Cartoons gay on the bay

di

Due serie televisive irrituali parteciperanno all'edizione 2008 di Cartoons on the bay. Si tratta di "Rick e Steve: la coppia gay più felice del mondo" e "Amici per...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1816 0

In Italia l’animazione televisiva e cinematografica ha sempre avuto un grande successo presso il pubblico di tutte le età. Tuttavia è stata sempre considerata un prodotto per l’infanzia (perlomeno fino all’arrivo di serie come I Simpson o I Griffin). Questo pregiudizio, oltre a compromettere la diffusione e l’integrità di buona parte dell’animazione giapponese (che non è mai stata solo per bambini), ha fatto in modo che questo mezzo non venisse mai considerato un buon veicolo per trattare tematiche adulte e difficili.

Non stupisce, allora, che qualcuno si sia indignato leggendo il programma di Cartoons on the bay 2008, il festival italiano dell’animazione che quest’anno si tiene a Salerno dal 10 al 13 aprile e che ha voluto riservare un piccolo spazio anche alla satira religiosa e alla cultura gay.

Andiamo con ordine: dal 1996 Rai Trade (la società che promuove la Rai nel mondo) organizza questa manifestazione sulla ridente costiera amalfitana, e ogni anno presenta i prodotti più rappresentativi e innovativi dell’animazione televisiva mondiale, che concorrono per il Pulcinella Award. Il suddetto premio viene assegnato a diverse categorie: infanzia,  bambini,  azione e avventura, episodi pilota, educativo e sociale, cortometraggi, special tv e ovviamente non può mancare la categoria "serie animate per tutte le età".

Proprio in quest’ultima categoria quest’anno gareggia una serie canadese a tema gay, mentre nella sezione "episodio pilota" viene presentato un progetto spagnolo di satira religiosa sul Vaticano. La serie gay in gara è Rick e Steve: la coppia gay più felice del mondo, prodotta per il canale gay statunitense LOGO.

Realizzata in stop-motion (cioè con pupazzetti animati) e incentrata sulla vita di due coppie gay e una lesbica (Rick e Steve,  Chuk e Evan, Dana e Kirsten), che vivono nella ridente, ma spietata, West Laguna Beach (una città immaginaria con un immenso quartiere gay). La serie è composta da soli sei episodi, ma è già diventata un cult per la comunita GLBT americana.

Per quel che riguarda la serie spagnola, dal titolo "Amici per la pelle: il nuovo Papa", è ambientata in un ipotetico futuro, quando un truffatore spiantato – aiutato da due complici – decide di prendere il posto del pontefice appena defunto, corrompendo o raggirando le alte gerarchie della chiesa. La decisione di mettere in concorso queste due produzioni ha mandato su tutte le furie l’amministratore delegato di Raitrade Carlo Nardello: «Da cattolico ritengo offensivo e diseducativo un cartone animato in cui i meccanismi di elezione di un Papa sono descritti come corrotti o addirittura oggetto di scommesse. Sono anche rimasto colpito dal fatto che il tema dell’omosessualità possa essere disinvoltamente trattato in un prodotto destinato ai più piccoli». Ai più piccoli? Ma non era nella sezione "Per tutte le età"? Il turbamento per il cartone sul Papa è fuori luogo, visto che è dal 2006 che in buona parte d’Europa viene trasmessa la serie animata inglese Popetown, che mette alla berlina in maniera a dir poco caustica le gerarchie cattoliche e il Papa stesso (che qui è raffigurato come un capriccioso bambino di otto anni).

Questa serie non è mai stata trasmessa in Italia. In compenso continuano ad essere prodotti – e commercializzati – nel Belpaese cartoni animati che enfatizzano il primato morale e il mandato divino della Chiesa Cattolica (come quelli su Padre Pio e Giovanni Paolo II): siamo sicuri che anche questi prodotti non siano offensivi o diseducativi? Magari per i bambini delle altre religioni o per l’obiettività degli adulti di domani?

In ogni caso un plauso va agli organizzatori di Cartoons on the bay che, nonostante le pressioni dall’alto, hanno voluto offrire uno spaccato obbiettivo di quello che produce l’animazione seriale nel resto mondo, dove i gay non sono un argomento da evitare e dove le alte gerarchie cattoliche non sono necessariamente un tabù.

di Valeriano Elfodiluce

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...