Festival di Venezia 2018, otto film in concorso per il 12° Queer Lion

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Dal Guatemala all’Indonesia passando per l’atteso Suspiria di Guadagnino, ecco tutti i candidati al tradizionale premio lgbt della 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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Dal primo film guatemalteco mai presentato a Venezia alla Russia e all’Indonesia: sono otto i film di varia provenienza internazionale in competizione al 12° Queer Lion, il tradizionale premio lgbt della 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto – 8 settembre).

Tra i titoli in cui la tematica queer è pregnante, spicca proprio il guatemalteco José di Li Cheng su un venditore ambulante di vettovaglie che ha l’abitudine di praticare sesso gay occasionale ma vede sconvolta la sua vita quando s’innamora del misterioso Luis.

Nella competizione ufficiale troviamo l’attesissimo remake argentiano Suspiria firmato Luca Guadagnino e The Favourite, il primo film in costume del talentuoso regista greco Yorgos Lanthimos, sulla regina Anne e la sua consigliera e amante Sarah Churchill, duchessa di Malborough, messe in crisi dall’arrivo della cugina di quest’ultima, Abigail.

L’Italia presenta nella sezione Biennale College il dramma sportivo Zen sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri la cui protagonista è Maia detta Zen, unica femmina nella squadra di hockey locale e per questo bullizzata in continuazione. Quando la fidanzata di un compagno di squadra, Vanessa, si nasconde nel rifugio della madre di Maia, tra le due nascerà un legame che aiuterà a ridefinire l’identità di entrambe.

Potrebbe rivelarsi il nuovo Girl l’indonesiano Ricordi del mio corpo di Garin Nugroho su un centro di danza Lengger i cui membri maschi si trasformano in donne. Il piccolo Juno, abbandonato dal padre in un villaggio del Java centrale, si unirà al centro e scoprirà come possono essere ridefiniti corpo e anima non senza contraccolpi dolorosi.

Dalla Francia arrivano due titoli: in Bêtes blondes di Alexia Walther e Maxime Matray, presentato alla Settimana Internazionale della Critica e già definito “uno spazio cinematografico totalmente alieno: un film audace e anarchico che non assomiglia a null’altro”, esplode l’amore tra una ex star di una sitcom tv e un militare intristito; un personaggio secondario lesbico, la figlia del protagonista Mario spicca invece in C’est ça l’amour di Claire Burger, presentato alle Giornate degli Autori. Nella coproduzione russa-estone-francese L’uomo che sorprese tutti di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov una guardia forestale siberiana s’inventa una nuova identità quando scopre di avere un cancro terminale.

Fuori concorso si potranno vedere alcuni classici restaurati quali Morte a Venezia, Il portiere di notte e M. Butterfly di David Cronenberg.

La giuria sarà composta da Brian Robinson del British Film Institute, da Rita Fabbri (Università Ca’ Foscari) e dall’attivista lgbt sloveno Jani Kuštrin.

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