AMORE TRA MASCHI ETERO

Tatamkhulu Afrika racconta l’attrazione irresistibile verso un suo compagno di prigionia nella seconda guerra mondiale. Consigli per il rimorchio e il “blog su carta” di Gianluca Meis “Exupery”.

Tatamkhulu Afrika
Paradiso amaro
Playground editore
208 pagine, 13 euro

Tatamkhulu Afrika è considerato uno dei maggiori scrittori del continente africano; cresciuto in Sudafrica in una famiglia adottiva di metodisti bianchi, scopre solo da adolescente di essere nato in realtà in Egitto da padre arabo e madre turca, entrambi morti in una epidemia di influenza. Debutta come romanziere a 17 anni con Broken earth ma dopo quella esperienza abbandona la letteratura per 50 anni, durante i quali conduce una vita particolarmente avventurosa. Parte volontario per la seconda guerra mondiale, viene fatto prigioniero e trascorre un anno in un campo italiano e due anni in uno tedesco durante i quali scrive un resoconto surreale delle sue esperienze come prigioniero che però viene distrutto da una guardia carceraria. Dopo la guerra torna in Sudafrica dove viene adottato da una famiglia di bianchi conservatori; lavora come barman, batterista e in una miniera di rame, infine come impiegato contabile. Quando le leggi dell’apartheid si inaspriscono e costringono tutti i cittadini sudafricani a essere identificati come bianchi o neri, Afrika si converte all’Islam e viene pertanto classificato come “coloured” nonostante la burocrazia lo avesse invece identificato come bianco; aderisce anche a un gruppo armato vicino all’African National Congress che gli assegna il nome di battaglia di Tatamkhulu Afrika (nonno o grande padre dell’Africa) e viene incarcerato come terrorista per due anni. Solo a partire dal 1990 ricomincia a dedicarsi alla scrittura, preferendo la forma poetica e dando alle stampe la raccolta di componimenti intitolata Nine lives; riceve numerosi premi letterari e le sue opere vengono tradotte in francese a partire dal 1996. Muore nel 2002 in seguito alle ferite riportate dopo essere stato investito da un’auto; poche settimane prima aveva dato alla luce il suo ultimo romanzo, Bitter Eden, l’unico che è possibile leggere in italiano grazie alla traduzione di Monica Pavani pubblicata dalla Playground con il titolo Paradiso amaro (208 pagine, 13 euro).

L’opera è ispirata all’esperienza di Tatamkhulu nei campi di prigionia italiani e tedeschi durante la seconda guerra mondiale e racconta l’amicizia virile tra il protagonista e un suo compagno di reclusione. Tra i due non c’è sesso anche se, dopo la guerra, arrivano ad ammettere di aver coltivato un forte desiderio di contatto fisico; eppure entrambi i personaggi vengono ritratti come eterosessuali omofobi e maschilisti, pronti a insultare e prendere a pungi gli omosessuali che apertamente vivono nel campo la loro sessualità. Per resistere alle durezze della prigionia, Tom accetta l’amicizia di Douglas, un uomo servizievole e premuroso che lo salva da situazioni difficili. Ma quando nel campo compare Danny, col suo fisico muscoloso e l’abbronzatura integrale, Tom comincia a preferire la sua compagnia. Nel campo avere una persona con cui poter condividere la quotidianità è l’unico modo per far sopravvivere l’umanità delle persone; neanche le lettere che, con cadenze improbabili, continuano a giungere nel campo da parte di mogli e madri permettono agli uomini di coltivare il calore del cuore con altrettanta efficacia. Ecco perché Tom accetta anche di vedere Danny picchiare gli amici di Douglas e poi Douglas stesso perché si possa concretizzare la loro amicizia. I due vivono gli ultimi anni da prigionieri dormendo nella stessa cuccetta per riscaldarsi nei mesi invernali e condividendo le scorte alimentari per economizzare le risorse. Si rivedranno un’ultima volta alla fine della guerra in una giornata che permetterà loro di dichiarare ciò che non avevano mai trovato il coraggio di dire negli anni della prigionia.

Paradiso amaro è un romanzo fortemente autobiografico: Tatamkhulu Afrika non ha mai presentato le donne come oggetti del desiderio ed ha invece raccontato spesso di amicizie con altri uomini anche se negando contatti sessuali espliciti con loro. Se ne trova tracce in altri suoi romanzi e nell’autobiografia che è stata rinvenuta alla sua morte e pubblicata postuma nel 2005. Eppure la sua posizione di combattente e di islamico si dichiarava in frasi molto poco amichevoli nei confronti dell’omosessualità, rivelando un culto della mascolinità non privo di accenti omofobi e violenti. Il libro è così un racconto efficace delle dinamiche che si instaurano tra due uomini convinti eterosessuali che devono fare i conti con un innegabile desiderio erotico reciproco, desiderio che non può nemmeno essere considerato effetto della condizione di prigionia, dal momento che sopravvive alla fine della stessa. Una situazione in parte paradigmatica delle migliaia di padri di famiglia che coltivano rapporti omosessuali pur continuando a considerarsi etero a tutti gli effetti. Ma Paradiso amaro è anche una importante testimonianza di come si vivesse nei campi di guerra italiani e tedeschi; le relazioni umane, la fame, il bisogno di coltivare i propri sogni (il protagonista scoprirà il proprio talento di attore proprio sulle rimediate assi del palcoscenico del campo) sono elementi che Afrika sa raccontare con accortezza, anche se la sua consuetudine con la scrittura poetica rende a tratti faticoso seguire il filo narrativo che dovrebbe invece essere proprio di un romanzo.

in seconda pagina Traffico intenso sulla Serenissima di Gianluca Meis e Da uomo a uomo di Stefano Salvadori^d

Gianluca Meis
Traffico intenso sulla Serenissima
Edizioni Libreria Croce
104 pagine, 12 euro

Quando internet dilaga sulla carta: Gianluca Meis, con lo pseudonimo di Exupery, è autore di uno dei blog più seguiti di Gay.it e approda ora nell’editoria con un libro intitolato Traffico intenso sulla Serenissima pubblicato dalle edizioni Libreria Croce (104 pagine, 12 euro). Un romanzo? Un diario? Un blog su carta? Difficile definire l’opera di Meis; si articola come il resoconto delle riflessioni dell’autore in una normale giornata di vita, tra dolorosi risvegli, scherzosi consigli per mantenersi in forma o per trovare il moroso e riflessioni sulla propria infanzia. Ciò che connota tutto il libro è l’innegabile capacità di Exupery di esibire una sfacciata ironia con la quale condisce ogni episodio; è così che lo sproloquio del fidanzato che intende mollarlo si trasforma in un tragicomica occasione per chiedersi quali siano le priorità della vita, mentre lo spirito di osservazione dell’autore si esercita sui mille aspetti discutibili del cosiddetto “mondo gay” per rappresentarli con umorismo graffiante. La scrittura di Meis, particolarmente efficace, trova però un terreno troppo comodo nello stile diaristico; sarebbe interessante vederlo all’opera con le fatiche di un romanzo in cui la verve narrativa sarebbe costretta a muoversi con maggiore disciplina.

Stefano Salvadori
Da uomo a uomo (come trovare compagnia e vivere con gaiezza)
The Principe editore
100 pagine, 10 euro

È singolare che un ragazzo di 22 anni si sia ritenuto all’altezza del compito di scrivere un “manuale di rimorchio” per gay. Volete imparare a cuccare in discoteca? Non avete mai pensato che accanto a voi al cinema potrebbe essere seduto il Principe azzurro? Vi siete chiesti se rimorchiare un uomo sposato sia più o meno facile che farlo con un gay dichiarato? Stefano Salvadori ve lo spiega – o almeno aspira a farlo – in Da uomo a uomo (come trovare compagnia e vivere con gaiezza) un libricino di 100 pagine dato alle stampe da The Principe editore e venduto a 10 euro a copia. Innegabilmente una lettura simpatica, anche considerando che basta un pomeriggio per condurla a termine, ma nulla di più: un quarantenne non può che alzare il sopracciglio quando legge i consigli dettati da un ragazzo, per quanto sveglio e intraprendente come Salvadori che nelle note biografiche vanta svariate esperienze (“vincitore, come chef, di concorsi gastronomici, volontario nel campo della medicina d’emergenza, ragazzo-immagine nel mondo della moda, filmati a tema”). D’altra parte è lecito supporre che, al contrario, un giovane alle prime armi o qualcuno desideroso di confrontare con altri le proprie esperienze nel campo del “rimorchio” trovi interessanti e magari anche utili le indicazioni che l’autore elargisce per assicurarsi una conquista coi fiocchi.