Akiko diventa Akira in un’appassionata storia trans manga

G.I.D Gender Identity Disorder è il semplice ed effiacace titolo del doppio volume di Yoko Shoji edito in Italia da Kappa Edizioni. Un modo semplice ed efficace di raccontare una storia difficile.

Nell’ultima edizione di Lucca Comics & Games la Kappa Edizioni ha annunciato la sua intenzione di riprendere le fila dei suoi progetti a tematica lgbt, che negli ultimi anni avevano subito una botta di arresto a causa di problemi amministrativi che per fortuna ora sembrano risolti. Con un tempismo notevole, visto che il tema è quantomai attuale, il primo titolo di questa ripresa è stato l’attesissimo volume del manga “G.I.D.” di Yoko Shoji. G.I.D. è l’acronimo diGender Identity Disorder”, un termine medico meglio noto in Italia come disforia di genere. Per chi non lo sapesse si tratta del disagio che deriva dalla consapevolezza di avere un’identità di genere (uomo/donna) che non combacia con il proprio sesso biologico (maschio/femmina). Dalla consapevolezza di questo disagio, che può diventare particolarmente opprimente, parte il percorso di transizione delle persone transessuali.

La disforia di genere, a differenza dell’omosessualità, viene considerata ancora una patologia e l’unico modo per aiutare chi ne soffre – anche secondo la medicina ufficiale – consiste nella riassegnazione del sesso per adattarlo al genere che il paziente sente proprio. A titolo educativo arriva questo manga, probabilmente il primo fumetto al mondo che descrive in maniera realistica il difficile percorso di un transessuale FtM (Female To Male, ovvero da femmina a maschio). Non ci è dato sapere se Yoko Shoji ha attinto a testimonianze di prima mano, ma leggendo questo manga la sensazione è proprio quella di avere a che fare con una storia dai toni estremamente verosimili. Racconta le vicissitudini di Akiko, che fin da piccola si percepiva e si atteggiava come un maschio (a Babbo Natale chiedeva di avere gli attributi maschili), che si faceva chiamare al maschile e che al momento delle prime mestruazioni decide che non può più accettare passivamente la situazione, resa ancor più problematica dal fatto che suo padre è un noto politico. A diciassette anni, Akiko decide di cambiare sesso, se ne va di casa e inizia a farsi chiamare Akira.

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Gli inizi sono molto difficili, ma per fortuna può contare su dei nuovi amici (come il giovane giornalista Tachibana) che lo accettano per quello che è, e soprattutto su sua nonna, che decide di sostenerlo e di occuparsi di lui, diventandone la tutrice legale. Akira inizia così a costruirsi una nuova vita, ma non è semplice: vuole riprendere gli studi (cercando una scuola che accetti la sua condizione), trovare un lavoro e – soprattutto – trovare una ragazza che accetti la sua idea di diventare uomo. Infatti, avendo ancora un corpo femminile, Akira si imbatte spesso in relazioni con ragazze lesbiche che non condividono i suoi obbiettivi. Quando Akira supera gli esami per l’Università (vuole diventare un politico per difendere i diritti delle minoranze) conosce un ambiente più aperto, e conosce la dolce Kaori, che si innamora di lui per quello che è ed è disposta a condividere le sue scelte e il suo percorso. Dopo un primo volume dedicato ai primi passi di Akira, alla sua ricerca di stabilità e al difficile rapporto con la sua famiglia, il secondo volume parte con l’inizio del percorso di transizione vero e proprio, con il rafforzamento del rapporto con Kaori (che condurrà al matrimonio, non appena Akira raggiungerà il suo obbiettivo e riuscirà a cambiare i suoi documenti) e con l’inizio della sua carriera politica.

Alla fine Akira riuscirà a costruirsi la vita che ha sempre desiderato, ripristinerà i rapporti con la famiglia d’origine e adotterà anche due bambini. Riuscendo persino a diventare un deputato del parlamento giapponese, senza mai fare mistero della sua storia, dando un lieto fine a tutta la vicenda. Non appena si termina la lettura di questo manga  impossibile non pensare a come sia diverso l’approccio a certi temi nel fumetto italiano (dove peraltro FtM non sono mai comparsi) e a come tutta la storia sia pervasa da un’atmosfera delicata e totalmente priva di morbosità, anche nei momenti più intensi o drammatici. In alcuni tratti la vicenda assume toni un po’ didascalici, ma considerando la novità rappresentata dall’argomento trattato era inevitabile.

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G.I.D. è reperibile in fumetteria e nelle migliori librerie di varia.

di Valeriano Elfodiluce