BIOGRAFIA DI UN SUPERGAY

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un supereroe gay non può essere un supereroe felice?

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Il terzo capitolo cinematografico dedicato ai mutanti X-Men debutta in contemporanea mondiale proprio a cavallo delle celebrazioni relative al Gay Pride. Forse non si tratta di una semplice concidenza, soprattutto se si considera che i due capitoli precedenti sono stati considerati una metafora della condizione omosessuale, delle discriminazioni che deve affrontare e delle sue potenzialità (positive e negative). In ogni caso, il fumetto da cui questi film sono stati tratti, ha anche tenuto a battesimo un supereroe destinato a far molto discutere: Northstar.

Più volte citato anche in questa rubrica, rimane il primo caso di supereroe che ha ammesso pubblicamente di essere gay, e oggi è anche il primo supereroe gay dichiarato ad essere stato ucciso per poi essere fatto risorgere! Per fare chiarezza vale la pena di partire dall’inizio. Gli X-Men sono nati nel 1963, ma sono diventati un vero e proprio cult da quando sono stati ridefiniti dal team creativo composto dallo scrittore Chris Claremont (dal 1976) e dal disegnatore Jonh Byrne (aggiuntosi nel 1978). Jonh Byrne era di origini inglesi, ma abitava in Canada dall’età di otto anni: in pochi lo sanno ma, pur essendo eterosessuale, la sua “carriera” iniziò nel 1970 disegnando un parodistico supergay (Gay Guy) per un giornale studentesco. La sua simpatia per il mondo gay riemerse quando, in collaborazione con Chris Claremont, elaborò il primo supergruppo canadese: Alpha Flight. Questo supergruppo debuttò nel 1979 sul numero 120 della serie “Uncanny X-Men”, e nella squadra c’era anche un mutante superveloce, in grado di volare e di generare raffiche di luce: Northstar. In quell’occasione compariva anche Aurora, la sorella gemella di Northstar, dotata dei suoi stessi superpoteri. Tuttavia si iniziò ad alludere ai gusti di Northstar solo a partire dal 1983, quando Jonh Byrne ebbe la possibilità di occuparsi interamente di una serie di fumetti dedicata ad Alpha Flight. Così si scoprì che il vero nome di Northstar era Jean-Paul Beaubier, che quando non era un supereroe era uno sciatore olimpionico (dal carattere decisamente altezzoso e arrogante) e che non gli interessavano le ragazze (pur avendo legami affettivi profondi con altri uomini).

Purtroppo, inizialmente, non è possibile andare oltre a qualche allusione di questo tipo

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Purtroppo, inizialmente, non è possibile andare oltre a qualche allusione di questo tipo: in quegli anni il Comics Code imponeva molte restrizioni, e oltretutto l’allora direttore editoriale della Marvel Comics aveva tassativamente ordinato che nessun supereroe doveva essere omosessuale! Quando Jonh Byrne lasciò la testata venne sostituito alle sceneggiature da Bill Mantlo, che tentò una mossa azzardata e fece ammalare Northstar di AIDS, con l’intenzione di farlo morire nel numero 50! Com’era prevedibile il direttore editoriale non poteva permettere una cosa del genere, e così obbligò Bill Mantlo a tornare sui suoi passi. Lo sceneggiatore risolse la situazione con un colpo di scena curioso: quella che sembrava AIDS si rivelò una sindrome da astinenza da magia! In parole povere lo sceneggiatore aveva aggirato il problema rivelando che fra gli antenati di Jean-Paul Beaubier c’erano degli elfi (e in effetti lui e sua sorella avevano le orecchie a punta e altri tratti “elfici”), e che la lontanza dal loro mondo lo stava uccidendo. Così nel numero 50 della serie, invece di morire, Northstar viene rinvigorito dagli elfi del nord, e non è un caso: la parola fairies in inglese indica sia il popolo degli elfi sia i gay, e con questa trovata Bill Mantlo si era preso anche una piccola rivincita.

Tuttavia la serie di Alpha Flight vendeva sempre meno, e probabilmente è stato proprio perchè non aveva niente da perdere che nel numero 106 del 1992, lo sceneggiatore Scott Lodbell decise che era giunto il momento per il coming-out di Northstar. L’episodio è avvenuto in seguito alla morte di Joanne, una bambina malata di AIDS adottata da Northstar, che ha spinto il supereroe a dichiararsi pubblicamente per combattere i pregiudizi legati all’AIDS e all’omosessualità. Prima di allora nessun supereroe aveva mai indetto una conferenza per dire chiaramente: “Io sono gay!”. Il numero 106 di Alpha Flight andò esaurito in meno di una settimana, e se ne parlò su tutta la stampa internazionale. A seguito di questo episodio la sorella di Northstar, Aurora, dimostrò di non accettare l’orientamento del fratello e lasciò Alpha Flight (che comunque si sciolse poco dopo, cessando le pubblicazioni con il numero 130 del 1994). Nello stesso 1994 Northstar è stato anche protagonista di una mini serie di quattro numeri, incentrata sulla ricerca di Aurora per riconciliarsi con lei, ma in cui non si parla della la sua omosessualità. Dopo il polverone generato dal coming-out la Marvel Comics rimase intimorita, e per molto tempo non utilizzò il personaggio.

Per avere sue notizie bisognerà attendere il 2001, non a caso dopo il successo del primo film degli X-Men e all’indomani di una maggiore apertura della società verso certi temi.

In quel momento gli X-Men hanno bisogno proprio dell’aiuto di Northstar, che peraltro ha appena pubblicato un’autobiografia dal titolo “Born Normal” (“Nascere Normale”), che parla della sua esperienza di mutante e gay. Poi, dal 2002, il supereroe entra stabilmente nella squadra e diventa anche insegnante nella scuola per giovani mutanti che gli X-Men gestiscono, confrontandosi direttamente con temi anche delicati come l’omofobia e gli amori non corrisposti (Northstar ha un debole per l’x-man Uomo Ghiaccio). A questo punto, però, la sorte si accanisce contro di lui: l’anno scorso l’x-man Wolverine viene ucciso da una setta di mistici ninja (chiamata Mano), che lo fa risorgere rendendolo malvagio. Wolverine ora deve uccidere altri super esseri per dare modo alla Mano di farli risorgere come individui malvagi al suo servizio, e una delle sue prime vittime è proprio Northstar! Wolverine si libera del controllo della Mano, ma Northstar dopo la resurrezione rimane un malvagio killer…Con grande sconforto dei suoi fans. E’ troppo presto per dire cosa gli accadrà in futuro, ma di certo il trattamento finora riservatogli da parte della Marvel Comics non è stato molto benevolo: un supereroe gay non può essere un supereroe felice? Un gay buono era poco accettabile e lo si è reso cattivo? Staremo a vedere, anche perchè nell’universo editoriale della Marvel Comics si aggira un altro Northstar: creato per l’universo alternativo Ultimate (abitato da dalle versioni “giovani” dei supereroi Marvel ufficiali), sembra decisamente più disinvolto e fortunato del suo omonimo, anche per quel che riguarda l’amore (ha iniziato una relazione con lo statuario x-man Colosso di questa linea narrativa). Speriamo in bene.

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di Valeriano Elfodiluce

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