poi delle "lusinghe avute sul tuo corpo". Cosa vuol dire? e soprattutto da chi? Spero tu intenda che il vederti donna ti ha fatto convincere che quella fosse la cosa da fare. Non intendi lusinghe da parte di altri, vero? Sai i complimenti, i consigli si danno così, a volte con leggerezza, ma dietro ad una decisione come la tua ci vuole qualcosa di più di un complimento, di una lusinga, no?

Poi mi dici "voglio fare il salto ma mi sento male al pensiero che un giorno tutto verrà fuori". Qui dobbiamo riflettere bene, cara Carmen. Ti renderai benissimo conto che la prima delle conseguenze della tua decisione è quella di far venire tutto fuori, proprio per vivere la tua vera identità. Se tu hai paura (per carità, una paura comprensibile) di quello che gli altri penseranno, forse ancora devi aspettare un po’, pensarci bene, mooolto bene. Pensa, Tiziana, che mi scrive da Udine, mi ha detto che lei ha fatto il "doppio salto mortale" nel giro di un mese. Tiziana (all’epoca Tiziano) non aveva mai detto ai suoi genitori nemmeno di essere gay, poi nel giro di un mese a detto prima che era gay e poi che voleva diventare donna! Immaginate la reazione dei genitori (comprensibilissima!). Effettivamente Tiziana non sarà ricordata per il suo tatto e la sua diplomazia, ma era talmente intenzionata a fare quello che ha fatto che non vedeva altro modo che spiegare subito alle persone che amava che stava per diventare un’altra persona, quella che lei sentiva di essere da sempre. Incredibile ma vero, i genitori, dopo un primo periodo di sgomento e angoscia, stanno cominciando ad accettare. Certo non è detto che sia per tutti così "semplice" ma credo che in questo caso, egoisticamente, tu debba pensare prima a te stessa. Certo, è fondamentale l’appoggio di quelli a cui vuoi bene e ti stanno vicini, ma non sempre è scontato, lo saprai.

Per questo, ripeto, devi essere molto sicura del passo che andrai a fare. A volte, scusa la brutalità, si rischia di rimanere veramente soli. Certo è, cara Carmen, che in questo percorso, fortunatamente, non sarai lasciata a decidere tutto da sola. Nel percorso che affronterai ci sono medici, psicologi e quant’altro pronti a darti una mano e a capire se effettivamente questo è il passo (ed il momento) che vuoi fare. Con questo non vuol dire che siete considerate delle pazze, cara Nicole da Bologna!! Gli psicologi servono per dare un sostegno nei momenti più difficile e per capire la personalità vera. Non c’entra l’essere trans, gay o etero! Non la prendere come una violenza! sono utili credimi!! A volte nei momento più difficili della nostra vita si ha un pò di confusione nella testa e perchè non farsi aiutare da chi ne capisce più di noi ? Credimi gli psicologi, gli analisti d terapeuti in genere non sono stregoni. Puoi trovare quello più bravo o quello più stronzo, sono d’accordo con te, ma servono. Spero tanto cara Carmen, che qualunque sia la tua strada, tu riesca a trovarla con il meno dolore possibile. Ti auguro tanta tanta fortuna e tutto il bene possibile!!!!

Vorrei chiudere questa lettera con un saluto ad una ragazza, Martina, che io ho conosciuto tanti anni fa a Firenze e che adesso, purtroppo, non c’è più. Era una filosofa per me, grande intelligenza e grande sensibilità. Aveva affrontato e superato tutto quello di cui abbiamo parlato fino ad adesso. Se esiste un Paradiso lei è sicuramente là a ridere come una pazza! Martina ti voglio bene.

Fabio

di Fabio Canino

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