Arte: dalla danza uno sguardo su disabilità e eros gay

Alla Biennale di Venezia, dedicata al tema del corpo e dell’eros, lo spettacolo “Mare in catene” affronta il non facile tema dell’omosessualità di un diversamente abile.

VENEZIA – “Mare in catene” è il titolo di uno spettacolo che si muove tra danza e drammaturgia per raccontare il non facile vissuto di un omosessuale diversamente abile nel suo rapportarsi all’erotismo. Corpo e Eros è infatti il tema della Biennale di Venezia, che presenta il 22 e il 23 giugno questa coreografia di Francesco Ventriglia su drammaturgia di Stefano Ricci e Gianni Forte, con Enzo Curcurù, Stefania Ballone, Chiara Borgia, Damiano Artale, Riccardo de Nigris, Mattia Russo. La musica originale è di Emiliano Palmieri.

In Mare in catene il tema dell’eros e della disabilità viene affrontato drammaturgicamente dal punto di vista di un ragazzo gay portatore di handicap: diversità al quadrato, che lo spinge a realizzare il comune sogno segreto di regalarsi una seconda chance virtuale. Assunto l’avatar di Sirenetta, mediato dal personaggio Disney, naviga nell’Oceano di Internet costruendosi un perimetro parallelo che “cancella” la sua coda di pesce, il suo immobilismo sulla Terra. Estraneo tra gli estranei il ragazzo abbandona la propria quotidiana identità per reinventarsi nell’’immaginario informatico, interagendo via chat con le sue prede maschili, celebrando una virulenta sessualità che nasconde rabbia, desiderio, indignazione, fame di ribaltare i canoni stereotipati della cosiddetta normalità…

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