Breve storia dell’arcobaleno come simbolo

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Dall’antica Grecia al Nord Europa, passando per alcune antiche leggende asiatiche: scopri i significati dell’arcobaleno nelle varie culture.

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L’arcobaleno è il fenomeno ottico che si osserva quando la luce del sole attraversa le gocce d’acqua rimaste in sospensione nell’aria dopo un temporale (ma anche nei pressi di grandi masse d’acqua, come le cascate). Da sempre oggetto di storie e leggende, fin dall’antichità l’arcobaleno è stato considerato un fenomeno atmosferico affascinante, portatore di significati speciali, legati a dimensioni ultraterrene, spirituali o fantastiche. Segno di speranza, di discesa del cielo in terra, è, in questi racconti antichi e bellissimi, emblema della natura che si fa insolita, eclatante, miracolosa.

Un fenomeno ottico trasfigurato, nelle varie epoche e dalle varie culture, in un’ampia gamma di interpretazioni suggestive e poetiche, che condensano molti significati, tra cui la dualità delle cose, la loro creazione o origine, la comunicazione tra la dimensione materiale e quella spirituale.

NELL’ANTICA GRECIA

Iris o Iride era per gli antichi greci una dea minore dell’Olimpo, messaggera degli dei e personificazione dell’arcobaleno. Figlia di Taumante (la Meraviglia) e Elettra (lo Splendore), è sorella delle terribili Arpie, le creature mostruose metà donna e metà uccello. Vestita di iridescenti gocce di rugiada, è proprio per la sua luminosità cangiante che la membrana dell’occhio si chiama “iride”. Dotata di ali (che ne simboleggiano la rapidità) pare fosse associata però prevalentemente ai messaggi funesti (mentre quelli propizi erano recapitati da Hermes): Omero infatti collegava l’arcobaleno a un presagio di sventura. L’arco luminoso dell’arcobaleno era, agli occhi dei greci, il sentiero creato Iris per portare i messaggi alle case dei mortali.

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NELLA BIBBIA

L’arcobaleno è anche un segno di pace, di una condizione di quiete, di scampato pericolo: così è nella Bibbia (Genesi 9, 12-16), dove il nostro arco di luce è simbolo del patto di alleanza tra Dio e l’uomo. Dopo il diluvio universale l’arcobaleno fu infatti la promessa di Dio a Noè che non avrebbe mai più inondato la Terra. Il significato biblico è simile a quello, precedente, rintracciabile tra i Sumeri, nell’Epopea di Gilgamesh, il ciclo epico del III secolo a.C., in cui un arcobaleno appare come segno di speranza dopo che una grande alluvione aveva devastato la terra.

IN ASIA

Nella mitologia hindu l’arcobaleno è chiamato Indradhanush, con il significato di arco di Indra, il dio del fulmine e del tuono e più in generale dei temporali. In alcune raffigurazioni del buddhismo tibetano l’arcobaleno è invece la scala curva con la quale Buddha ridiscende dal cielo.

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Nel Tantra – la tradizione indiana che più rivaluta il corpo e la sessualità ai fini spirituali – ci si riferisce invece a un fenomeno denominato “corpo arcobaleno”: si dice che coloro che hanno spezzato i loro legami terreni sono in grado di raggiungere il più alto stato di meditazione e di sperimentare questo stato speciale, descritto come un corpo di luce che trasfigura o avvolge quello terreno nel momento in cui l’ultimo livello di consapevolezza viene raggiunto, in genere al momento della morte. Nella mitologia cinese invece l’arcobaleno viene ritenuto una spaccatura nel cielo sigillata dalla dea Nuwa attraverso pietre di sette colori differenti. L’insieme dei colori dell’arcobaleno rappresenta per i cinesi l’unione dello yin e dello yang – i due principi metafisici per eccellenza – e quindi l’armonia dell’universo e della sua fecondità. Sempre nella tradizione cinese, l’arcobaleno è raffigurato anche come un ponte costituito da un grande drago a due teste, una rivolta al cielo, l’altra al nostro mondo, attraverso il quale è resa possibile la comunicazione tra le due dimensioni (ad esempio durante le preghiere).

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NEL NORD EUROPA

Nella mitologia scandinava, un arcobaleno chiamato ponte di Bifrost collega il mondo delle divinità con il mondo degli esseri umani e indica la via per il regno invisibile dello spirito.

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Presso i druidi invece l’arcobaleno rivestiva, per la sua forma, un significato fondamentale. Molto attratti da curve archi e mezzelune come simboli dell’energia lunare e femminile (dalla forma del ventre in gravidanza), l’arcobaleno era per questo popolo quindi un simbolo di prosperità e particolarmente bene augurante per le donne in gravidanza. Dalla mitologia irlandese arriva invece forse la leggenda più conosciuta: quella della pentola d’oro, legata alla figura del leprechaun, il popolare gnomo del folklore irlandese, ciabattino di professione, che quando non lavora si dedica a fare scherzi alle persone, soprattutto a ladri e avari.

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Secondo la leggenda questo gnomo irlandese vive in solitudine e custodisce una grande pentola piena d’oro, nascosta proprio alla base dell’arcobaleno. La pentola rappresenta l’irraggiungibile, il sogno umano di possedere beni infiniti ma anche l’ideale della bellezza nascosta, del valore segreto, oggetto di ricerca interminabile.

NEL NORD AMERICA

L’arcobaleno è anche collegato al concetto della scelta: la sua forma ha infatti due estremità e come un ponte, attraversalo significa decidere di cambiare sponda, argine, direzione. Il simbolo dell’arcobaleno porrebbe quindi di fronte all’esigenza di fare scelte adeguate – coraggiose o accorte – per la nostra crescita.

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