Europride, perché esiste l’omofobia?

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Al Pride Park si alternano dibattiti, presentazioni di libri, proiezioni di film, mostre, incontri che permettono di trovare risposte ad alcune domande. Ad esempio: che c'entra il disgusto...

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L’Europride di Roma è un’occasione eccezionale per portare nel nostro paese idee e posizioni nuove che le chiusure italiche rendono poco accessibili. Nella bellissima location di Piazza Vittorio, al Pride Park, ogni sera si alternano dibattiti, presentazioni di libri, proiezioni di film, mostre, incontri, eventi che permettono di scambiare idee. Un contributo preziosissimo per aprire gli occhi su nuovi scenari. E anche per trovare risposte ad alcune domande che spesso molti omosessuali si saranno posti.

Ad esempio: perché gli omosessuali sono trattati di fatto come cittadini di serie B? Da dove ha origine l’omofobia? In questi anni in cui la bandiera della libertà viene sventolata da chiunque, appartenente a uno schieramento o al suo opposto, cosa impedisce di riconoscere ai cittadini omosessuali il diritto di vivere liberamente le proprie relazioni amorose? Chiunque abbia a cuore queste domande non dovrebbe perdersi venerdì 10 giugno, alle ore 17, il dibattito sul libro Disgusto e umanità. L’orientamento sessuale davanti alla legge di Martha C. Nussbaum (il Saggiatore, 248 pagine, 19,50 euro); oltre alla qualità del libro, di cui parleremo tra poco, vale la pena esserci anche per la qualità dei relatori invitati. Innanzitutto Vittorio Lingiardi e Nicla Vassallo (nella foto in alto), autori del saggio di apertura. Lingiardi (a lato)è uno psichiatra e

psicoanalista, insegna alla facoltà di Psicologia alla Sapienza di Roma ma è soprattutto un divulgatore e – verrebbe da dire – attivista: già nel suo libro Citizen Gay, pubblicato nel 2007 dal Saggiatore, aveva analizzato le origini della negazione di diritti alle persone e, in particolare, alle famiglie omosessuali, argomento che torna ad affrontare nel saggio introduttivo al libro della Nussbaum scritto con Nicla Vassallo. Lei, professoressa di filosofia all’Università di Genova, è particolarmente impegnata negli studi di genere e nella filosofia femminista, e nel 2009 ha curato per Codice edizioni il libro Donna m’apparve in cui analizzando e smantellando i luoghi comuni intorno al concetto di femminilità, se ne delinea una nuova definizione.

Accanto a Lingiardi e Vassallo, nella presentazione del 10 giugno ci saranno Stefano Rodotà, Paola Concia e Francesco Bilotta. Il primo, oltre ad essere stato un deputato dell’allora Pds e ad avere una carriera accademica tra le più importanti d’Italia, è una delle voci più attive nella promozione di una politica laica, di cui Paola Concia, nel suo attuale ruolo di unica parlamentare dichiaratamente omosessuale cerca di portare avanti tra mille difficoltà. Bilotta è ricercatore di Diritto privato presso l’Università di Udine, e ha contribuito alla nascita della Rete Lenford, l’associazione di legali nata per rispondere al bisogno di informazione sui diritti delle persone omosessuali nel nostro Paese. E che – per inciso – gestisce un proprio stand al Pride Park dove organizza ogni sera dalle ore 20 alle ore 21 delle conversazioni sui diritti delle persone LGBT.

Ma torniamo al libro di Martha Nussbaum (in foto), partendo dal titolo: Disgusto e umanità. Due parole che non si collegano immediatamente al tema del riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Eppure proprio il concetto di disgusto viene evocato da molti di coloro che si oppongono a questo riconoscimento. Un paio di esempi agghiaccianti vengono citati nel saggio di Lingiardi/Vassallo, come quello della deputata repubblicana del New Hampshire, Nancy Elliott, che nel dibattito sul matrimonio gay si fa guidare da una immagine: "Il pene di un uomo che si infila nel retto di un altro uomo e si rigira tra gli escrementi". Purtroppo simili atteggiamenti producono effetti pratici, come illustra la Nussbaum nel capitolo La politica del disgusto: pratica, teoria, storia. Mettere a confronto queste posizioni con quelle più vicine alla Politica dell’umanità che – secondo le parole dell’autrice – è "fondamentalmente, una politica di eguale rispetto" ci fa rendere conto di quanto possano essere crudeli i governi.

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Disgusto e umanità è un libro incentrato prevalentemente sulla situazione statunitense, fa riferimento alle leggi anti-sodomia, alla presenza gay nella cultura americana. Eppure può essere straordinariamente illuminante per i nostri politici, anche grazie al saggio introduttivo che contestualizza i concetti della Nussbaum alla situazione italiana.

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