GIULIETTA È UNA LESBICA

di

Tra commedia e tragedia, Ann-Marie Macdonald gioca sulla confusione dei ruoli delle eroine sheaksperiane, mentre Christophe Honore indaga amore e morte tra adolescenti.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1448 0

Ann-Marie Macdonald
Buonanotte Desdemona (buongiorno Giulietta)
Edizioni Reading Theatre
128 pagine, 10 euro

Cosa accadrebbe se una sconosciuta piombasse a Cipro per sventare i piani diabolici di Iago e restituisse a Otello la fiducia nella sua bella compagna? E che fine farebbe l’amore tra Giulietta e Romeo se qualcuno svelasse la loro relazione segreta prima di ogni spargimento di sangue donando pace e serenità alle famiglie Capuleti e Montecchi? Basta poco per trasformare due delle più famose tragedie del bardo in esilarati commedie piene di colpi di scena ed erotismo omosessuale. Perché se l’autrice è una delle scrittrici canadesi femministe più radicali, lesbica dichiarata e autrice di programmi TV di successo, è chiaro che gli ingredienti non possono che essere confusione sessuale, divertimento ma anche misteriosa ricerca di se stessi. Ann-Marie Macdonald, 46enne di Toronto, si accosta al teatro come attrice negli anni ’70 e ’80, nelle compagnie di sperimentazione canadesi che usano processi di scrittura collettiva; lavora anche con la televisione e il cinema e nel 1988 arriva al successo come autrice proprio con “Buonanotte Desdemona (buongiorno Giulietta)”. La protagonista Costanza Ledbelly sta portando a termine la sua tesi di dottorato presso la Regia Università Queen’s in cui cerca di dimostrare, decifrando un oscuro manoscritto, che all’origine del plot delle due tragedie shakespeariane ci sarebbero commedie scritte molto tempo prima. Ma proprio quando la sua ricerca sembra destinata a fallire, l’imbranatissima Costanza si ritrova magicamente nel luogo dell’azione: prima a Cipro dove convince Otello della fedeltà di Desdemona, salvo poi trovarsi a fronteggiare il carattere battagliero di questa, e poi a Verona dove Giulietta, stanca del maritino Romeo, si innamorerà di lei perdutamente. Nel testo della Macdonald compaiono anche stralci o semplici battute delle opere di Shakespeare che danno alla lettura una piacevole complessità, arricchita anche dai tanti riferimenti alchemici. Il testo è stato messo in scena molte volte, con successo; in una delle ultime edizioni la stessa autrice ha partecipato come attrice nel ruolo della protagonista. La lettura del copione, però, dà l’impressione di essere molto più intrigante di qualsiasi messa in scena: permette di gustare appieno la molteplicità di livelli che costruiscono la drammaturgia, a partire da quello più evidente legato alla comicità, ma anche altri più sottili che affrontano il tema dell’identità femminile e del ruolo sessuale. Nel testo, infatti, la Macdonald propone una visione delle eroine shakespeariane ribaltata, presentandole come donne fortemente capaci di autodeterminazione, per niente succubi dei loro compagni che anzi si perdono facilmente davanti alle avversità. Insomma “Buonanotte Desdemano (buongiorno Giulietta)” è sicuramente un bel libro da leggere, chissà se è altrettanto efficace in teatro.
Christophe Honoré
La dolcezza
Edizioni Playground
120 pagine, 10 euro
Steven ha undici anni quando il suo coetaneo Jeremy, con cui vive una passionale storia d’amore durante una vacanza in colonia, lo rende complice di un delitto la cui efferatezza
continua in seconda pagina…^d
Christophe Honoré
La dolcezza
Edizioni Playground
120 pagine, 10 euro

Steven ha undici anni quando il suo coetaneo Jeremy, con cui vive una passionale storia d’amore durante una vacanza in colonia, lo rende complice di un delitto la cui efferatezza sconfina nello splatter. Ma non è tanto la crudeltà di quanto ha visto e compiuto che rende Steven bisognoso di cure per molti anni, mentre Jeremy è rinchiuso in prigione: è l’amore per colui al quale ha sacrificato la propria innocenza e dal quale non riesce a staccarsi che lo costringe a rivivere mille volte, anche nella casa di cura in cui si è rifugiato, i fatti di quella drammatica notte. Ad accompagnarlo a distanza in questo percorso di riscoperta, c’è il fratello Baptiste: anche tra loro due c’è un amore che sembra a tratti travalicare i confini del rapporto familiare e Baptiste, che ha una relazione con la direttrice della colonia nella quale è avvenuto il delitto, usa tutte le sue armi per riscattare il fratello riscoprendo la verità. Così Christophe Honoré, francese di 36 anni, autore di libri per l’infanzia, regista e commediografo, costruisce in questo romanzo un giallo a più voci dove vari personaggi rispecchiano nel delitto in cui in un modo o nell’altro sono stati coinvolti le angosce relative alla propria vita e, soprattutto, alla morte. Sarebbe forse semplicistico parlare di unione tra amore e morte, ma in realtà Honoré usa l’età dei protagonisti per addentrarsi nella scoperta della drammaticità delle relazioni: la prima adolescenza è il tempo del contatto con la caducità della vita, l’età in cui l’essere umano prova i primi sgomenti che condizioneranno poi il suo sviluppo successivo. I personaggi di “La dolcezza” non abbandonano questo stato neanche nell’età adulta, ed è questo il loro potere: lottano per mantenere viva la ricerca della verità, rispetto al delitto avvenuto nella colonia come rispetto a se stessi, e sono disposti a rinunciare ad avere una vita “normale”, come quella inseguita invece dai genitori di Steven e Baptiste che riescono ad affrontare l’efferatezza di quanto accaduto con la freddezza del vero borghese. Un romanzo avvincente e denso, ricco di voci (splendido il capitolo in cui la madre della vittima parla con il figlio morto) e che chiama in causa molte delle domande che “normalmente” si accantonano.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Libri.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...