Editoria: gli italiani e l’omosessualità

Nuova edizione riveduta e aggiornata di “Omosessuali moderni” a sei anni di distanza dalla prima edizione. Le Edizioni del Giano intanto propongono una collana curata da Massimo Consoli.

ROMA – Contro la barbarie dell’intolleranza che nasce dall’ignoranza c’è, da sempre, la doverosa arma della conoscenza. Prezioso in questo senso è il contributo dato da due noti sociologi come Marzio Barbagli e Asher Colombo che nel 2001 pubblicarono “Omosessuali moderni”, un’ampia ricerca condotta sull’italico mondo gay-lesbico e di cui è da poco uscita, pubblicata da Il Mulino, una seconda edizione rivista e aggiornata. Nel riportare i dati sulla valutazione sociale degli omosessuali (anche in coppia) emerge il dato della sempre maggiore accettazione di una realtà che diventa, di anno in anno, sempre meno ‘immorale’. Nel 1993, anno della prima indagine, a favore del riconoscimento giuridico per le coppie gay si diceva solo il 39% degli interpellati mentre nel 2006 la percentuale di coloro a favore è salita al 56%. Un’evoluzione del costume che non riguarda solo le nuove generazioni: infatti nel 1993 solo il 16% delle persone tra i 55 e i 64 anni approvava le unioni tra individui dello stesso sesso, percentuale salita oggi al 44%. Le maggiori ‘sacche’ di opposizione si registrano tra coloro che hanno la sola licenza elementare.

Intervistato recentemente sul quotidiano Il Manifesto il professor Barbagli su questo sostiene che «dovrebbe essere interesse della società riconoscere quella che è a tutti gli effetti una forma di integrazione e di aiuto agli individui» riconoscendo anche i legami omosessuali. «In un contesto – aggiunge il sociologo – nel quale gli eterosessuali fuggono dal matrimonio, che gli omosessuali decidano di sposarsi dovrebbe essere un comportamento da incoraggiare. Paradossalmente, la Chiesa dovrebbe sostenere che sta vincendo il suo sistema di valori. Ma ovviamente non può farlo per un motivo ben preciso.» Quale? «Il tabù del cattolicesimo nei confronti degli omosessuali è la pratica sessuale a fini non riproduttivi. Una morale sessuale che si è creata duemila anni fa, in una società in cui i tassi di mortalità erano molto alti e la fecondità un valore. Oggi, chiaramente non è più così: tant’è che la sessualità non riproduttiva è diffusa e accettata anche tra gli eterosessuali. Ciò non toglie che nella coppia sessuale la separazione tra sessualità e riproduttività è netta, e questo contrasta con l’etica sessuale della chiesa. Un’etica certamente statica.»

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Le Edizioni del Giano stanno invece dedicando alla cultura GLBT (gay, lesbica, bisessuale e transgender) un’intera collana, i “Padri Fondatori”. È un’iniziativa editoriale che già era stata avviata nel 2005 con la pubblicazione di “Nasce l’omosessualità – 1868”, che racconta degli albori del movimento glbt e che contiene una lettera di Kertbeny a Ulrich nella quale per la prima volta viene usata la parola omosessualità. La collana è curata e diretta da Massimo Consoli, nome del storico del movimento italiano, il cui prezioso e pluridecennale archivio è conservato presso l’Archivio di Stato. Negli altri titoli della collana Consoli propone ai lettori delle rarità quasi archeologiche come “L’amore omosessuale” scritto nel 1906 dal sociologo Edward Westermarck, “Omosessualità e vampirismo” , sui rapporti tra il “Dracula” di Bram Stoker e il racconto vampiresco di Karl Heinrich Ulrichs che fu scritto 13 anni prima, e infine “L’attivista militante Kurt Hiller”, biografia di uno dei più importanti personaggi del ‘900 e traduzione di un saggio sul problema della terminologia delle parole omosessuali. (Roberto Taddeucci)