“Ze Festival”, amore e sesso gay nella cinekermesse in Costa Azzurra

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Alla sesta edizione della rassegna lgbt itinerante fra Nizza e Tolone, vari film che indagano su sentimento e sessualità, dal tedesco "Westerland" a "Sexual Tension: Volatile" di Marco...

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“Ze Festival” è una piccola e accogliente cinerassegna lgbt della Costa Azzurra giunta alla sesta edizione, attualmente in corso (27 settembre – 13 ottobre). È organizzata dall’associazione queer Polychromes ed è itinerante in varie località: Nizza, Marsiglia, Cannes, Tolone, Monaco e Salon de Provence. Quest’anno è anche riuscita a ottenere due succulente anteprime nizzarde: la sublime Palma d’Oro lesbica “La vie d’Adèle” di Abdellatif Kechiche, alla presenza del regista, e l’esilarante commedia gay “Les Garçons et Guillaume, à table” di Guillaume Gallienne.
Nella storica multisala Mercury di Place Garibaldi, isola felice per gli amanti del cinema d’essai, abbiamo visto tre film che, con stili ed esiti differenti, riflettono sulle dinamiche relazionali di coppia e sul concetto di seduzione fisica e intellettuale. Nel curioso ma un po’ respingente “Westerland” di Tim Staffel (la versione francese s’intitola “Vent d’Ouest”, ossia “Vento dell’Ovest”), tratto dal romanzo “Jesus und Mohammed” del regista stesso, si focalizza l’enigmatica relazione tra un ragazzo solitario psicologicamente instabile, Jésus, e l’accondiscendente Cem che s’innamora di lui e lo ospita a casa sua nella brulla isola di Sylt nel mare del Nord, al confine fra Germania e Danimarca. La particolarità del film consiste nell’asciugare al massimo la rappresentazione sentimentale del loro rapporto, al punto che lo spettatore a un certo punto si chiede se si tratta di un rapporto di platonica amicizia, cercando invece di approfondire il tentativo di contenimento della deriva psicotica di Jésus da parte di Cem che è costretto a ripulire il bagno dai suoi imbrattamenti di vernice e per spirito di condivisione si mette a vomitare insieme a lui durante gli attacchi di bulimia.

Al regista non interessa però spiegare le azioni dei suoi personaggi quanto esaltare l’atmosfera contemplativa in cui li ritrae, con l’effetto di rendere l’oggettivo carisma degli attori, gli espressivi Wolfram Schorlemmer e Burak Yigit, più interessante del film stesso.
Un incontro notturno via chat è invece lo spunto di partenza del bizzarro ‘Solo’ diretto da Marcello Brian Stamm (gli organizzatori hanno spiegato che si tratta di uno pseudonimo dietro al quale si cela l’autore argentino Marco Berger). A quanti è capitato di portarsi a casa uno sconosciuto contattato via Internet? Il consiglio sembra lapidario: non fatelo. Se infatti il film inizia come un’innocente rom-com molto easy, in cui i bellocci Manuel e Julio si seducono, si fanno promesse di sincerità, accennano un approccio sessuale, improvvisamente “Solo” impazzisce e imbocca una delirante deriva splatter con tanto di martellate sanguinolente, crudeltà inaudite e ammazzamenti vari. Che il dotato Berger si sia reso conto della discutibile qualità dell’opera e si sia mascherato dietro un nome falso? Possibile.
È molto più intrigante il collage di sei microstorie “Sexual Tension: Volatile” firmato, questa volta senza infingimenti, proprio da Marco Berger insieme a Marcello Monaco.

L’idea piuttosto riuscita consiste nel rappresentare la tensione e il desiderio sessuale in situazioni erotiche che non prevedano nudo o pornografia ma siano una sorta di anticipazione (o negazione, rimanendo sospese e quindi potenzialmente negate) all’atto sessuale che resta fantasmatico e, appunto, solo immaginato ma proprio per questo più eccitante per lo spettatore-voyeur. Così, la carrellata di biancheria intima ‘gonfiata’ diventa un vero e proprio feticcio in primo piano, degno dell’Almodóvar più ruspante: dai due bodybuilder che non ammettono di attrarsi reciprocamente agli amichetti che giocano a darsi consigli su come si seducono le donne; da una situazione classicamente erotizzante, ossia la doccia insieme, fatta dall’uomo sposato col fascinoso proprietario di un agriturismo oppure da un paziente ingessato e il suo silenzioso infermiere (l’episodio più bello, puro magnetismo sessuale), fino al transfert pulsionale di un amorevole tatuatore – il bellissimo Mario Verón, visto in “Solo” – su un cliente e i primi turbamenti causati dal cuginetto di un amico che si struscia complice contro una mano del giovane desiderante.
Sei gradi di slittamento del piacere, sei simpatiche pilloline di cinema sexy che dimostrano quanto spesso l’erotismo ben filmato riesca a essere più eccitante e conturbante della pura e dura pornografia: per esempio non c’è paragone tra il trailer de “Il ragazzo del lago”, remake porno diretto da Stéphane Berry del film evento “Lo sconosciuto del lago”, e l’originale d’autore. Vince Guiraudie mille (orgasmi) a zero: la parodia hard, a confronto, sembra acqua fresca!

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d'amore Viennese.

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