Brexit: 5 artisti che si erano battuti per restare in Europa

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Da Damien Hirst a Wolfgang Tillmans, ecco come alcuni dei più grandi artisti contemporanei avevano provato a influire sull'esito del referendum.

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Durante queste ultime settimane, ognuno di noi ha avuto modo di farsi un’idea sulle conseguenze del Brexit. Ora che la realtà si è imposta e quelle conseguenze arriveranno, ci resta solo una cosa da fare: aspettare e chiederci come sia stato possibile arrivare a questa uscita, che sconvolgerà le sorti dell’Europa.

Gran parte del mondo dello spettacolo e dell’arte si era schierato contro l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea, firmando una lettera pubblicata sul Telegraph in cui si dicevano favorevoli al ‘Remain’. Tra questi possiamo contare Keira Knightley, Sir Patrick Stewart, Benedict Cumberbatch e molti artisti: Wolfgang Tillmans, Tracy Emin, Anish Kapoor e Damien Hirst.

All’indomani del referendum britannico, guardiamo quali sono stati gli artisti le cui doti artistiche sono state offerte alla campagna pro-Remain in questi mesi per incentivare il side europeista.


1. Wolgang Tillmans. Sebbene di origini tedesche (ne abbiamo già parlato nello scorso articolo), Tillmans è stata una delle figure più importanti nel panorama artistico londinese sin dai primi anni ’90. Alcune settimane fa a Londra si teneva una mostra il cui scopo era quello di dare un boost alla campagna pro-UE. Appositamente per l’occasione, Tillmans ha creato ed esposto 25 poster in cui limiti naturali come terra-mare, cielo-nuvole, terra-cielo diventano lo sfondo allegorico ideale per slogan mirati a sensibilizzare i visitatori sulla questione.

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Nessun uomo è un’isola. Nessun paese [è] da solo” e “Ciò che è perso, è perso per sempre”  sono solo alcuni dei moniti e gridi di speranza dell’artista, che sente la possibile uscita del Paese come una perdita dei valori fondanti di quella civiltà che l’ha accolto molti anni prima – una reversione di quegli ideali che hanno da sempre funto da terreno fertile su cui l’Unione Europea può e deve ancora prosperare.

 

 

Alcuni dei 25 poster creati dall’artista Wolgang Tillmans per la campagna pro-europeista.
Alcuni dei 25 poster creati dall’artista Wolgang Tillmans per la campagna pro-europeista.

2. Tacita Dean. Tacita Dean entra a far parte della scena artistica come artista chiave del gruppo Young British Artists, al fianco di artisti come Damien Hirst, Tracy Emin e i fratelli Chapman, sebbene la sua arte si distanzi dalla loro. Raggiunge la stima e il riconoscimento nel mondo dell’arte soprattutto grazie ai suoi video, ma è dalla superficie di una ‘chalkboard (Trad.: Lavagna) – un altro dei medium più importanti del suo processo artistico – che lancia il suo messaggio a sostegno del Remain.

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“Vote for a future / not a past / vote to stay in Europe” ; “Votate per un futuro / non un passato / votate per stare in Europa

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(Trad.: “Gran Bretagna dentro l’UE”)

3. Michael Craig-Martin. Originario di Dublino, Michael Craig-Martin fu uno dei padrini della Young British Generation, aiutandoli ad affermarsi e a fiorire tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90. Le sue opere più riconoscibili sono quelle che riproducono oggetti di uso comune, come occhiali, lattine, forbici e forcine, dipinte tuttavia con colori sgargianti e tramite combinazione cromatiche inusuali, esplorando così la natura stessa dell’arte e i suoi modi di rappresentazioni. E’ proprio lo stile di una di queste opere che viene impiegato dall’artista per cast his vote in favore della permanenza in Europa dell’Inghilterra.


30474. Antony Gormley. Sir Antony Gormley è uno degli scultori di origine britannica più acclamati degli ultimi 30 anni: esponendo per la prima volta alla Whitechapel Gallery di Londra nel 1981, il suo processo artistico trasforma le sue statue nella dimensione entro cui l’artista si interroga sul rapporto tra l’uomo e il suo ruolo nell’universo, nella società e nella natura. Sembra ironico che la sua stessa patria mettesse in discussione la sua posizione e il suo ruolo in Europa, e per questo la sua risposta non si fece aspettare.

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D’altronde, fu a marzo che un’opera dell’artista fu al centro di una controversia legale che coinvolse la fazione opposta: quella del Leave. Infatti, l’installazione posta a Gateshead, nel Nord dell’Inghilterra e intitolata Angel of the North, venne utilizzata dal side anti-europeista come sfondo su cui proiettare la scritta: “Vote Leave Take Control” (Trad.: “Vota per l’uscita Prendi il controllo”), affibbiando all’artista una posizione che non gli era propria. Seguirono, chiaramente, azioni legali.

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La visuale di Angel of the North durante la proiezione anti-europeista. “Vote Leave / Take Control” “Votate ‘Leave’ / [Ri]prendete il controllo”

5. Damien Hirst. Artista di punta nel panorama inglese sin dalla fine degli anni ’90 come componente degli Young British Artists, Damien Hirst è divenuto celebre per le sue controverse opere, in cui animali in formaldeide vengono esposti al pubblico diventando una riflessione sul significato di vita e morte. Anch’egli non è mancato all’appello di coloro che si sono schierati a favore della permanenza dell’Inghilterra. E’ il desiderio di un’Europa unita che lo spinge a creare immagini in cui le sue famose farfalle sono disposte in modo tale da creare una sola parola: IN (in inglese, “dentro”). Il tutto accessibile sul suo account instagram (IG = @damienhirst) dove avrete modo di vederlo voi stessi.

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