VENT’ANNI DI FESTIVAL (MI)GAY

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Il Migay compie vent'anni con un compleanno che si festeggerà per una settimana, dall'8 al 14 giugno. Abbiamo intervistato il direttore Giampaolo Marzi, da quindici anni a capo...

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Il più visibile festival italiano internazionale di film con tematiche omosessuali italiano (più esattamente ‘Festival Internazionale di Cinema Gaylesbico e Queer Culture’), capace di catalizzare l’attenzione di oltre 18.000 spettatori, celebra l’importante ricorrenza con un’edizione particolarmente ricca di film e ospiti regalandosi anche una nuova sede, il prestigioso Teatro Strehler. Abbiamo intervistato il direttore Giampaolo Marzi, che ormai da quindici anni è a capo della manifestazione:
Vent’anni rappresenta un traguardo molto importante…
Sì, è vero. Quest’anno saremo al teatro Strehler, uno stabile molto centrale e prestigioso, un po’ il salotto della cultura milanese, dove a settembre si svolge il Milano Film Festival. Utilizziamo una formula già rodata da loro: non solo cinema ma anche uno spazio di aggregazione esterno autonomo davanti al teatro che si chiama ‘Music on the steps’ con una scalinata simile al sagrato di una chiesa, dove si organizzeranno aperitivi e feste, dando così una forte visibilità all’evento.
Ci puoi dare qualche anticipazione sui film che presenterete?

Ci sarà una decina di anteprime di lunghi tra cui il nuovo film di João Pedro Rodrigues, ‘Odete’, che è stato presentato alla Quinzaine l’anno scorso e ha vinto una menzione speciale per il cinema di ricerca. Apre un film canadese, ‘Whole New Thing’, un’opera seconda molto interessante, una storia semplice d’impianto classico sull’innamoramento di un professore di liceo per un allievo. Tra i film lesbici vi segnalo la divertente commedia argentina ‘El Favor’, il francese ‘Oublier Cheyenne’ e il tedesco ‘Unveiled’. Chiuderemo con l’anteprima di ‘Männer wie vir’, commedia di grande successo in Germania dal titolo internazionale ‘Guys and Balls’ su una squadra di calcio e gli stereotipi di quel mondo.

Ci sarà anche l’anteprima di ‘Amnesia’ sulla storia vera di un ragazzo che perde la memoria durante un rave e cerca di ricostruire la propria identità, metafora della condizione gay. Potrete vedere anche ‘Boy Culture’, il nuovo film in digitale di Allan Brocka, autore di ‘Eating Out’, in cui gli stereotipi dell’identità gay contemporanea fondati su denaro e carriera vengono ribaltati di fronte alla crisi dell’innamoramento. Tra gli altri ricordiamo un film bollywoodiano molto drammatico, ‘My brother Nihil’, su un campione di nuoto sieropositivo e il nuovo lavoro del regista di ‘Tho brothers’, Richard Bell, ovvero il filmone ‘Eighteen’ su un ragazzino che riceve in regalo un’audiocassetta del nonno soldato durante la Seconda Guerra Mondiale. La voce narrante è di Ian McKellen. Poi ci saranno come sempre corti e documentari. Ogni anno abbiamo un filo tematico, quest’anno è la passione in tutte le sue forme: politica, relazionale, famigliare.
Quali ospiti ci saranno?
Gli ospiti di punta sono quelli del sabato sera: assegneremo il premio
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Quali ospiti ci saranno?

Gli ospiti di punta sono quelli del sabato sera: assegneremo il premio ‘Queen of Comedy’ in collaborazione col canale satellitare Paramount Comedy. Quest’anno è diviso in due sezioni, italiana e internazionale, e sarà assegnato ad Angela Finocchiaro e Carmen Maura. Poi presenteremo gli autori di vari libri tra cui il quarto volume di ‘Principesse Azzurre’ di Delia Vaccarello e la quinta antologia di racconti ‘Men on Men’. Saranno presenti poi molti degli autori dei film proiettati.
Se dovessi fare un bilancio di questi vent’anni di festival, di cui sei direttore da ormai quindici?
Rispetto a qualche anno fa, è cambiato lo scenario. All’inizio il festival era una piccola rassegna, poi è accresciuto l’interesse delle case di produzione e distribuzione, è diventato più mainstream soprattutto per quanto riguarda i lungometraggi, anche se forse è stato un po’ limitante rispetto alle urgenze della comunità omosessuale.

Questo è stato però il trend degli investimenti pubblicitari, del marketing, è diventato più un prodotto in quanto tale. C’è stata una specie di rinascimento della rappresentazione dell’omosessualità nei media che ha portato alla visibilità trasversale in tv, soprattutto nei reality, e al cinema. In Italia l’arrivo di Gay.tv ha permesso di avere una platea televisiva: dal festival i film potevano costruirsi un percorso per arrivare al grande pubblico. Per corti e documentari le tecnologie digitali hanno facilitato e democraticizzato l’accesso alla produzione ma abbassandone anche il numero di prodotti qualitativamente buoni. Comunque resta ancora questa la voce più autentica della comunità, l’urgenza di raccontare esperienze personali e conflitti.
In Italia secondo te qualcosa si muove?

Purtroppo in Italia a livello di cinema si muove molto poco in generale, non c’è mai stato un interesse a produrre film gay, c’è una mancanza di investimenti sulle aree di sperimentazione, l’idea di puntare sugli emergenti come palestra per crescere manca a tutto il cinema giovane italiano. Per qualche ragione misteriosa non c’è mai stato un interesse particolare a produrli. I film che hanno raccontato l’omosessualità l’hanno fatto anche casualmente o involontariamente in titoli come ‘Le fate ignoranti’ che riempiva un vuoto di rappresentazione. Altre produzioni di rilievo, oltre a ‘Benzina’ della Stambrini, non ne ricordo.
Come si deve orientare un festival come il vostro tra spettacolarità e cinema di ricerca?
Date le esigenze di programmazione, si tende a scegliere pur volendo lasciare spazio a un cinema visionario, difficile. I festival di cinema a tematica attingono a un pubblico non esclusivamente cinefilo, si privilegia un prodotto di qualità più facilmente fruibile. Alla fine la gente che ci va non necessariamente è abituata alle full immersion né è disposta a fare percorsi alternativi o sperimentali. Invece nella zona corti e documentari c’è spazio per la voce della militanza.
Tu curi anche l’interessante rassegna di cinema su Gay.tv, con film quasi tutti i giorni e varie prime televisive…
Sì, nel programma del palinsesto primavera-estate ci sono 15 film in anteprima televisiva e un’altra ventina di titoli che avevamo già passato e sono stati reinseriti. L’appuntamento è quattro volte alla settimana con due repliche notturne a mezzanotte su richiesta degli utenti, il mercoledì e venerdì. Andrà avanti fino a metà settembre, con repliche a luglio e agosto. Prima dei film ci sono mie brevi presentazioni, le ‘Movie Pills’.
La scelta dei titoli come è stata effettuata?
Alcuni li ho inseguiti, altri sono stati comprati da Mikado, con loro abbiamo un accordo su queste prime televisive per film di qualità come ‘Amanti criminali’ di Ozon o ‘Wild Side’ di Lifshitz.
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