EROTISMO GAY? PERCHE’ NO?

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Anche i grandi maestri del fumetto italiano hanno strizzato un occhio all'omoerotismo. Ecco le migliori tavole di Crepax, Manara e gli splendidi maschi di Serpieri.

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Recentemente le più importanti testate giornalistiche italiane (e non solo), hanno annunciato la scomparsa di Guido Crepax, uno dei più rappresentativi fumettisti del panorama erotico italiano. Attenzione: parliamo di erotismo e non di pornografia, e per quanto la differenza fra i due generi sia sottile è sempre meglio precisare che, mentre la pornografia è incentrata sul sesso, l’erotismo fa della sessualità un mezzo espressivo (non necessariamente finalizzato alla manipolazione genitale del pubblico).

In ogni caso, se da una parte il fumetto italiano può vantare una vasta produzione pornografica, è anche vero che il fumetto erotico nostrano può fregiarsi di autori conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Nomi come Crepax sono addirittura riusciti a ritagliarsi un posto di tutto rispetto nella cultura ufficiale, contribuendo a sdoganare il concetto stesso di “erotismo”, a patto che si tratti di erotismo nell’accezione più diffusa del termine, ovvero quella eterosessuale.

Il nostro paese non ha mai potuto fregiarsi di “maestri” dell’erotismo gay come Tom of Finland (clicca qui per l’articolo relativo con galleria), complice la mancanza di spazi e la mentalità tutto sommato bigotta che ha sempre influenzato la scena fumettistica italiana. Tuttavia è anche vero che gli autori erotici di casa nostra sono rimasti vittima della loro immagine, e quando hanno parlato di omosessualità o strizzato l’occhio all’omoerotismo sono passati sotto silenzio. Intendiamoci: nè Crepax nè altri hanno mai realizzato storie esplicitamente gay, ma erotismo gay e omosessualità hanno spesso fatto capolino nelle loro opere, e può essere interessante riscoprire questo loro lato così poco conosciuto…

Iniziamo proprio da Guido Crepax e dal suo personaggio più conosciuto: la disinibita fotografa Valentina, che nel corso degli anni (è “nata” nel 1965) ha fatto della libertà sessuale e delle fantasie erotiche il suo tratto distintivo. Nonostante le apparenze, però, questo personaggio non si è mai concesso a libidini gratuite o ad amplessi fini a se stessi, tantochè con la sua giovane amante lesbica Effi costruisce un complesso legame affettivo, ben lontano dalle morbosità sessuali che si è limitato a notare il pubblico eterosessuale (e nelle avventure di Valentina situazioni gay “al maschile” non sono comunque mancate).

Tuttavia Crepax ha parlato di erotismo gay anche in sue opere “minori”, come ad esempio Emmanuelle (1979), dove oltre che sulle esperienze lesbiche della protagonista, l’autore indugia sui desideri omosessuali che consuma il di lei compagno in Indocina…

Un altro autore erotico famosissimo è sicuramente Milo Manara, più popolare e “commerciale” di Crepax: anche se molti sarebbero pronti a giurare il contrario, nelle sue storie non sono mancate le parentesi omosessuali o omoerotiche. Giovani (efebici e non) e situazioni “omosessualmente piccanti” nei vari angoli del globo hanno fatto capolino nel lungo ciclo de “Le avventure di Giuseppe Bergman“, mentre in storie bellissime come “Tutto cominciò da un’estate indiana” e “El Gaucho” (realizzate su soggetto dell’autore di Corto Maltese, Hugo Pratt) le allusioni alle situazioni omosessuali consumate fra i vari personaggi non sfuggono a chi sa coglierle. Tra le altre cose, negli ultimi anni, Manara sta iniziando a superare il tabù del pene maschile, e nelle sue opere iniziano a comparire sensuali corpi maschili “attrezzati” di tutto punto.

Tuttavia, se ci fosse un premio per l’autore più “omoerotico suo malgrado”, forse spetterebbe a Paolo Eleuteri Serpieri, l’autore del fanta-horror Druuna (dal quale è stato tratto recentemente anche un videogioco). Purtroppo Serpieri non è molto famoso fuori dai “giri” fumettistici (dopotutto di Druuna sono usciti solo sette volumi in diciotto anni!), tuttavia i suoi corpi maschili, muscolosi e virili, sono quanto di più erotico (omosessualmente parlando) il fumetto italiano “etero” abbia mai prodotto. D’ altra parte Serpieri insegna nelle scuole d’arte, e le sue anatomie perfette e curatissime – i suoi glutei e i suoi “attributi” competono davvero con quelli dei più blasonati illustratori gay – sono il risultato di una preparazione non da poco: un vero peccato che un simile talento non operi su storie “gaie”…

D’ altra parte, è bene ribadirlo, se anche nel nostro paese ci fossero degli autori capaci di eguagliare Crapax, Manara o Serpieri in versione gay (e non è detto che non ci siano), sarebbe estremamente difficoltoso per loro trovare spazi dove pubblicare. L’unica speranza per loro sarebbe quella di trovare un editore abbastanza audace per investire sul genere e per promuoverlo. Anche se questa idea era pura fantascienza fino a poco tempo fa, pare che qualcosa si stia muovendo anche in questo senso.

Speriamo in bene.

di Valeriano Elfodiluce

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