Uno Scamarcio gay e iniziazioni neonaziste a Berlino

Entusiasmo unanime per “Mine vaganti” di Ozpetek con Scamarcio e Preziosi nel ruolo di due fratelli omosex. Gang neonaziste e un irriconoscibile Helmut Berger nel dramma “Initiation” di Peter Kern.

È stato accolto con favore da pubblico e critica il nuovo film di Ferzan Ozpetek Mine vaganti presentato al Festival di Berlino nella sezione Panorama Special e nelle nostre sale dal 12 marzo. Il regista italoturco è tornato alle atmosfere a lui più congeniali nel raccontare in una commedia leggera e ironica le dinamiche di una famiglia leccese che gestisce un pastificio dove ritorna da Roma dopo diversi anni il secondogenito Tommaso, interpretato da Riccardo Scamarcio, pronto a rivelare di essere omosessuale al padre omofobo (Ennio Fantastichini). Ma – sorpresa – viene clamorosamente battuto sul tempo dal fratello maggiore Antonio, anche lui gay (Alessandro Preziosi), e decide a quel punto di rinunciare al coming out.

«Non faccio l’ambasciatore degli omosessuali – ha spiegato Scamarcio – perché penso che non ce ne sia bisogno. Sono persone come le altre e mi vergogno delle aggressioni che sono avvenute negli ultimi tempi. Purtroppo in questo momento abbiamo un problema di accettazione delle diversità che si manifesta in tanti modi riprovevoli, compreso il caso di Rosarno. Non mi sono preparato a recitare un omosessuale ma solo a interpretare un personaggio, Tommaso, che torna nella sua terra. Le uniche difficoltà erano quelle di essere circondato da persone che non gli permettono di manifestarsi per quello che è davvero e vuol fare lo scrittore, contro tutte le aspettative dei parenti».

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Per il regista, questo ritorno in famiglia scritto con Ivan Cotroneo ha anche un forte significato autobiografico: «Ho dedicato il film a mio padre, scomparso tre anni fa. Sapeva tutto di me, anche se non avevamo mai parlato esplicitamente della mia omosessualità. Sono certo che lo sapeva ma non voleva ammetterlo. Ma quando mi vedeva con un’amica commentava: "Non ne perdi una, eh?". Io ridevo, ora capisco che aveva bisogno di ingannarsi. Ho scelto di girare in Puglia perché il Sud d’Italia, su questi temi, mi sembra molto più aperto del Nord. A Lecce ti accettano, non hanno paura del "diverso": al massimo ti conoscono, ti valutano e decidono che tipo di persona sei. Naturalmente non sono cose che si conquistano in un giorno. Si può essere molto aperti a livello teorico ma chiudersi quando le cose ti toccano personalmente. In altre parole, molti sinceri democratici "tolleranti" non tollerano di avere un figlio frocio». Riguardo a Nichi Vendola, Ozpetek sostiene che si tratta di «un grande comunicatore e un bravo politico, spero davvero che rivinca le elezioni. Ma forse è merito della Puglia se Vendola è stato eletto: se è arrivato a fare il governatore è perché la gente è cambiata». Nella colonna sonora del film spicca un inedito di Patty Pravo, Sogno, composto appositamente per Mine vaganti. «Mi ha detto: sei l’unico regista a cui darei una canzone» ha aggiunto Ozpetek.

Tinte più fosche e drammatiche caratterizzano un altro film gay presentato in Panorama, la coproduzione tedesca e austriaca Blutsfreundschaft diretta da Peter Kern (significa "Amicizia di sangue" ma il titolo internazionale sarà Initiation, ossia "Iniziazione"). Un sedicenne viennese inquieto, Axel (Harry Lampl), viene conteso da una gang neonazista e dal proprietario ottantenne di una lavanderia invaghitosi di lui, Gustav (un irriconoscibile Helmut Berger, grande attore viscontiano, bolso e invecchiato), corroso dal senso di colpa per aver tradito durante la Guerra, consegnandolo alla Gestapo, il suo grande amore giovanile a cui Axel assomiglia in maniera impressionante .

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Un curioso mix tra Broderskab e La finestra di fronte che il regista Kern, fresco di festeggiamenti per il suo 60esimo compleanno esattamente come la Berlinale, caduto proprio l’altro ieri, il giorno della prima di Initiation, descrive così: «Un film dedicato ai 120.000 omosessuali assassinati dai neonazisti, torturati e uccisi col gas o a colpi di pistola come testimoniano i documenti ufficiali. Ma le ricerche di alcuni storici, comunque, rivelano che sono molti di più. Il movimento neonazista è ancora vivo perché la menzogna è ancora un elemento dominante delle nostre vite. Un piccolo pezzo d’orrore e d’amore, ma anche un piccolo sorriso per il fatto che nessuno può decidere sulla passione e l’amore degli altri. Ecco perché questo non è semplicemente un film gay. Gli esseri umani reagiscono alle circostanze e ai giochi di potere che noi fraintendiamo volentieri come ordine e legge. Era importante per me che la storia avesse luogo a Vienna, soprattutto perché  vi ho conosciuto molta gente xenofoba e di estrema destra che però tende a passare inosservata».