Venezia a secco di film gay ma il Queer Lion ci sarà

Solo un pugno di titoli glbt al Lido, soprattutto documentari: “Capo Dio Monte” di Corsicato e “Lisetta Carmi” di Segre. Paolo Giordano: “Nel film tratto dal mio romanzo ci sarà il gay Denis”.

Sulla scia della cinepenuria glbt riscontrata sulla Croisette quest’anno, sarà molto poco queer la 67esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia in programma al Lido dal primo all’undici settembre. Si punterà soprattutto su titoli americani a maggioranza etero – ben 5 in concorso: Aronofsky, Coppola, Gallo, Reichardt, Schnabel – e sul poker tricolore formato da Celestini, Costanzo, Martone e Mazzacurati.

Sulla carta, in selezione ufficiale, solo un pugno di titoli si preannunciano d’interesse omosex: in concorso, oltre al thriller criptolesbo “Black Swan” di Aronofsky che inaugurerà il festival e di cui abbiamo già parlato, c’è da segnalare unicamente un personaggio secondario gay nell’attesa trasposizione cinematografica del bestseller di Paolo Giordano “La solitudine dei numeri primi” diretta da Saverio Costanzo, che uscirà nelle sale il dieci settembre, in contemporanea con Venezia.

 

“Non mancherà nessuno dei personaggi del romanzo” ci spiega Giordano, in partenza per una vacanza islandese. “Ci sarà anche Denis (l’amico gay del protagonista Mattia innamorato di lui, n.d.r.), e avrà pressappoco lo stesso spessore che ha nel romanzo. Non sarà interpretato da Filippo Timi ma da un altro attore di cui, onestamente, non ricordo il nome. Non posso dire altro perché la produzione, in questo senso, ha imposto uno stretto riserbo. Il mio prossimo romanzo? Uscirà probabilmente nel 2012, sono molto indietro. Sarò a Venezia per seguire il film ma avrò un ruolo piuttosto defilato”.

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Il nuovo film di Ozon in concorso, “Potiche”, non è gay e racconta della moglie di un ricco industriale despota che viene sequestrato dai suoi operai esasperati dai suoi trattamenti meschini. Lei prenderà in mano l’azienda conquistando la loro fiducia. I protagonisti sono le superstar francesi Catherine Deneuve e Gérard Depardieu

Nelle sezioni laterali, spicca alle Giornate degli Autori il documentario di Pappi Corsicato “Capo Dio Monte” dedicato al poliedrico artista gay Luigi Ontani, pittore, scultore e fotografo, esponente dell’azionismo declinato verso il kitsch, celebre soprattutto negli anni Settanta per le sue performances trasgressive in cui realizzò bizzarri quadri viventi reinterpretando con un’ottica camp vari personaggi storici e mitologici, da San Sebastiano a Leda, da Dante a Bacco. In "Narciso", forse la sua opera più nota, si autoritrae completamente nudo con un tulipano infilato nel retto. Il titolo “Capo Dio Monte” deriva dal nome della mostra a lui dedicata allestita l’anno scorso nel museo napoletano di Capodimonte. Sempre in questa sezione, Daniele Segre presenterà il doc “Lisetta Carmi. Un’anima in cammino” dedicata alla fotografa genovese dei trans tanto amata da Fabrizio De Andrè. Il cortometraggio gay “Sposerò Nichi Vendola”, firmato da Andrea Costantino, verrà invece presentato in “Controcampo italiano”. Si preannuncia bisex il tedesco "Drei" ("Tre") di Tom Tykwer, film ‘tragicomico’ su una coppia di quarantenni berlinesi che si innamora dello stesso uomo.

Nonostante la cinepenuria glbt, il premio Queer Lion ci sarà: “Il panorama del cinema queer del 2010 non è all’altezza dei grandi festival e offre poco, al contrario delle due precedenti annate ricchissime di titoli” conferma l’organizzatore Daniel Casagrande. “La tendenza era già stata tracciata da Cannes, tradizionalmente ricco di titoli glbt. Di solito le situazioni difficili come crisi economica, censura e omofobia sono elementi che nutrono ed alimentano la creatività. Evidentemente le ragioni di quest’anno sono da rintracciarsi in un intreccio di sfortunate combinazioni, confermate anche dalle scelte delle sezioni autonome della 25esima Settimana della Critica e delle settime Giornate degli Autori. Comunque non capiterà come nel 2007 in cui chi ci raccomandò alcuni titoli da far visionare alla giuria davvero li considerava di ‘interesse queer’, evidentemente travisando un po’ gli stilemi che identificano opere a tematica o di interesse glbt o queer, ma assolutamente in totale buona fede. Quest’anno, come già successo nel 2008 e nel 2009, parteciperanno al Queer Lion Award solo film che realmente hanno le caratteristiche per concorrere all’assegnazione del premio”.