ARTE PER LA CASA DELL’AIDS

Sabato e domenica, a Villa Glori a Roma, giovani artisti valorizzano grandi opere per ridare lustro al parco che ospita la prima casa riposo per malati di Aids della Capitale.

ROMA – Quasi vent’anni fa nasceva a Roma, nel cuore dei quartieri “bene” della città eterna, una casa rifugio per malati di AIDS voluta dalla Caritas e fortmente sostenuta da Don Luigi di Liegro, parroco illuminato del quartiere.

L’apertura del centro rappresentò all’epoca motivo di aspre polemiche. Da un giorno all’altro il parco di Villa Glori, tra le aree Flaminio e Parioli, si trasformava da ameno luogo di svago per mamme con bambini in carrozzina e amanti del footing, in area considerata “a rischio”, stigmatizzata e lentamente abbandonata per paura di entrare in contatto con una realtà che faceva paura. Esponenti politici di destra non esitarono ad incatenarsi ai cancelli della Villa per manifestare il loro violento dissenso nei confronti dell’iniziativa.

Era il 1988, quando la diffusione del virus era ancora agli inizi e la malattia ancora per molti versi sconosciuta si diffondeva in un terreno sociale problematico e fortemente discriminato

Nonostante le polemiche, gli anatemi e le condanne, la casa rifugio continua a vivere, incorniciata dalla quiete del parco, che nel frattempo si è popolato di importanti opere d’arte contemporanea. Installazioni, fra gli altri, di Uncini, Canevari, Castagna, Staccioli e Kounellis accompagnano già dal 1997 i visitatori che, sfidano i pregiudizi e decidono di addentrarsi nel parco dal suo ingesso di Viale Maresciallo Pilsudski, risalendolo fino all’ingresso del centro di accoglienza.

La villa è diventata così uno dei più importanti parchi di scultura contemporanea d’Europa.

Il tempo tuttavia ha steso una triste patina di oblìo e di indifferenza tanto sulle sculture, abbandonate all’incuria, quanto sul problema della casa rifugio.

Nei giorni di sabato 12 e domenica 13 febbraio, gli studenti d’arte dell’Università “La Sapienza” adottano idealmente il parco di Villa Glori e invitano tutti, romani e non, a riscoprire questo piccolo gioiello dimenticato e a farsi allo stesso tempo portavoci di un messaggio di solidarietà. Dalle 10 alle 16, gli studenti faranno da guida all’interno della Villa, ne racconteranno la storia, descriveranno le installazioni disseminate per il parco e . Esserci è un gesto importante perchè significa affermare fortemente la volontà di abbattere un muro, quello invisibile che la gente ha costruito negli anni intorno alla casa rifugio, isolandola e mettendo in ombra, insieme a lei, le splendide opere d’arte che la circondano.

Roma fuggitiva
sabato 12 e domenica 13 febbraio 2005, orario 10-16.

Villa Glori, Viale Maresciallo Pilsudski
ingresso libero

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