HIV infoPASS-dal divieto alla conoscenza

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A Roma una manifestazione fino al 1 dicembre per ricordare le vittime del virus e mettere in guardia tutti gli altri. Libri, costumi, quadri, film e una gigantesca...

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La mia generazione, quella che ha cominciato a frequentare l’ambiente tra la fine degli anni Ottanta e i primi dei Novanta, ricorda cos’era la paura dell’Aids, come lo si percepiva. Le generazioni precedenti non hanno nemmeno bisogno di ricordarlo perché sono state segnate per sempre, negli affetti più profondi. Eppure la soglia di attenzione si è abbassata e, se questo avviene, tanto vale provarci anche con fantasia e creatività, come nel caso della grande installazione di un modello del virus HIV installato nella Capitale in mezzo a piazza del Biscione.

E poi, sempre nel cuore di Roma, a due passi da Campo de’ Fiori, la Cappella Orsini sarà teatro di mostre e convegni di questo “HIV info PASS – dal divieto alla conoscenza”, progetto della Regione Lazio (chissà se la giunta precedente lo avrebbe promosso), che prende il via in questi giorni durante la Settimana della Moda: sugli abiti creati dagli studenti dell’Accademia di Costume e Moda saranno incisi testi e slogan a tema.

I dati
Il virus non è stato sconfitto: l’allarmante dato di fatto italiano mostra una crescita dei sieropositivi (stimati tra 110.000 e 130.000), dovuto principalmente ai rapporti sessuali. Per quanto identificato con la popolazione omosessuale – e dai soliti imbecilli nazicattolici additato come punizione divina inflitta ai sodomiti – l’AIDS è uscito dal ghetto “froci e drogati” per diffondersi soprattutto tra gli insospettabili, uomini maturi che si ostinano a non usare precauzioni e soprattutto giovanissimi che si illudono sia un problema del tutto superato.
Le terapie attuali cronicizzano la malattia, ne attenuano gli effetti devastanti, permettono di progettare a lunga scadenza, ma non bisogna per questo trascurare la prevenzione. E, visto che per ogni singolo assistito la Sanità spende tra i 15 e i 20 mila euro l’anno, il denaro investito per la manifestazione, oltre che avere una giustificazione didattica e artistica, può considerarsi una scommessa, un tentativo paradossale di risparmiare alla distanza.

La mostra e i costumi

La mostra mescola opere di artisti contemporanei e informazioni scientifiche, ma è anche un modo per ricordare chi la malattia ha sottratto al mondo della cultura. Aprono la rassegna Sue Tilley, amica e biografa di Leigh Bowery, e le opere delle più disparate correnti artistiche contemporanee, da Franco a Ferroni, da Bielli a Jachia. E poi, appunto, la toccante ‘Una generazione perduta’, selezione di alcuni costumi ideati da Mauro Pagano, otto installazioni per evocare le opere dei grandi fotografi Herb Ritts e Robert Mapplethorpe e ricordi di vario genere di grandi artisti che hanno usato il proprio corpo come veicolo di comunicazione: da Copì a Klaus Nomi, da Leigh Bowery a Freddy Mercury fino a Rudolf Nureyev.

I libri
Da settembre prenderà il via una rassegna letteraria curata da Elio Pecora e dedicata ai più grandi autori scomparsi a causa dell’HIV.

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I libri
Da settembre prenderà il via una rassegna letteraria curata da Elio Pecora e dedicata ai più grandi autori scomparsi a causa dell’HIV. Relazioni e sentimenti che riguardano più da vicino la comunità omosessuale italiana e non, con letture di Tondelli e Bellezza, Arenas e Gennaro, gli ultimi scritti di Michel Foucault e Isaac Asimov. Le “testimonianze” esemplari di Brett Shapiro, che ha dedicato il suo romanzo “L’intruso” al rapporto con il compagno giornalista Giovanni Forti, e di Hervè Hubert, che ha esorcizzato la propria morte trasformandola in un vero e proprio esercizio letterario.

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I film

Per estendersi poi anche al di fuori della Cappella, dal pittoresco Passetto del Biscione – sorta di mini galleria che collega la zona di Campo de’ Fiori a Via di Grottapinta – dove a settembre saranno esposte le delicate illustrazioni della francese Niki de Saint Phalle, fino alla prima Festa del cinema di Roma di Ottobre, che proporrà una rassegna di film dedicati all’argomento. Ad occuparsene sarà Vieri Razzini, critico acuto di quando la Rai era ancora la Rai (a lui dovevamo i film in lingua originale su Raitre) e distributore con il marchio della Teodora di molti piccoli film sull’omosessualità. La rassegna si divide in film esplicitamente sul tema e altri interpretati o diretti da future vittime del virus, come Rock Hudson, Anthony Perkins, il Brad Davis di Querelle, Tony Richardson, Derek Jarman.

I quadri
Per chiudere con “Continuare a vivere”, esposizione collettiva di novembre di grandi artisti contemporanei uccisi dal virus (ma anche di giovani artisti viventi di tutto il mondo), e con le opere di Keith Haring, Felix Gonzales Torres, Franco Angeli e altri che si sono confrontati, nei loro ultimi anni di vita, con il tema della morte fisica e dell’eternità dell’arte.

HIV info PASS” è a cura di Roberto Lucifero, direttore artistico Cappella Orsini, mentre fanno parte del comitato promotore Fabio Canino, Roberto Cappucci, Alessandro Cecchi Paone e Jonathan Doria Pamphilj.

Dal 14 luglio 2006 fino al 1° dicembre 2006
Centro Culturale Cappella Orsini
Via Grottapinta 21 – Roma
tel. 06 6877965 / 6896277

HIV info pass

clicca qui per visitare il sito della Cappella Orsini

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di Flavio Mazzini

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