Dai Yellow Gloves ai Triangoli Rosa: arte contro l’omofobia

Continua il percorso a tappe del progetto New York Memories. Dopo i guanti gialli che hanno riempito Venezia nella Giornata Mondiale contro l’Aids, tocca a Padova, tempestata di enormi manifesti.

Dell’iniziativa Giornata Mondiale contro l’Aids quando Tommaso Speretta, Andrea Goffo e Claudia Zini avevano riempito Venezia di guanti gialli e della scritta "our gloves don’t match indifference" per celebrare ACT UP, il collettivo di attivisti e artisti gay nato a New York nel 1987 in risposta alla crisi dell’Aids.

Adesso, la seconda tappa del progetto ha toccato Padova, dove sono apparsi dei cartelloni 6 metri per 3 con sfondo nero ed una sola scritta, rosa, sopra: "Il triangolo è ancora rosa". Il riferimento, è chiaro, è al simbolo con cui i nazisti identificavano le persone lgbt da deportare nei campo di sterminio, quel triangolo rosa diventato poi emblema dell’omocausto, tragedia nella tragedia del nazifascismo, e alle discriminazioni di cui sono ancora vittime gay, lesbiche e trans in tutto il mondo.

Gli undici artisti italiani e non che hanno aderito al progetto New York Memories hanno realizzato opere su cartelloni che resteranno per le strade di Padova fino al 16 gennaio per poi mettersi in viaggio verso Praga, dove arriveranno in autunno e parteciperanno all’evento WORDS/billboard a cura di Fondazione March e del festival TINA B di Praga. L’intenzione è quella di colpire i passanti, di trasmettere un messaggio che sia semplice e che resti impresso nella memoria. Si punta cioè, sulla comunicazione istantanea tramite cartelloni realizzati dai Tankboys, studio grafico di Lorenzo Mason e Marco Campardo di cui quello con la scritta "IL triangolo è ancora rosa" è il primo, mentre il secondo, sempre scritto in rosa su sfondo nero, recita "Fight back, fight’s back" (Troniamo a lottare, la lotta è tornata).

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"Lo scopo, come nel caso di Venezia, voleva essere quello di dare un contributo alla lotta all’omofobia, un’emergenza che in Italia è spesso ignorata ma dimostrata da 21 omicidi, 125 violenze e aggressioni e decine di atti vandalici e di bullismo di chiara matrice omofoba, registrati nell’ultimo anno – ha spiega Andrea Goffo – Questa manifestazione artistica se da un lato prosegue il racconto di una storia ancora poco conosciuta, dall’altro si presenta infatti come un piccolo ma significativo e concreto contributo alla lotta contro l’indifferenza".