Giornata Mondiale della Visibilità Bisessuale: sappiamo veramente cosa significa essere bisex?

Il 23 settembre è la giornata dei bisessuali. Una categoria spesso e volentieri ignorata, anche dalla comunità LGBT+.

Il 23 settembre è la Giornata Mondiale dell’orgoglio e della visibilità bisessuale.

Un’altra festa. L’ennesima. Perché i pride che affollano le strade delle maggiori città italiane ogni estate non bastano.

Se si parte con questa filosofia, si. Evidentemente i pride non bastano. Difatti, sulla bisessualità si sa davvero molto poco, anche tra la comunità LGBT+ stessa. Ed è necessario quindi dedicare a quella B della nostra sigla una giornata tutta per lei. Per far sapere a tutti che esistono anche le persone bisex. 

Non ci vuole molto per vedere come molte persone associano la bisessualità a un concetto del tutto sbagliato. Da chi pensa sia solo una fase, a chi vede un bisex come una persona a cui va bene tutto, fino a pensare che sia solo un modo per evitare di definirsi omosessuali. Nulla di più sbagliato. La bisessualità è un orientamento sessuale che viene solitamente nascosto, non trattato o ignorato. Come per i pride di provincia che puntano a dare visibilità alla comunità LGBT+ anche fuori dalle grandi città, la giornata del 23 settembre vuole far conoscere cos’è realmente la bisessualità. 

Le 3 convinzioni principali (e sbagliate) su una persona bisessuale

Sono in particolare tre i punti da sfatare. I tre stereotipi che si fatica a eliminare. Il primo è quello che vede la bisessualità come un modo per non ammettere di essere gay o lesbica. Del tipo “Ok, provo attrazione anche per le persone dello stesso sesso, ma non sono proprio gay“. Come se si volesse intendere “c’è sempre speranza“. Forse si, alcuni “sfruttano” la bisessualità per non ammettere prima di tutto a sé stessi di essere omosessuali. Ma non è corretto sostenere che la bisessualità sia solo un modo per nascondere quello che si è, per tenersi aperte due strade, per darsi il tempo di capire a quale genere si è interessati.

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I bisessuali non devono gettare nessuna maschera. Sono bisex, esistono, e basta.

Il secondo punto da sfatare è quando si pensa sia solo una fase. Non si tratta di una persona confusa. Non sta sperimentando. E’ semplicemente una parte di sé, non si è scelto di essere bisessuale, come un etero non ha scelto di essere tale. Una persona bisex è attratta fisicamente e/o sentimentalmente da una persona. Il genere passa in secondo piano. Non per questo significa che ci sono dei requisiti da soddisfare, un elenco da spuntare appena si incontra qualcuno di interessante.

E il terzo? Quello più negativo. Ovvero che i bisessuali siano promiscui, infedeli, amanti dei rapporti a tre. Nulla di tutto questo. Non è che una persona che prova attrazione per entrambi i generi abbia un partner diverso ogni giorno, tantomeno che tradisca il partner per andare con altri. La propensione a tradire, a non avere partner fissi o a portare avanti una relazione è identica in tutti gli orientamenti sessuali. Bisessualità compresa.

Quindi il 23 settembre è una data importante?

Se ancora non ne siete convinti, si. Il 23 settembre è una data importante per le persone bisessuali, perché hanno la possibilità di scendere in piazza, proprio come a un pride, e dire “esistiamo anche noi“.

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Questa giornata intende far capire che la bisessualità non è fase di transizione, attraverso la quale tutti passano. L’essere bisessuale è un fatto naturale. Basta farsene una ragione.

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