Boys don’t Cry: il film giusto per commemorare le vittime di transfobia

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Ecco come ricordare il TDoR quest'anno.

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Il TDoR è un evento che deve far riflettere su fino a che punto possa spingersi una persona per odio.

Per questo motivo, è giusto ricordare le persone transgender che sono state uccise. Vengono considerate come vittime di secondo piano, o prostitute per chi ha “gusti strani“. Ma nessuno può immaginare il disagio e le discriminazioni che sono costrette a portarsi dentro, giorno dopo giorno. Ne è un esempio la storia di Brandon Teena, un ragazzo transgender.

Brandon muore il 31 dicembre 1993, ucciso da due uomini per un crimine d’odio transfobico. Sei anni più tardi, dalla sua storia se ne ricava un film a lui dedicato: Boys don’t Cry. Inizialmente registrato all’anagrafe come Teena Brandon, già da molto giovane inizia a sentirsi un uomo, vestendosi con abiti maschili. La madre, che non ha mai accettato questa sua condizione, lo ha sempre considerato una ragazza.

Il film

Il film racconta la storia di Brandon (come si fa chiamare in seguito) nel suo ultimo anno di vita. Inizia verso la fine del 1993, quando si trasferisce a Falls City, nel Nebraska, per sfuggire alla Polizia del suo paese di origine, Lincoln, per alcuni reati commessi. Atteggiandosi e vestendosi come un maschio, si presenta alla cittadina come Brandon senza mai confessare di essere transgender.

Stringe un’amicizia con Candace Lambert (una ragazza madre), John Lotter e Tom Nissen. Poco dopo, conosce anche Lana Tisdale, la quale si innamora di Brandon. Lui ricambia il suo amore, fino alla decisione di iniziare la terapia per essere uomo a tutti gli effetti. Lana scopre la verità su Brandon solo quando viene arrestato per guida in stato di ebrezza e viene rinchiuso in un carcere femminile. Lana, pagando la cauzione scopre che è una persona transessuale, ma decide di mantenere lo stesso rapporto. Ma la notizia del suo arresto e della sua condizione fa presto il giro di tutto il piccolo paese, portando una serie di problemi al ragazzo.

Lotter e Nissen, disgustati, lo costringono a spogliarsi. Trascinato in un luogo isolato, lo picchiano e abusano sessualmente di lui. Nonostante la denuncia alla Polizia, i due rimangono a piede libero e Brandon si nasconde da Candace. Lotter, scoperto il rifugio, vi si dirige assieme a Nissen e uccidono sia Brandon che Candace. Lana, giunta sul posto, scopre il duplice omicidio. Lotter è stato condannato alla pena di morte ed è attualmente rinchiuso nel braccio della morte. Nissen, per aver testimoniato contro il complice, ha ottenuto l’ergastolo.

Riconoscimenti e critiche

Brandon Teena è stato interpretato da Hilary Swank e per questo ruolo ha vinto l’Oscar come migliore attrice in un film drammatico (oltre a molti altri premi). L’11 febbraio 2000 è stato distribuito anche in Italia, e nonostante non sia stato pubblicizzato molto ha ottenuto un buon successo.

Ci sono state diverse controversie da parte dei familiari e amici di Brandon, a causa di molte parti che non corrispondono alla realtà. La “vera” lana, ad esempio, viene mostrata come una donna spesso ubriaca e pigra, fatto che non corrisponde a come fosse realmente. Sempre lei ha inoltre denunciato la produzione per invasione della privacy, non avendo mai dato l’assenso all’uso della sua storia. Infine, ha smentito di essere presente al momento degli omicidi e di aver continuato la relazione dopo aver scoperto il segreto del suo ragazzo. La madre di Brandon ha invece continuato a sostenere che fosse una ragazza, ma che si vestiva da uomo come meccanismo di difesa, a seguito degli abusi ricevuti dallo zio quando era piccolo (abusi confermati dalla sorella di Brandon). La stessa, ha anche denunciato Falls City per non aver arrestato subito Lotter e Nissen.

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