Padre Avondios ( Ioan Dimitrie Bica ) il nostro mitooooooooo

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    Ciao a tutt* vorrei segnalarvi che non è vero che la Cristianità è contro l’Omosessualità e che esistono realtà straordinarie come la straordinaria realtà dela Chiesa di via San Gregorio 5 a Milano (metro Loreto o Lima) dove opera il miticissimo Padre Avondios la di cui storia è nota a molt*! Vi aspettiamo!

    #998496

    Scsate mio italiano ma per farvi un idea vi segnalo questa intervista ad Avondios con bellissime foto:

    http://www.arcigayroma.it/ArcigayRoma/index.asp?id=55&id_dettaglio=409&sezione=News

    Dimitrie Bica: prete ortodosso al Pride
    19/05/2007 enzo fasoli

    Intervista a Padre Dimitrie Bica a Roma .
    Registrata il 15 marzo 2007 ore 14,30 in piazza Pio XII
    Riveduta ed aggiornata il 17 aprile 2007
    Eseguita da Enzo Fasoli – giornalista

    Dimitrie Bica, nato nel 1977 a Caransebes, nella parte ovest della Romania, da una famiglia modesta di operai del tempo di Causescu, in una famiglia credente della fede ortodossa vissuta in silenzio per la paura del regime.

    Il suo sogno è diventare un grande pittore. Il segno dell’ arte si fa sentire in tenera età, a 4 anni con un chiodo raffigura un volto di un uomo con la barba sull’armadio di casa, poi a 12 i genitori lo iscrivono all’ istituto d’arte di Timisoara.

    Negli studi è particolarmente bravo e la pittura lo affascina sempre di più, in particolare, oltre alle varie tecniche, si esprime al meglio con la realizzazione di icone in vetro e in legno, tanto che già alcuni quadri sono stati venduti anche in Italia. Ora si prepara alla realizzazione di una mostra con varie opere, dalle pregevoli icone a tempera e oro, alle tecniche del rinascimento. Un ritrattista che ama le raffigurazioni ad ispirazione religiosa ma che non rinnega l’armonia della natura. Passa dal ritratto al paesaggio con una armonia di luci, ombre e colori incline ai dipinti del 1400 -1500. Soprattutto la pittura è complice e compagna negli anni della adolescenza e del seminario che gli hanno consentito di vivere la sua repressione sessuale.

    A 15 anni si innamora di un compagno di classe, ma il coetaneo non lo saprà mai, non si è mai dichiarato. Dimitrie chiede aiuto ad un prete che lancia i suoi anatemi: “Per amor di Dio, se non vai a farti frate, finirai nel fuoco dell’inferno te e tutta la tua famiglia”.

    Le parole risuonavano nella mente come una grave colpa e per la paura, in silenzio, entra in convento nel 1993 per cacciare il demonio dell’omosessualità.

    Perché demonio?

    “Nella Chiesa, non solo cattolica, in quasi tutte le religioni l’omosessualità è considerata una depravazione e un peccato da punire. E’ una grande sparata inventata dall’uomo. Non si può dire una cosa del genere!

    Allora il demonio della omosessualità colpisce anche il regno animale che poverini non c’entrano nulla. Si vede che questo demonio non ha altro da fare che colpire tutta la natura umana, anche quella vegetale e animale.

    Cosa provava ?

    All’inizio ho odiato me stesso perché a 15 anni, io, sentivo una cosa che altri non avevano. Ho iniziato ad odiare i miei genitori perché mi hanno fatto così!

    Si sentiva in colpa?

    Si! Ero spaventato delle parole del prete e iniziando a leggere dei libri della Chiesa che parlavano soltanto al negativo in modo apocalittico e sconvolgente dell’omosessualità. Dalle prediche che sentivo in chiesa crescevano le mie paure. Mi sono chiesto perché il demonio ha scelto proprio me.

    Come ha vissuto i suoi anni di “noviziato”?

    Sono stati anni 9 anni dove ho rinnegato la mia sessualità. E’ stata una continua repressione.

    Ha subito violenze all’interno della Chiesa?

    “No mai, nessuno mi ha mai chiesto di avere un rapporto sessuale. Sono io che non ho potuto accettare un voto di castità.

    Lei conosce la triste vicenda del ragazzo suicida…

    Non vorrei parlare di una triste vicenda umana. Quel giovane non ha potuto conservare in silenzio le sue angosce, per liberarsi ha dovuto compiere un gesto di forte impatto.

    Nell’animo di chi lo ha deriso o ho voluto schernirlo anche solo per gioco è il vero problema. Saranno loro a soffrire in silenzio. Su quella morte è gia calato il sipario, ci siamo scrollati le responsabilità e le nostre colpe. Dovremmo tutti riflettere e capire perché troppo spesso per un giovane è veramente un tormento e una sofferenza sentirsi non accettato, anche il semplice gioco può diventare un incubo. Manca una cultura e pochi insegnano il rispetto e l’amore. Purtroppo chi subisce violenze fisiche o psichiche legate alla sessualità diventa sempre più fragile e pensa quasi sempre al suicidio.

    L’abbiamo incontrata anche a piazza Farnese a Roma durante la manifestazione in favore dei Diritti per le coppie omosessuali?

    “Ci sono stato per due motivi: non per ostentare il Vaticano o la Chiesa, io sono di fede ortodossa aperto all’ecumenismo e a San Pietro, il Santo che unisce le due confessioni, quella cattolica e ortodossa. Sono andato per essere vicino a quelli che soffrono, quelli che sono rinnegati e ripudiati dalla società e sono andato in nome di quelli che sono stati uccisi nei campi di concentramento per la loro omosessualità.

    Ho sofferto in Romania per aver dichiarato quello che sentivo e che sento, tanto che ho dovuto cercare asilo nel vostro Paese.
    Ero in piazza come un prete che sta vicino a tante persone che sono costrette a difendersi per la loro libertà. “

    Ha anche un suo sito, chi sono i frequentatori?

    E’ un sito (http://www.paxinterra.wordpress.com – n.d.r.) che tratta della comunità credente gay, al cristianesimo e interreligione, quindi molti sono anche i preti cattolici che frequentano il forum dove possono sfogare tranquillamente le loro verità, le ansie e le paure. Purtroppo troviamo anche chi è costretto ad auto distruggersi.

    Si parla di “Dico” come la risoluzione di diritti per le convivenze, Lei crede ad una breve approvazione?

    Non credo che i “Dico” o qualsiasi altro nome si voglia dare ad un diritto di uguaglianza anche per le coppie omosessuali siano approvate in tempi veloci, la Chiesa Cattolica ha il diritto di salvaguardare la famiglia e credo che il governo italiano abbia sbagliato ad inserire un simile provvedimento per tutte le coppie di fatto. Se si limitava al solo riconoscimento delle coppie omosessuali forse la Chiesa non avrebbe partecipato lanciando anatemi. Le coppie tradizionali possono essere famiglie con molti diritti, hanno già alcuni benefici, e ben altri se si regolarizzano con il matrimonio sia civile che religioso.

    Hanno definito la manifestazione dei diritti come “un porcile, lei che ne pensa?

    Non era e non è un porcile, secondo me, sono giovani che non ce la fanno più, non è possibile vedere questa continua repressione. Le autorità politiche ed ecclesiastiche non devono avere paura, comunque la pensino le sensazioni sessuali di una persona non cambiano, anzi se lasciano vivere in assoluta armonia la vita di ognuno avranno molto meno problemi.

    Non è detto che tutte le coppie gay vogliono unirsi in un atto riconosciuto, così come tutte le coppie uomo-donna non vogliono sposarsi. Nessuno non può proibire di amare chi vuole, così come spesso avviene, molte famiglie con figli si dividono con troppa facilità.

    Perché la Chiesa è contro i gay?

    Sebbene vi siano molti preti che pregano per questa comunità la chiesa fa bene a difendere la famiglia tradizionale e a dire la propria posizione. Certo è, che deve comunque abbracciare tutti i confratelli sotto la protezione di Dio. I vertici del Clero sono in contraddizione con se stessi e questo è male. Non possono essere contro la natura, che viene dell’insegnamento di Dio. Ciò che non capisco è perché l’uomo vuole dividere le persone, uno è quello che è e non c’è bisogno di tutta questa rappresentazione di odio, perché di questo si tratta. Se una persona ama uno dello stesso sesso non compie nulla di impuro perché è nella sua natura. E quindi esiste già una unione tra due persone.

    La specie non cambia i suoi equilibri. Non credo che se si parla di gay e lesbiche sia possibile un aumento di queste persone. E’ una stretta minoranza e sempre resterà tale dai tempi dei tempi fino che l’uomo continuerà ad esistere.

    Nella Chiesa vi sono diversi episodi di pedofilia, alcuni scoperti ed altri ancora no, cosa ne pensa?

    Io non posso rispondere per la Chiesa Cattolica, è un loro problema ma, dovrebbero fare attenzione. Chi va con i bambini compie un atto impuro,

    Ma non è nella natura umana anche quello?

    Assolutamente no! Un atto sessuale è un atto d’amore ma tra persone alla pari, mature, non un atto di forza verso minore specialmente se piccolo che non può difendersi, anzi spesso quelle persone agiscono con una azione psicologica inreparabile.

    Dalla Romania ha portato la sua bandiera, quale significato ha?

    E’ l’unica cosa che ho portato dalla Romania, una bandiera di cui sono orgoglioso, la bandiera della sofferenza e della speranza: rosso il sangue dei martiri e azzurro la speranza della democrazia.

    Una democrazia che aspetto in Romania e spero che un giorno questa omofobia, che purtroppo esiste nel mio paese, sia sconfitta e vi sia una cultura della accettazione per coloro avranno il coraggio di dichiarare la loro natura. Questa discriminazione è molto forte in Romania alimentata da forze governative anche con l’aiuto dalla chiesa Ortodossa. Non dimentichiamo che fino al 2002 era un reato essere omosessuale e quindi veniva punito con la prigione. Dopo aver saputo della mia omosessualità in Romania tanti miei confratelli preti hanno predicato contro di me in chiesa dichiarandomi che io sono il satana e l’anticristo e il demonio; che sono il figlio del diavolo che vuole distruggere la chiesa ortodossa.

    Ma c’è un’altra accusa peggiore e naturalmente infondata: sarei fuggito dal mio Paese e che vivrei in Italia in una villa lussuosa e con i soldi delle Comunità Europea. Questo mi ha fatto molto male non solo perché non vero ma perché è stata diffusa anche in internet in un forum della chiesa ortodossa

    A quel punto cosa decide?

    Il 6 agosto del 2000 sono stato ordinato sacerdote dall’attuale Metropolita di Transilvania I.P.S. Laurentiu (Lorenzo) Streza e ho dovuta lasciare il mio convento di Poiana Màruluì a 70 chilometri da Caransebes dove ero superiore e solo per iniziare una battaglia.

    Volevo sentirmi libero di parlare della verità verso tutte quelle perone che soffrono. Ci sono molti gay che vanno in chiesa. Perché dobbiamo lottare contro di loro? Sono venuto in Italia dopo tantissime minacce e persecuzioni che ho subito per la mia omosessualità in Romania, togliendomi anche il diritto di vivere e il lavoro. Mi erano rimaste solo due soluzioni: rinchiudermi in un convento, come un carcere a vita, e di nuovo iniziare a rinnegare me stesso e odiare me stesso per quello che sono o andare via e far sentire la voce dove non si può sentire. Purtroppo non solo in Romania si è costretti a vivere la propria vita in clandestinità e censura.

    Quanta ingiustizia! Non aveva prove “silenziose” del suo Paese?

    Si diverse testimonianze e anche registrazioni di un ragazzo 16 enne che era stato abusato sessualmente da un attuale Vescovo Ortodosso, dunque avevo materiale per ricattare le persone ma non l’ho fatto perché ho una coscienza. Non lotto contro le persone , ma contro l’ipocrisia. Ho voluto mettere un segno di domanda nella coscienza delle persone. Se voi credete di avere il diritto di rovinare la vita degli altri, giudicando gli altri, guardate la vostra vita prima di giudicare. Questa è la mia battaglia.

    Perché ha scelto l’Italia e Roma?

    Sono arrivato a Roma lo scorso maggio del 2006, non so proprio perché, forse spinto dai miei studi sulla lingua italiana (parla italiano perfettamente e conosce l’arte italiana in ogni loro espressione n.d.r). Non sapevo dove andare l’unico posto dove avrei potuto ritrovarmi era in Vaticano.

    Sono stato tre giorni sotto il colonnato (sul lato sinistro guardando la Basilica) e guardando l’Icona della Vergine, l’immagine che si vede benissimo da questo punto proprio vicino alla stanza del Santo Padre. Non conoscevo nessuno a Roma quindi sono rimasto in quel punto per tre giorni e tre notti. Ho fatto la richiesta di asilo politico. Lo stato Italiano ha cui sono grato mi ha concesso lo stato di rifugiato per motivi umanitari lo scorso agosto a Crotone.

    Tre giorni a riflettere proprio a San Pietro in un punto del Colonnato dove poteva vedere la Madonna, voluta da Giovanni Paolo II, “Tutus Tuus” e nell’altra angolazione poteva osservare la finestra dove aveva preso dimora il Cardinale Luciani prima di diventare Papa? Perché questa coincidenza?

    Non so per quale motivo è avvenuto tutto questo. Posso dire che questo piccolo posto è stato di grande conforto per me, non posso dire che sia stato un miracolo, però ho avuto come richiamo alla Madre di Dio, è stata una forza per ritrovare me stesso dopo tutto il male che avevo ricevuto nel mio Paese. Credo di essermi avvicinato alla idea del Santo Padre Giovanni Paolo II, anche lui dell’Est Europeo, perché ha sempre desiderato di libertà per i popoli, il Papa ha sempre combattuto l’odio e lottato per la Pace.

    Il pensiero più ricorrente?

    Tra le lacrime chiedevo aiuto a Dio e mi chiedevo a che punto sono arrivato di questa battaglia, io che vivevo in Romania con L’autista e ora a Roma come un barbone. Non ho mai rimpianto quello che ho fatto ma ti chiedi perché? Poi come sempre la divina provvidenza da sempre il suo segno e risolve anche i momenti di maggiore abbandono.

    La provvidenza come si è manifestata?

    Ho trovato ospitalità presso una famiglia.

    Come vive? Lavora? Ha dei sussidi?

    Non è stato facile. Ho iniziato vari lavori, anche il facchino al mercato, ho trovato chi mi ha lasciato subito a casa non so se perché gli ho detto che ero prete o per altro, certo è che avevo subìto qualche insofferenza. Ora lavoro come cameriere in ristorante nel quartiere Testaccio vicino al mattatoio. Sono molto contento e non mi fanno problemi, ma credo sempre che sia la provvidenza e il Signore ha darmi forza.

    Lei è sospeso a Divini e se la provvidenza le permettesse di ritornare ad esercitare il mistero?

    Non sono sospeso dai divini mi sono auto-sospeso per un segno di protesta. E perché fino al momento della decisione della mia dichiarazione di essere un prete gay ho sempre obbedito alla castità. Prima di cedere alla mia prima esperienza d’amore ho capito che non potevo più restare. Sono sempre rimasto fedele alla dottrina ortodossa fino che ho potuto. Ha 25 anni mi sono innamorato di un seminarista, ne abbiamo parlato a lungo, lui ha compreso ed ha capito se stesso, ha abbandonato la possibilità di diventare sacerdote. Insieme abbiamo lasciato il convento

    Si pente di questo suo incontro e come poteva sapere di essere gay se aveva sempre mantenuto la castità?

    Di cosa dovrei pentirmi? E’ nella mia natura, io ho sempre avuto attrazione fisica per persone del mio stesso sesso, verso le donne provavo ammirazione, simpatia ma non attrazione. Comunque non credo che vi sia anche un solo prete che possa vivere in assoluta castità ed obbedienza carnale. Vi sono preti che preferiscono restare tali e farlo di nascosto, che preferiscono vivere una doppia vita, preti omosessuali ed eterosessuali. Io ho preferito dichiararmi, anche per verificare quando sentivo dentro di me.

    Quindi?

    Io sono ancora prete ortodosso. La Chiesa non può sospenderti se ti sei auto-sospeso. Io mi sono ritirato accettando la mia situazione in attesa che un giorno la mia chiesa cambierà e spero che cambierà presto oppure che mi darà di nuovo la possibilità di riavere la mia parrocchia con il diritto di parlare liberamente senza ad essere costretto a non dire certe cose. Del resto ricevo quotidianamente posta via internet dai miei parrocchiani che mi dimostrano tutto il loro affetto. Semmai sono loro che possono giudicarmi e loro mi apprezzano per la mia missione spirituale. Prima di lasciare il convento e la parrocchia i miei superiori mi avevano invitato a rimanere pur vivendo nel silenzio la mia vita. Io ero e sono consapevole che se rimanevo avrei ceduto, avrei potuto avere rapporti con altri ragazzi ma nel silenzio. No! Questo non l’ho mai accettato e credo che in quel modo sarebbe veramente peccato ed antimorale.

    Come vive oggi il divieto di non concelebrare?

    Malissimo. E’ una altrettanta sofferenza, prego molto e nel conforto della preghiera racchiudo in me la mia serenità.

    Attualmente ha una storia d’amore?

    Come si dice, sono Single. Per ora c’è una simpatia per un ragazzo che ho conosciuto, certo gli sguardi si incrociano e a volte il cuore riprende a battere forte. Per ora non posso dire di avere un compagno ma ci spero. E’ nella nostra natura avere un amore importante.

    Ma Dio?

    Lui è importantissimo per la nostra fede e per l’universalità. Il signore non ha mai vietato a nessuno l’amore per gli altri, anzi ha sempre insegnato l’amore verso gli altri ovviamente rispettandosi con fedeltà.
    Quanti Gay sono credenti e praticanti?
    Vi sono molte persone gay che frequentano la chiesa e che sono praticanti e profondamente religiosi e abbiamo anche omosessuali laici, che non credono, come Cecchi Paone che difende i diritti e si impegna per questa libertà, però sono molto offensivi verso il Vaticano, dichiarandosi così anti-vaticanisti non vedono il Cristo, osservano solo le persone che sono contro i gay. Non comprendono che Dio è presente ovunque è il solo vero giudice.

    Lei andrà al prossimo Gay Pride?

    Certo, non sarò sul carro perché non amo tutto quel esibizionismo che assomiglia ad un carnevale esageratamente festoso. Ci sarò e spero che ci siano anche altri preti, anche se nascosti dai loro abiti sacerdotali.

    Spero che al prossimo Gay Pride vi siano molte più persone e non solo gay, dovrebbero scendere in piazza anche fratelli, sorelle, genitori, colleghi di lavoro e tanti altri, solo così con una presenta attiva di tante persone si potrà arrivare al riconoscimento di un diritto di convivenza in un Paese democratico. Per fortuna sono tanti che dicono di essere d’accordo per una uguaglianza poi, purtroppo, si fermano davanti ad una manifestazione per paura di essere giudicati.

    Finché l’omosessualità non è vissuta e capita come un aspetto della natura saranno sempre i politici e la chiesa cattolica a vincere.
    Quale è ora il suo desiderio?

    Ci sono due cose che vorrei! Una legata alla nostra comunità interreligiosa cristiana: vedere molti preti gay dichiararsi liberamente per vivere in serena cristianità la propria vita. Io credo che se si liberano da questa oppressione verrebbero meno anche molti atti di pedofilia. L’altra, realizzare una mostra dei miei quadri, le mie icone che sono l’espressione della mia fede

    Enzo Fasoli

    #998497

    MITICO AVONDIOS !!! 😀 😀 😀

    Storie. Un difficile «coming out» nell’Europa dell’est

    «Io, prete e gay in fuga dalla Romania»

    di Cinzia Gubbini (il manifesto, 18.06.2006)

    Dimitri Bica è arrivato a maggio in Italia per chiedere asilo politico. Era padre superiore di un monastero rumeno e ha pubblicamente dichiarato di essere omosessuale. «Nel mio paese mi perseguitano»

    Il suo passato è racchiuso in un borsone di tela nero. E per quanto riguarda il suo futuro, beh, per ora non va molto più in là dei prossimi tre mesi estivi: animatore in un villaggio turistico a Pescara. Tutto è sospeso, finché la Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato di Crotone non valuterà la sua storia. Dimitri Bica aspetta, ma intanto progetta. Ha un’idea fissa in testa: continuare qui in Italia la battaglia che ha dovuto abbandonare in Romania.
    A vederlo in faccia, Dimitri, non si direbbe proprio che è un ex prete ortodosso. Alto, atletico, capello curatissimo e sguardo profondo. A testimoniare la sua fede ancora salda, l’inseparabile croce al collo. Eppure di lui è stato detto che è il satana e l’anticristo. Dimitri, è il primo prete rumeno ad aver dichiarato pubblicamente di essere gay. Lo ha fatto nel 2002 dai microfoni di una tv nazionale, quando aveva già abbandonato le vesti da un anno, terremotando il sistema dei media che per un po’ di tempo se lo sono conteso. Primo caso pubblico e «piccante» di «coming out» in una società, quella rumena, che ancora oggi vive l’omosessualità come un tabù insuperabile, come un pericoloso veleno che può infettare lo status della famiglia tradizionale. La Chiesa ortodossa nella guerra contro gli omosessuali è in prima fila. Per questo ci tiene a precisare che non è tanto corretto dire che Dimitri è il primo prete ortodosso dei paesi del sud-est europeo ad aver dichiarato le sue preferenze sessuali. In fondo, prete non era più. Ma c’è poco da fare: è proprio il suo passato ad aver reso la sua storia così famosa in Romania, e ad aver spaccato l’opinione pubblica. E d’altronde, la sua decisione di uscire dal seno della Chiesa nasce proprio da un casus belli politico legato ai diritti degli omosessuali.
    Dimitri lascia il convento
    «E’ successo nel 2001», racconta Dimitri, che fino a pochi giorni fa era a Roma per cercare un lavoro. «Da diverso tempo attraversavo una crisi personale. Ma a convincermi che non potevo continuare a fare il prete è stata una busta. Era grande, gialla e arrivava dal Patriarcato». Quella busta conteneva un serie di fogli accompagnati da una lettera in cui il Patriarcato chiedeva ai sacerdoti di raccogliere firme tra i fedeli contro la «legge 200» che era in discussione in parlamento. La legge, poi approvata tra infuocate polemiche, doveva abolire l’articolo 200 del codice penale che prevedeva ancora il carcere per il reato di sodomia. Riformarlo era tra le condizioni necessarie perché la Romania avesse le carte in regola per candidarsi all’ingresso nell’Unione europea. «Ecco, raccogliere le firme tra i miei parrocchiani mi sembrava proprio troppo. Non ce la facevo. E poi mi sembrava assurdo e ingiusto che la Chiesa facesse politica in modo così sfacciato. Per che cosa? Per mandare in galera chi ha una relazione omosessuale? I gay non sono forse figli di Dio?».
    All’epoca Dimitri, seppur giovane, è un prete in carriera: padre superiore del monastero Poiana Marului, nella provincia di Caras. E’ un giovane sacerdote dinamico, in quegli anni fa anche costruire una chiesa la cui foto appare in alcuni giornali rumeni che hanno parlato della sua storia. «Diciamo che l’ho costruita con le mie mani», dice ancora orgoglioso. Comunque, decide di abbandonare la sua esperienza spirituale, e va dal vescovo a rassegnare le sue dimissioni. «Ma non ho spiegato le vere ragioni per cui me ne volevo andare. La situazione era difficile». Il vescovo gli dice che probabilmente è stanco, gli consiglia di prendersi qualche settimana di riposo, di andare dalla madre a schiarirsi le idee. Lui lo fa, e si schiarisce le idee tanto bene da decidere che in monastero non ha più intenzione di tornare e che, anzi, deve fare qualcosa di più per denunciare l’atteggiamento della Chiesa.
    Scoppia lo scandalo
    Così, decide di montare un caso mediatico. Trova un contatto con la giornalista della tv nazionale Madalin Ionescu, che conduce la trasmissione «Miezul Problemei» («Il Punto sul problema») e lancia la bomba. Non soltanto dichiara di essere gay, ma annuncia di avere un’audiocassetta in cui un giovane seminarista racconta di essere stato violentato da un vicario episcopale. «La Chiesa ortodossa è ipocrita – denuncia in quella trasmissione Dimitri – perché devo tacere? Sono molti i preti omosessuali, mentre le alte sfere conducono un’ingiusta battaglia contro i gay». L’audiocassetta non viene mandata in onda, ma la conduttrice si fa garante del fatto che esiste, e che è in suo possesso. Apriti cielo. Dalle pagine del quotidiano rumeno Jurnalul il portavoce del Patriarcato, Costantin Stoica dice a chiare lettere che Dimitri Bica «è passibile di un’accusa per calunnia». E sul problema dell’omosessualità non va per il sottile: «Dal punto di vista della Chiesa ortodossa, l’omosessualità è un peccato».
    Per l’ex prete inizia un calvario. Lui denuncia la Chiesa di averlo perseguitato, anche se non può fare accuse precise: nessuno gli mandato lettere di minacce firmate. Ma di telefonate anonime, quelle tante: «Mi dicevano di stare attento dove mettevo i piedi, e di guardarmi alle spalle. I miei amici mi riferivano che alcuni sacerdoti, durante le prediche, dicevano che io ero pagato dall’Unione europea per mettere in crisi i valori della società rumena».
    «Rinchiuso in un monastero»
    Per questo decide di venire in Italia. In quei mesi c’è la sanatoria della Bossi-Fini, lui riesce a ottenere un permesso di soggiorno e per un po’ lavora in un supermercato vicino a Brescia. Ma non ha perso tutti i contati con la sua Chiesa, e nel 2004 il vescovo gli manda a dire che se vuole può tornare, provare a rimettersi sulla retta via. Lui decide di provare. «Non lo avessi mai fatto. Per tre mesi mi hanno spedito in un convento in montagna. Dovevo solo pregare, pregare, per lavare le mie colpe. Potevo mangiare solo una volta al giorno, e niente carne e niente uova. Stavo malissimo. Dicevano che dovevo guarire, e che con la preghiera sarei guarito. Io lo facevo, ma non succedeva niente».
    D’altronde l’esperienza ecclesiastica di Dimitri è cominciata proprio così: è diventato prete perché gli avevano spiegato che la sua attrazione per lo stesso sesso era una malattia dell’anima, che poteva essere curata solo grazie alla preghiera. «Avevo quindici anni – ricorda oggi – e mi ero iscritto al liceo artistico di Timisoara. Volevo diventare un pittore. Ma mi accorgevo che non ero come tutti gli altri: le donne non mi interessavano. Invece, mi piacevano i ragazzi. Così, andai a confessarmi da un prete – continua – e lui mi consigliò di entrare in seminario. Così sono diventato un sacerdote».
    Dopo l’esperienza della «clausura», per Dimitri è chiaro che la sua casa non è la Chiesa ortodossa, e che nella vita vuole lottare per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali. «Io faccio parte della giovane generazione rumena che vuole cambiare il proprio paese. Che vuole vivere in democrazia e nel rispetto di tutti», spiega oggi.
    Continua a frequentare le trasmissioni tv, dalla rivista Switch lancia al governo e al parlamento la proposta di approvare i Pacs anche in Romania. Ma continua anche a battere sull’«ipocrisia della Chiesa». Questa volta entra in rotta di collisione niente meno che con i monaci ortodossi greci che vivono nel «sacro» monte Athos, quello dove le donne non possono mettere piede dall’XI secolo. «Durante il mio periodo di riavvicinamento alla Chiesa – racconta Bica – andammo in pellegrinaggio al monte Athos. Lì ho visto delle cose molto strane. Per esempio: dei giovani che, chiaramente, non erano pellegrini. Erano vestiti molto alla moda, giravano in auto, secondo me erano omosessuali. Per la verità molta gente, durante il pellegrinaggio, me lo ha confermato. Ma sono solo mie supposizioni. Dunque, quando sono tornato, durante una trasmissione televisiva ho soltanto chiesto: che ci facevano quei giovani al monte Athos?». Apriti cielo due. Sono di nuovo polemiche e polemiche sui giornali. Su alcuni Forum internet, ad esempio lo Schitul Darvari si leggono interventi inquietanti, tipo: «Sono convinto che questo Dimitri è pagato per fare del male alla Chies ortodossa» e un altro «Forse dovremmo passare a qualcosa di pratico». La Romania comincia ad essere davvero troppo piccola per uno come lui: «Hanno iniziato a chiudermi tutte le porte in faccia. Impossibile trovare un lavoro, persino come cameriere in una pizzeria. Avevo lo stigma di essere sodomita». Non è difficile crederlo se si pensa, che proprio a inizio giugno, il Gay Pride ha sfilato per le strade di Bucarest. Risultato: 50 arresti e 50 feriti, con gruppi di preti ortodossi che lanciavano uova marce.
    «Corto circuito» con Pizzo Calabro
    Per Dimitri, insomma, si mette male. Fino a che, girando su internet non entra in contatto con un italiano, che decide di dargli una mano. L’ex prete è convinto che si sia trattato di «un segno del cielo». L’italiano è Francesco De Maria Feroleto, assessore alle Pari Opportunità di Pizzo Calabro. Nel suo comune Feroleto ha fatto approvare le unioni civili, valide anche per persone dello stesso sesso «prima di Zapatero», come ama ricordare. «Ho incontrato Dimitri su internet – racconta l’assessore – parlava della sua storia, dice va di temere per la sua vita. Che aveva paura di uscire, anche in compagnia. Così gli ho detto che, se riusciva ad arrivare in Italia, gli avrei dato una mano. E’ arrivato il 5 maggio e io l’ho aiutato a mettersi in contato con la questura e con la Commissione per lo status di rifugiato di Crotone». Ora Dimitri spera di poter ricevere almeno un permesso di soggiorno per protezione umanitaria: «Vorrei poter vivere qui, libero. Libero soprattutto di poter continuare la mia battaglia. Ho tante idee in testa: per esempio organizzare un Gay Pride di tutti gli omosessuali dei paesi dell’est in Italia. Magari a Roma». Chissà che ne pensa papa Ratzinger.

    Mercoledì, 21 giugno 2006

    #998498

    ospite4
    Membro

    certo qara che se il nome Avondios corrisponde al nostro Abbondio la tua pretessa è tutta un programma…… mi chiedo chi faccia don Rodrigo: la kartofen Benedetta forse?

    #998499

    Ioan Dimitrie Bica ( a Milano noto meglio come Padre Avondios ) è un’persona straordinaria nonostante le persecuzioni che ha subito e sta portando adesso grandissimi cambiamenti nella Chiesa Ortodossa qui a Milano e non solo!Prima di lui a Chiesa San Nicola e Ambrogio cera un vecchio episcopo tedesco con idee antiche e sorpassate ma ora cè Avondios!Spero che anche nella Chiesa Romana incominciano a avere persone come Lui!Preghiamo la Santa Matrona di Mosca perchè anche il cosidetto “papa” (che poi Pietro a Roma non c’è mai stato o c’è stato per uno mese!)dia libertà ai presbiteri gay!

    #998500

    soledamore
    Partecipante

    L’intervista a Ioan Dmitrie Bica, alias padre Avondios, risale al 2007. Nel frattempo sono successe altre cose, come questo atto di diffida nei confronti dello stesso padre Avondios, a tutela di monsignor Mapelli, a sua volta gay dichiarato, ex insegnante di religione cattolica che confessò al cardinal Martini il suo orientamento e che venne poi licenziato.
    Dopo il licenziamento deve essere entrato nella Chiesa Cristiana Antica, di rito ortodosso (ma attenzione, si tratta della Chiesa Ortodossa Autonoma dell’Europa Occidentale e delle Americhe) e ed è da vescovo di questa chiesa ad essere messo in stato di fermo dalla polizia italiana e da quella vaticana dopo la partecipazione al pride di Roma del 2008. Ecco la diffida contro padre Avondios:

    http://giovannimapelli.wordpress.com/2012/05/03/precisazione-sulle-fandonie-messe-in-circolazione-dallex-vescovo-abbondio-al-secolo-joan-dimitru-bica-sul-nostro-arcivescovo-primate-e-sulla-nostra-chiesa-diocesana-in-merito-a-coloro-che-pensano/

    ATTO di DIFFIDA
    prot. 02 /2012 – precisazione diocesana

    Milano, il 3 Maggio 2012 – Festa dei Santi Filippo e Giacomo, Apostoli del Signore
    ———————————————————————
    Ci è pervenuta la notizia che, da parte di persone vicine a Monsignor Lorenzo CASATI, e da parte di chi è stato da Lui riordinato e faceva parte in precedenza e per breve tempo della nostra Chiesa Diocesana, ci sarebbe l’intenzione di andare a riprendere alcuni Comunicati farneticanti della ex Metropolia Ortodossa Autonoma di Milano e Aquileia, sita a Milano in Via San Gregorio, n. 5 e oggi defunta, in quanto è stata del tutto abolita dal suo Primate e dallo stesso SINODO milanese, e che per poter entrare sotto la giurisdizione del PATRIARCATO di MOSCA, ha rinunciato allo stesso episcopato, optando per il grado di Archimandriti (Abati mitrati) dei suoi due principali membri, l’ex Arcivescovo Metropolita EVLOGHIOS (al secolo Klaus Hessler di nazionalità tedesca) che è stato il primo Ordinante del nostro Arcivescovo Primate, e l’ex Vescovo AVONDIOS (al secolo Ioan Dumitru Bica di nazionalità romena, che oggi porta il nome di ” Padre AVONDIOS “, e anni fa’ portava quello di “Padre SILUAN”, e che ha cambiato almeno tre volte il nome durante la sua carriera religiosa, come fossero degli “alias”).
    I documenti di cui trattasi, di questa ex Metropolia, firmati come Santo Sinodo, erano frutto dell’unica mente di mons. AVONDIOS (in lingua italiana : ABBONDIO ) in quanto lo stesso era pervicacemente ostile al nostro Arcivescovo Primate mons. GIOVANNI CLIMACO MAPELLI a motivo della sua difesa dei diritti delle persone omosessuali nella società italiana e nella Chiesa.
    Mons. Abbondio, la cui storia personale è stata pubblicata ampiamente in lungo e in largo da tutti i giornali di lingua romena e da molti anche italiani, quando ha lasciato la Chiesa Ortodossa del PATRIARCATO di ROMANIA, a motivo della sua “dichiarata omosessualità” e fanno parte di quello che in gergo è chiamato pubblico dominio, era sempre terrorizzato che la sua persona fosse accostata a quella di mons. Mapelli, per via della stessa appartenenza Diocesana in successione, e dopo la sofferta riconversione da “omosessuale” a “prete” dai tratti ferocemente “omofobi ” e “isterici”( il “nuovo battesimo” della fede, dopo l’abbandono del monachesimo e presbiterato, avvenne attraverso una Chirotesìa compiuta dal Primate Evloghios nel maggio 2007 ) in un crescendo di odio e di livore ha messo in atto tutta una serie di azioni volte a screditare la figura limpida, onesta e sincera di Monsignor Mapelli. Tutto questo sarebbe servito a mons. Abbondio per ” rifarsi una verginità “, e riaccreditarsi una immagine nuova agli occhi degli Ortodossi ufficiali ( le Chiese che contano, quelle “canoniche” ) rispetto al suo insopportabile passato, naturalmente screditando e diffamando gli altri.

    Monsignor Mapelli lo ritroviamo in questa intervista su gay tv del 2008, in cui viene accoratamente difeso da Franco Grillini, con un comunicato stampa:

    VESCOVO ORTODOSSO FERMATO IN VATICANO: DOV`E` LA LIBERTA` DI CULTO?
    Durante il sit-in in ricordo di Alfredo Ormando la Polizia di Stato e la Polizia Vaticana ha trattenuto il vescovo Giovanni Mapelli. Franco Grillini denuncia l`ingerenza della Chiesa cattolica e il mancato rispetto della libertà di culto.

    COMUNICATO STAMPA DELL’ONOREVOLE FRANCO GRILLINI

    Il Vescovo Giovanni Mapelli, ordinato dalla Chiesa Ortodossa Autonoma dell’Europa Occidentale e delle Americhe, è stato fermato dalla Polizia italiana, su territorio italiano, perché ha partecipato, in abito ecclesiastico, al sit-in, del 12 gennaio 2008, in ricordo di Alfredo Ormando, un omosessuale che si è suicidato in Piazza San Pietro.
    Le circostanze del fermo, con la Polizia che doveva stabilire, a stretto contatto con le autorità di Polizia vaticana, se Mapelli fosse o meno Vescovo, fanno pensare ad un abuso da parte delle autorità vaticane e ad una violazione dall’articolo 19 della Costituzione italiana che stabilisce che i cittadini hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma e di esercitarne in privato e in pubblico il culto.

    Ho depositato una interrogazione parlamentare nella quale chiedo al Ministro degli Interni, Giuliano Amato, di avere maggiori informazioni rispetto alla circostanze che hanno portato al fermo e al ruolo abbia svolto lo Stato Città del Vaticano nell’intera vicenda.
    Ancora vogliamo sapere se Amato non ritenga che il fermo e il sequestro della stola, non rappresentino una violazione della libertà religiosa così come tutelata dall’articolo 19 della Costituzione italiana che stabilisce che i cittadini hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma e di esercitarne in privato e in pubblico il culto.
    Infine chiediamo al Ministero degli Interni di porgere le scuse ufficiali al Vescovo Mapelli e alla Chiesa Ortodossa Autonoma dell’Europa Occidentale e delle Americhe.
    Questa vicenda dimostra che il Vaticano non vuole la libertà religiosa, e che è stato fatto un uso della Polizia italiana assolutamente inaccettabile, per il quale dobbiamo chiederci se, per caso, il Vaticano, che ormai blocca qualunque legge che non gli aggrada, sia ormai padrone e dia ordini anche alle nostre autorità di polizia.
    In Italia non esiste libertà religiosa perché le religioni non sono sullo stesso piano, e non è garantita la pari dignità di tutte le confessioni.
    L’immagine della polizia italiana che si porta via un vescovo e lo trattiene per tre ore, e gli sequestra i paramenti sacri è plateale dimostrazione che in questo paese il prepotente predominio della struttura di potere del vaticano rappresenta ormai un serio limite all’espressione della libertà religiosa e delle libertà in generale.

    Ecco delle immagini recenti di padre Avondios. Non sono pochi sul tubo i video che riprendono mle sue celebrazioni. Questo è uno dei dei tanti:

    http://www.youtube.com/watch?v=CuwyKx9_XkI

    Ecco due avvenimenti fondamentali degli utlimi anni nella comunità ortodossa italiana:

    2008 Consacrazione episcopale di Abbondio di Como. Il vescovo Atanasio abbandona l’UAOC-C per il Sinodo di Milano. Il Vescovo serafimo-gennadita Barsanufio Sopolov sarebbe passato (secondo qualche sito internet) a questa Chiesa .

    2011 La Metropolia d’America e Isole Britanniche diventa autocefala. Si ha una momentanea rottura della Comunione al seguito delle simpatie della Metropolia dell’Europa nei confronti del Patriarcato di Mosca.Parte della Chiesa Ortodossa Italiana entra a far parte della Metropolia di Milano.

    #998482

    ospite2
    Membro

    Non ho mai visto un tale degrado nella spasmodica voglia di attirare l’attenzione su di se da parte di un forumista, come nel caso Huge-Unicum-Uburoi-JoshuaMills (e chi sa quanto altri cloni). Mi sembra evidente che la sua voglia di considerazione sia il sintomo di un disagio efettivamente non più gestibile. Forse avrebbe bisogno di distaccarsi da questo forum, con serenità e decisione, autonomamente. A prescindere che lo bannino o meno.Il problema è che sembra che abbia perso anche quel minimo di lucidità che occorre per prendere una decisione così semplice…Non ho mai visto un tale degrado nella spasmodica voglia di attirare l’attenzione su di se da parte di un forumista, come nel caso Huge-Unicum-Uburoi-JoshuaMills (e chi sa quanto altri cloni). Mi sembra evidente che la sua voglia di considerazione sia il sintomo di un disagio efettivamente non più gestibile. Forse avrebbe bisogno di distaccarsi da questo forum, con serenità e decisione, autonomamente. 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A prescindere che lo bannino o meno.Il problema è che sembra che abbia perso anche quel minimo di lucidità che occorre per prendere una decisione così semplice…Non ho mai visto un tale degrado nella spasmodica voglia di attirare l’attenzione su di se da parte di un forumista, come nel caso Huge-Unicum-Uburoi-JoshuaMills (e chi sa quanto altri cloni). Mi sembra evidente che la sua voglia di considerazione sia il sintomo di un disagio efettivamente non più gestibile. Forse avrebbe bisogno di distaccarsi da questo forum, con serenità e decisione, autonomamente. A prescindere che lo bannino o meno.Il problema è che sembra che abbia perso anche quel minimo di lucidità che occorre per prendere una decisione così semplice…

    #998502

    @soledamore wrote:

    L’intervista a Ioan Dmitrie Bica, alias padre Avondios, risale al 2007. Nel frattempo sono successe altre cose, come questo atto di diffida nei confronti dello stesso padre Avondios, a tutela di monsignor Mapelli, a sua volta gay dichiarato, ex insegnante di religione cattolica che confessò al cardinal Martini il suo orientamento e che venne poi licenziato.
    Dopo il licenziamento deve essere entrato nella Chiesa Cristiana Antica, di rito ortodosso (ma attenzione, si tratta della Chiesa Ortodossa Autonoma dell’Europa Occidentale e delle Americhe) e ed è da vescovo di questa chiesa ad essere messo in stato di fermo dalla polizia italiana e da quella vaticana dopo la partecipazione al pride di Roma del 2008.

    Ciao Soledamore:senza fallo non cè orgasmo?Vero! 😆 😉
    Tante cose succedono si,ma la sostanza no cambia e sai bene.
    A 2007 Avondios non era ancora Milano,adesso ha preso in mano la situazione e tutto sta cambiando meravigliosamente.Vecchio episcopo tedesco con idee antiquate è messo a riposo e Avondios sta realizzando nuova unità con Patriarcato di Mosca che per colpa del tedesco legato a vecchie idee antiche era stata rotta da decenni.In questo modo inizieremo a influenzare al cambiamento anche i vecchi Patriarchi a cominciare da Mosca ancora legati a vecchie mentalità come il tedesco che cera qui da noi.Prossimo passo fondamentale tornare in comunione anche con Padre Mapelli,altro mitico Pastore su cui andrebbe aperto discussione a parte.
    Da via San Gregorio come dicevamo domenica sta per partire “primavera ortodossa” che cambierà le cose in tutto est Europa.Dateci fede!Siamo sempre aperai dalle 10 alle 20 da lunedi al venerdi . Venerdi seara alle 21 santa messa e domenica alle 10 di mattina

    #998503

    @soledamore wrote:

    http://www.youtube.com/watch?v=CuwyKx9_XkI

    Grazie per bella citazione da youtube.Bellissima predica del Padre per Pasqua ma anche l’ultima che ha fatto e in generale quando dice alle donne di non “mettersi la terra in faccia” cè da morire da ridere!La Matropolia del vecchio tedesco è roba del passato,il futuro è Mosca che cambieremo una volta entrati in comunione.

    #998501

    Ecco il testo tradotto da amico aspirante anche lui diacono della preghiera punk (non proprio canonica ma bellissima) costata due anni di carcere a 3 mitiche componenti del gruppo punk Pussy Riot, che l’hanno cantato sull’altare della meravigliosa cattedrale moscovita di Cristo Salvatore.

    Santa Maria, Vergine, liberaci da Putin! Liberaci! Liberaci da Putin! Abito nero, spalline dorate, tutti i parrocchiani strisciano e si inchinano, il fantasma della libertà è in paradiso l’orgoglio omosessuale in Siberia in catene.Il capo del KGB è il loro santo principale manda i dimostranti in prigione sotto scorta per non offendere il Santo le donne devono partorire e amare.Santa merda, merda, merda del Signore! Santa merda, merda, merda del Signore! Santa Maria, Vergine, diventa femminista diventa femminista, diventa femminista.La Chiesa loda i dittatori marci la processione di limousine nere dei portatori della croce a scuola incontrerai un insegnante -predicatore va in aula – portagli soldi! Il Patriarca Gundyaev crede in Putin troia, faresti meglio a credere in Dio la cintura della Vergine non sostituisce le manifestazione di massa in protesta, insieme alla nostra Maria Sempre Vergine Santa Maria, Vergine, liberaci da Putin Liberaci! Liberaci Putin!

    #998487

    Rev Ioan Dimitrie Bica ora è in Mesopotamia dopo essere stato in Libero Stato di Israele (unica nazione medio oriente dove libertà è vera per gay): speriamo che il vento di primavera araba soffia anche verso nord verso quella Russia (ma in realtà ancora URSS) dove persecuzione per gay è normale. Quando entreremo nel Patriarcato lo cambieremo e attraverso esso cambieremo anche la Russia: solo questione di tempo! Ecco in regalo per voi amici gay eterortodossi bellisima voce angelica di Avondios:

    http://youtu.be/RpY3lPCzvJY

    Altro che Freddy Mercury 😉

    #998488

    Dal Lazzaretto al Cremlino sta arrivando la Primavera Ortodossa!!! 😆

    #998489

    In Ortodox Church matrimonio gay c’è SEMPRE stato solo era mascherato sotto rito religioso di “fratellanza” o “sorellanza” e questo rito negli ultimi due secoli è stato in parte nascosto da re reazionari e da regimi comunisti che controllavano Chiese.Ma adesso che noi da Lazzaretto stiamo entrando a Mosca cambieremo tutto da dentro!Avondios Patriarca prima o poi!!!Bacio a chi è già venuto a trovarci dopo questo msg

    de la http://it.wikipedia.org/wiki/Adelphopoiesis

    Il rito della chiesa ortodossa mediante il quale due persone si univano in una “fratellanza spirituale” era appunto l’adelphopoiesis (‘affratellamento’, slav. pobratimstwo o anche posestrinstwo, ‘assorellamento’). Già nel 1914 Pavel Florenski ha strutturato gli elementi liturgici centrali di questo rito come segue:[3]
    I futuri fratelli (o sorelle o fratello e sorella) si posizionano in chiesa davanti all’altare sul quale giacciono la croce e il vangelo; il più anziano dei due sta a destra, il più giovane a sinistra;
    Vengono recitate preghiere e litanie che chiedono che i due vengano uniti in amore e che si ricordino degli esempi di amicizia trovati nella storia della chiesa;
    I due vengono legati l’uno all’altro con una cintura e pongono le mani sul vangelo; ognuno di loro riceve una candela;
    Vengono letti ad alta voce i versi (1 Cor 12,27 – 13,8) (Inno all’amore di S. Paolo) e (Gv 17,18 – 26) (Gesù parla dell’essere uno);
    Vengono lette ad alta voce ulteriori preghiere come al punto 2;
    Viene letto ad alta voce il Padre Nostro;
    I futuri fratelli ricevono i doni consacrati in precedenza offerti nella stessa ciotola;
    Vengono condotti intorno all’altare, mentre si tengono per mano e i fedeli cantano il seguente tropario: “Signore, guarda dall’alto dei Cieli e vedi”;
    I due si scambiano alcuni baci;
    I fedeli: Ecco, quant’è buono, e quant’è piacevole, che fratelli dimorino insieme! (Sal 133,1)
    Una delle preghiere che venivano recitata durante questa cerimonia in traduzione italiana farebbe così:
    “Nostro Dio onnipotente, Tu che esistevi già prima del tempo e per tutti i secoli esisterai, Tu che ti sei degnato di far visita all’umanità attraverso il grembo della Vergine Maria Madre di Dio, manda il tuo santo angelo su questi tuoi servitori [nome] e [nome], che possano amarsi l’un l’altro così come si sono amati i tuoi santi apostoli Pietro e Paolo, Andrea e Giacobbe, Giovanni e Tommaso, Giacobbe, Filippo, Matteo, Simone, Taddeo, Mattia e i santi martiri Sergio e Bacco come anche Cosma e Damiano: non con amore carnale, ma con la fede e l’amore dello Spirito Santo. Che possano rimanere in questo amore ogni giorno della loro vita. Per Gesù Cristo Nostro Signore. Amen.”

    #998490

    Questa bellissima immagine da INCORNICIARE:

    http://austereinsomniac.info/blog/2012/6/13/boy-or-girl.html

    Due ragazzi si baciano sotto bandiera imperiale czarista molto usata da ortodossi in Moldavia e Russian Federation:gay significa tradizione e ortodossia!!!

    #998493

    Basta ipocrisia, la storia dell’Ortodossia Santa è sempre stata piena di Santi Omosessuali come i Martiri Sergio y Bacco: serve una nuova generazione di presbiteri che svecchiano i Patriarcati e questa generazione sta arrivando!Primavera Ortodossa!

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