Willem Dafoe e Giada Colagrande ospiti lunedì sera del Bari International Gender Film Festival

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Il grande attore americano e sua moglie regista al cinema Anche di Bari dove verrà proiettato Padre, film diretto dalla Colagrande.

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Ghiotta anteprima per il Bari International Gender Film Festival (24 – 30 settembre).

Lunedì 10 settembre alle 21 presso il cinema Anche di Bari in Corso Italia 112 saranno presenti due ospiti internazionali: uno degli attori americani più apprezzati, Willem Dafoe, e sua moglie, la regista Giada Colagrande.

I due, convolati a nozze nel 2005 in Puglia, a Otranto (e appena visti sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, dove Dafoe è in concorso con il suo ruolo da protagonista in At Eternity’s Gate di Julian Schnabel), saranno ospiti del festival cinematografico barese – promosso e organizzato dalla Cooperativa Sociale Al.i.c.e. -, tra i più autorevoli in Italia a proporre una riflessione ed una sensibilizzazione sulle tematiche del genere, dell’identità e dell’orientamento sessuale.

Colagrande e Dafoe interverranno in sala, insieme a Cosimo Santoro (distributore The Open Reel), per salutare il pubblico e prender parte al talk successivo alla visione di Padre (2016), l’ultimo lavoro dietro la macchina da presa della regista abruzzese. Il film, che ha un cast eccezionale (oltre a Dafoe e alla stessa Colagrande, anche due star internazionali come Marina Abramović e Franco Battiato) è la storia di una giovane donna che ha appena perso suo padre e cerca di elaborare il lutto; lui, grande compositore, dall’aldilà cerca di rimanere in contatto con lei attraverso la musica.

Un film, il suo sesto lungometraggio, in cui Colagrande, tra le artiste contemporanee internazionali più sensibili, innovatrici e colte della sua generazione, torna alle origini, mescolando le arti che ama – dalla videoarte alla musica – e raccontandosi.

«L’idea di realizzare un film che riguardasse la mia esperienza a seguito della morte di mio padre, il compositore Giulio Fontana – spiega Colagrande -, si è insinuata nella mia vita in modo graduale, perché ho iniziato ad avere questo tipo di visioni. Quasi sempre solo immagini, solo a volte scene intere, ma mentirei se dicessi che mi sono seduta a scrivere una sceneggiatura. Il film l’ho realizzato come durante un sogno. In realtà l’unico elemento autobiografico della pellicola è che durante la realizzazione stavo attraversando il senso della perdita di mio padre ed ero immersa nel sentimento di rimpianto».

Photo credit immagine di copertina: Movie’n’co

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