A tutto Almodovar

Per celebrare i 30 anni di carriera del cineasta spagnolo allo Spazio Oberdan un’ampia rassegna dei suoi migliori film. Un’ occasione da non perdere, fino al 28 gennaio

Milano – Correva l’anno 1980, quando il grande schermo si accende di una nuova luce, un giovanissimo Pedro Amodovar, esordiente regista spagnolo, presenta al mondo la sua opera prima: Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio. Con il pubblico, soprattutto quello gay, è amore a prima vista. Ma non si tratta di un’avventura da una botta e via, è una storia che quest’anno compie ben trent’anni.

Pedro Almodóvar, certamente uno dei più grandi registi oggi in attività, da allora non ha mai smesso di incantare e di stupire. Il suo è un cinema originalissimo, fuori dagli schemi, provocatorio, decisamente orientato verso il grottesco e l’assurdo agli inizi, in seguito meno estremo, più vicino a una percezione “normale” della realtà, che non rinuncia però a quella deformazione di situazioni e personaggi che costituiscono la principale cifra espressiva del regista spagnolo.

All’esordio degli anni 80 seguono molti film, alcuni dei veri e propri capisaldi per la cinematografia gay. Solo per citarne alcuni: Labirinto di passioni (1982), L’indiscreto fascino del peccato (1983), La legge del desiderio (1987), Tacchi a spillo (1991), Tutto su mia madre (1999), La mala educación (2004), fino all’ultima pellicola, Gli abbracci spezzati, dello scorso anno. Fino al 28 gennaio sarà possibile rivedere tutti i film allo Spazio Oberdan (V.le Vittorio Veneto, 2 angolo P.zza Oberdan, tel. 02.77406300), nel cuore dell’area più gay di Milano: Porta Venezia. Un’occasione da non perdere, soprattutto per i più giovani che non hanno avuto la fortuna di godersi la magia e le emozioni delle opere di Almodovar sul grande schermo.

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Per accedere alle proiezioni è necessario fare una tessera annuale (€ 3,00, valida anche per le proiezioni all’Area Metropolis 2.0) e il costo del biglietto è di 5 €  per le proiezioni della sera, 3 € per quelle pomeridiane. Gli studenti universitari non hanno bisogno di tesserarsi poiché i tesserini delle Università sono validi come Cinetessera 2010. Lo Spazio Oberdan appartiene alla Fondazione Cineteca Italiana e tantissime sono le iniziative per tutti coloro che amano il cinema. Al suo interno c’è anche un’ampia sezione dedicata a libri e dvd ed è anche possibile richiedere in prestito le copie di alcuni film.

 

di Francesco Belais