ALLA GUERRA CON LA PARRUCCA

Intervista a Platinette la battagliera, che con il libro ‘Finocchie’ scandaglia le oscurità del mondo gay. E provoca. La vedremo in teatro con la figlia di Mina.

Da qualche settimana è uscito in libreria "Finocchie" (Mondadori) ultimo lavoro letterario (dopo il saggio "Quindici metri di marciapiede non si negano a nessuno"), della regina delle trans catodiche, Platinette.

Chi si aspetta un libro da abbinare all’ olio di cocco e alla sabbia del bagnasciuga rimarrà deluso. "Finocchie" non è per niente un’operina facile. Aggettivazione opulenta, periodo cesellato, lungo: non si tratta di una raccolta di battute, ma di un viaggio sorprendente sull’autostrada del desiderio, come recita il sottotitolo. Un percorso a due velocità, alla ricerca dell’amore, del sesso, dell’amicizia, di tuffi nelle profondità oscure del mondo gay, a volte divertente, a volte deprimente. Le due velocità sono date dalle due parti in cui è diviso il testo: la prima è un quasi-diario esilarante e amaro del passato, del presente e del possibile futuro del protagonista, da Mauro Coluzzi alla Platy; la seconda, sinceramente più debole e ripetitiva propone un catalogo dei diversi fenotipi di "finocchie". Peccato che in molti brani venga riportato ciò che è stato scritto nelle pagine antecedenti. Ma tant’è: la morta e la "polsolesa" son due tipini divertenti.

Allora Platinette, hai fatto un libro difficile?

Lo prendo come un complimento. Non era nelle mie intenzioni scrivere un libro leggerino, un ensemble di battute da personaggio televisivo. Oltretutto non vi è leggerezza nemmeno in televisione. Considero questa prova un obiettivo raggiunto, come la laurea. E una laurea non può essere cosa da illetterati.

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"Finocchie" ricorda da vicino il Busi dei manuali, ne sei stato influenzato?

Beh, Aldo scrive da intellettuale ed è molto amaro anche quando fa ridere. Io ho voluto scrivere un libro divertente, ma non da comica, non sono I fichi d’India o Luciana Littizzetto.

A proposito, ti ha picchiato dopo quel che hai detto sul suo vestito ai Telegatti?

Ma io l’ho detto con affetto. Insomma doveva essere così spiritosa da fare la strafiga, non doveva portare quell’aria di chi si vergogna di essere ricca e famosa. Altrimenti una fa la diva fino in fondo e se ne sta a casa. Poi quel vestito era veramente brutto, via!

In un’intervista al Venerdì di Repubblica hai dichiarato che si stava meglio quando l’omosessualità era nascosta. Non credi che sia un’affermazione pericolosa?

Innanzitutto era una provocazione. Poi, comunque, non amo questa convinzione strisciante per cui uno deve fare coming out a tutti i costi. Ma che è diventato obbligatorio?! Io non l’ho mai detto a mia madre, eppure ho sempre reagito, lottato, con il paradosso, con lo sberleffo, magari anche contro quelli che amo.

Ma molti ragazzi, che non sono famosi come te, magari traggono sollievo da una "orgogliosa visibilità".

Io non posso parlare che per me. Non è con il politicamente corretto che aiuteremo i ragazzi. Si devono abituare alla dose di crudeltà inevitabile. E poi dobbiamo distinguere la politica dai diritti civili. Sì, ce l’ho con la sinistra che in cinque anni non ha mosso foglia per i diritti degli omosessuali. Conseguenza: due gay italiani si devono andare a sposare in Olanda. Ma in Olanda c’è la regina, o sbaglio! E in Italia stiamo ancora discutere se dirlo o non dirlo!

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Mi sembra che negli ultimi tempi tu sia diventato più "acido" e polemico.

Forse è vero, mi si è assottigliata la soglia di tolleranza. Io ho una forte propensione alla rissa verbale, specialmente quando mi si offende. Quello che la gente ancora non sa è che ho anche propensione alla rissa fisica. Mi è già capitato per banali questioni di guida. Non rinnego affatto questa mia natura, che mi porta ad amare il confronto, anche acceso, con la gente.

Però al Costanzo Show ci sei andato pesante.

Con Marina Ripa di Meana? Una donna che è sempre vissuta alle spalle di uomini ricchi e potenti? E’ stata scorretta lei a tentare di togliermi la parrucca, io mi sono solo difeso. E’ comunque la televisione è un circo, la gente ci ama per questo, tant’ è che la puntata "della parrucca" è stata fra le più viste.

Progetti per il futuro: gossip, estate in Sardegna?

Assolutamente no. Quest’estate vado in campagna a studiare. Debutterò a gennaio in teatro con una commedia nuova, insieme a Benedetta Mazzini, quindi devo "entrare nella parte".

Presentato ufficialmente alla stampa lo scorso 30 maggio al teatro Ciak di Milano, lo spettacolo ‘Bigodini‘ debutterà nel Febbraio 2003, con successiva tournée nei maggiori teatri della penisola. L’incredibile coppia Platinette-Benedetta Mazzini, figlia di Mina, reciterà un testo di Matteo B. Bianchi, un omaggio alla femminilità nelle sue forme e manifestazioni più svariate. La regia è di Francesca Draghetti, le musiche di scena di Massimiliano Pani e le locandine di Mauro Balletti, da sempre autore delle copertine di Mina, la cui presenza-assenza in tutto questo progetto si farà naturalmente sentire. Non è finita qui: in autunno Platinette sfornerà anche un disco, realizzato realizzato con la collaborazione di band italiane emergenti. Un piccolo assaggio è già nei negozi di dischi: Platinette appare sulla copertina di una compilation da discoteca intitolata "X-PLOTION" distribuita dalla Hitland, della quale ha personalmente selezionato i brani mixati dal dj Molella.

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di Paola Faggioli