73 anni fa nasceva Massimo Consoli: icona della storia LGBT italiana

Storica la sua provocazione nel 1994, quando espresse la volontà di adottare un bambino.

Il 12 dicembre 1945 nasceva a Roma l’attivista LGBT Massimo Consoli. Una vera icona della nostra storia, oltre ad essere uno dei fondatori del primo movimento di liberazione omosessuale italiano. Ala lotta per l’affermazione dei diritti civili, Massimo Consoli associava la sua carriera di scrittore, traduttore, saggista e giornalista. Ha dedicato la sua vita alla comunità LGBT, tanto da essere definito dallo storico francese Alain Daniélou il “papa degli omosessuali“.

Consoli è stato uno dei primi a studiare la storia dell’omosessualità, raccogliendo nei decenni un archivio internazionale, composto da testi originali di suoi articoli e saggi riguardanti le origini del movimento omosessuale di tutto il mondo, oltre a libri e traduzioni di coloro che sono stati definiti i padri fondatori del movimento di liberazione. Ci sono difatti testi del poeta tedesco e fondatore del primo movimento omosessuale Karl Heinrich Ulrichs e molti altri.

Le attività politiche e culturali di Massimo Consoli

Nel 1966, Consoli iniziò anche la sua attività politica fondando l’associazione Rivolta Omosessuale Maschi Anarchici (ROMA-1), la prima associazione apertamente omosessuale romana. Dopo la fondazione di ROMA-1, Consoli si trasferì nei Paesi Bassi dove continuò i suoi studi. I testi redatti sulle condizioni della stampa omosessuale italiana vennero pubblicati nelle maggiori testate dei paesi nordici.

Nel 1972, tornò in Italia e organizzò con l’associazione la prima uscita pubblica, a Campo de’ Fiori, con il nuovo nome Rivolta Omosessuale. Oltre al suo impegno politico e le ricerche culturali, negli Anni ’80 iniziò a parlare anche di AIDS, facendo conoscere in Italia un tema che era ancora completamente sconosciuto. Mentre il suo impegna cresceva (sia politico che culturale) e l’interessamento anche dei media cartacei e televisivi, il Vaticano iniziò a trattare il tema dell’omosessualità, naturalmente in chiave negativa. Per questo motivo, nel 1990, davanti al sagrato di San Giovanni in Laterano, affisse un cartello all’entrata con su scritto “Visto che il Vaticano distribuisce spazzatura contro di noi, ci armiamo di ramazza e lo aiutiamo a fare pulizia“. Lui e altri militanti iniziaronò così a pulire il sagrato della Chiesa, con un’azione provocatoria che segnò un certo astio tra il movimento omosessuale e la chiesa.

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La decisione di adottare un bambino

Il 3 dicembre 1994, Massimo Consoli annunciò ufficialmente la sua decisione di voler adottare un bambino. Naturalmente, la sua provocazione era simbolica per richiedere il diritto di avere una famiglia anche per le coppie omosessuali. Oltre a essere gay, Consoli era anche single e la sua azione venne contestata duramente.

La chiesa lo attaccò senza pietà, in particolare il cardinale Ersilio Tonini. Invitato a una puntata de I Fatti Vostri, la direzione gli intimò di non parlare della chiesa ma solo della sua voglia di adottare un bambino.

Gli ultimi anni e la morte

Dal 2001, dopo la scoperto di un cancro al colon, Massimo Consoli dovette limitare le sue azioni e il suo impegno per la comunità LGBT. Essendo malato terminale, volle esaudire due desideri: il suo archivio sulla storia omosessuale doveva essere conservato e raccolto presso l’Archivio di Stato. Nel 2001, questo desiderio è stato esaudito. Il secondo desiderio riguardava l’adozione di Lorenzo, un ragazzo di 21 anni che con Consoli aveva un legame paterno. Lo Stato accettò l’adozione e il ragazzo fu ufficialmente figlio di Massimo.

All’1:50 del 4 novembre 2007, la malattia ebbe la meglio e Massimo Consoli morì, all’ospedale di Velletri. Ancora oggi, la sede di Gay Center conserva una pare dei suoi testi. L’intero patrimonio culturale è sempre conservato all’Archivio di Stato.