VENTI DI PASSIONE CINEGAY

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Il XX Migay si preannuncia davvero imperdibile: una nuova sede - il Teatro Strehler - e molti titoli. Tra gli ospiti Carmen Maura e Angela Finocchiaro premiate come...

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Il Migay si rifà il look: per festeggiare l’importante anniversario del ventesimo anno, il Festival Internazionale di Cinema Gaylesbico e Queer Culture di Milano (8-14 giugno) diretto da Giampaolo Marzi si regala una sede tutta nuova, in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, il prestigioso Teatro Strehler (Largo Greppi, 1), prezioso scrigno della cultura cittadina. Sulle scale del sagrato e nello spazio antistante, per tutta la durata della manifestazione, si svolgerà ‘Music On The Steps’, incontri e cocktail accompagnati dai dj set di musica elettronica in cui si alterneranno giovani sound makers milanesi. Il primo appuntamento è per le 19 di giovedì per il cocktail di inaugurazione con open bar in collaborazione con Citroën.

Il programma gronda passione cinefila (il filo rosso di quest’anno è proprio la passione, declinata in tutte le sue forme) e sulla carta si presenta davvero interessante: film da tutto il mondo con prevalenza di Usa e Canada, ben dieci anteprime assolute con giusta miscellanea di drammi e commedie e alcune scommesse d’autore come l’attesa opera seconda del regista de ‘Il Fantasma’ João Pedro Rodrigues che porta in concorso l’umbratile ‘Odete’, incentrato sul rapporto tra la cassiera di supermercato che dà il titolo al film e un giovane gay che ha appena perso il fidanzato in un incidente d’auto. Si inaugura giovedì sera con ‘qualcosa di straordinariamente nuovo’, ovvero

‘Whole New Thing’ di Amnon Buchbinder, fiammeggiante commedia canadese d’impianto classico sull’innamoramento per un professore di letteratura, dichiaratamente gay (Daniel McIvor, anche sceneggiatore), da parte del quattordicenne Emerson, tipico secchione emarginato costretto a frequentare la scuola di un nevoso paesotto di montagna per volontà dei bizzarri genitory post-hippy e naturisti. Tra i titoli da segnalare e non perdere per nessuna ragione al mondo, ‘Eighteen’ di Richard Bell, intensa rievocazione della Seconda Guerra Mondiale attraverso un’audiocassetta che un nonno lascia in consegna al nipote nel giorno del suo diciottesimo compleanno (voce narrante di Sir Ian McKellen).

Le ragazze (ma non solo) potranno gustarsi le turbinose vicende ‘medicospedaliere’ del lesbico

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Le ragazze (ma non solo) potranno gustarsi le turbinose vicende ‘medicospedaliere’ del lesbico ‘Saving Face’ di Alice Wu, in cui una giovane chirurga si innamora della figlia del primario ma è osteggiata dalla madre vedova che è costretta a ospitare a casa sua (ma, tra gli altri, c’è anche la spassosa commedia argentina ‘El Favor’ di Pablo Sofovich, l’intimista francese ‘Oublier Cheyenne’, il curioso thriller psicologico ‘Show Me’ e il cupo dramma ‘Unveiled’, quasi un ‘Boys Don’t Cry’ in chiave teutonica). Chi preferisce le commedie brillanti può immergersi nei conflitti morali del sexy

‘Boy Culture’ di Allan Brocka in cui una marchetta di lusso trentenne si trova davanti un cliente che lo paga per farsi raccontare la storia della sua vita. Misteriosi enigmi da perdite di memoria lynchiane sono al centro di

‘Amnesia’ di Denis Langlois, in cui un giovane americano viene trovato nudo e in stato confusionale in un parcheggio nel centro di Montréal: ai medici dichiara di chiamarsi James Brighton e di essere gay ma per mesi non si riesce a ricostruirne l’identità. Aids e sport, invece, nel bollywoodiano ‘My Brother Nikhil’ dell’esordiente Onir che racconta di un giovane campiono di nuoto respinto dalla sua squadra perché sieropositivo.

Chiusura attuale più che mai, in pieni Mondiali di Calcio, con un tema simile ma in chiave di commedia nel tedesco

‘Männer wie wir’ (‘Uomini come noi’) di Sherry Horman: un atletico calciatore di un paesino bavarese, Ecki, sconvolge i compagni di squadra (e il padre panettiere) con un inatteso coming out che lo farà puntualmente espellere. Non mancheranno cortometraggi e documentari internazionali, raggruppati in varie sezioni tematiche (‘Coppie moderne’, ‘Esterno Notte’, ‘Africa’, ecc.) e la seconda edizione del concorso ‘Love in Shorts’ organizzato con Gay.tv. Evento glamour imperdibile, la premiazione in collaborazione con Paramount Comedy, in programma sabato sera, della leggendaria Carmen Maura, fresca Palma d’Oro a Cannes condivisa col resto dello strepitoso cast di ‘Volver’, che verrà insignita insieme ad Angela Finocchiaro del riconoscimento ‘Queen of Comedy 2006’. Tra gli eventi corollario, la prima mostra italiana del fotografo canadese Jules De Niverville con scatti relativi a due serie particolari, ‘Lucky Numbers’ e

‘Mortal Traces’, allestita nello spazio ‘La Scatola Magica’. Nel corner letterario, invece, si svolgerà la presentazione delle nuove antologie di racconti gaylesbo edite dagli Oscar Mondadori ‘Men on Men 5’ e ‘Principesse Azzurre crescono’.

In conferenza stampa il direttore Giampaolo Marzi ha fatto giustamente notare che, nonostante il successo crescente dell’importante manifestazione, tra le istituzioni pubbliche che sostengono economicamente il festival ci sono solo la Provincia di Milano e il Comune (rispettivamente 15mila euro e 5mila del costo complessivo, circa 120mila euro).

Per ulteriori informazioni e per l’intero programma visitate il sito del Migay.

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