I DICO SECONDO KONIG

La tormentata unione civile tra Conrad e Paul, i due personaggi feticcio del genio del fumetto Ralf Konig, raccontati nel nuovo libro dell’autore: Lo sposo baci la sposa.

Il termine DiCo, che fino a poche settimane fa non era che un verbo, è ora sulla bocca di tutti. Probabilmente sono pochi i termini che si sono diffusi nel linguaggio italiano così in fretta, segno che evidentemente questa parola riguarda una casistica più comune e numerosa di quanto non si credesse. A prescindere dall’evoluzione dei DiCo, ora più che mai incerta data la crisi di governo, è da notare come questo argomento abbia rappresentato l’ennesima occasione per parlare di come il resto dell’Europa ha affrontato certe problematiche. O meglio: per l’ennesima volta il nostro paese ha dimostrato che, quando c’è di mezzo l’Europa, si tende sempre a dire tutto e il contrario di tutto, e invece di proporla come un riferimento concreto se ne è parlato per confondere ulteriormente le acque. In particolare per quando riguarda la situazione delle unioni omosessuali. Tutti i gay si vogliono sposare come in Spagna? Aspirano solo ai PACS francesi? Vogliono una civil-partnership come in Gran Bretagna? Vogliono adottare i bambini come in Olanda? Che differenza c’è fra queste unioni e un matrimonio civile?

Tutte domande legittime che, tanto per cambiare, non sono state rivolte ai diretti interessati (che, in tanta confusione, probabilmente sono stati i primi a non avere le idee chiare). D’altra parte nessuno sembra capire che il punto nodale non è cosa vogliono “i gay”, ma le alternative che “i gay” possono avere.

Che differenze ci sono fra un gay italiano e uno spagnolo, olandese, inglese o francese? Semplice: il primo non potrebbe mai scegliere di legalizzare la sua convivenza (e men che meno la sua unione) e di avere il trattamento proprio di una coppia legalmente riconosciuta, con tutti i diritti e i doveri del caso. Tutto il resto viene dopo. Una coppia gay (convivente o meno) può anche non essere minimamente interessata a legalizzare alcunchè, ma teoricamente dovrebbe essere una sua scelta e non l’unica possibilità che gli si prospetta. D’altra parte si tende a dimenticare che questi “gay” sono prima di tutto individui, e la tipologia dei loro rapporti di coppia è praticamente infinita.

In questo senso stupisce quanto può essere illuminante l’ultimo libro a fumetti di Ralf Konig pubblicato in Italia: Lo sposo baci la sposa. Il titolo si richiama alla formula – simile a quella matrimoniale – con cui si conclude l’atto della Eingetragene Lebenspartnerschaft, ovvero la convivenza registrata tedesca, che è il tema di questa lunga avventura dei due personaggi feticcio di Ralf Konig: il posato Conrad e l’assatanato Paul.

Conrad, dopo anni di convivenza, una sera di maggio decide di festeggiare il quindicesimo anniversario della sua relazione con Paul proponendogli di registrare la loro unione al municipio di Colonia, la città in cui abitano. Il loro rapporto di coppia non è esattamente l’ideale di un romanzo rosa confetto: vivono insieme e si vogliono bene, ma Paul è perennemente ingrifato e non può fare a meno di avere un’attivissima vita sessuale a prescindere da Conrad, che da parte sua ben tollera l’idea di una coppia aperta, visto che secondo lui il sesso e l’amore sono due cose diverse.

Nonostante tutto Paul accetta la proposta e…

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Nonostante tutto Paul accetta la proposta e, anche se non si tratta di un matrimonio vero e proprio, i preparativi e tutto quello che ci ruota attorno sono altrettanto stressanti (fedi nuziali comprese). Bisogna avvisare i genitori e i parenti, ad esempio: da una parte i parenti borghesi e snob di Conrad, dall’altra i familiari proletari e un po’ gretti di Paul. Le mamme in particolare, come in ogni matrimonio che si rispetti, sono quelle che si danno più da fare per rendere le cose più complicate. In special modo la mamma di Paul vuole obbligare il figlio a cogliere l’occasione per accattivarsi le simpatie della ricca nonna paterna Tilla, facendogli simulare un classico matrimonio eterosessuale. Per fortuna di Paul l’arzilla vecchiarda non è facile da abbindolare, tanto che – dopo aver rivelato al nipote che aveva intuito la sua omosessualità fin dall’infanzia – è ben felice di offrirgli il viaggio di nozze (alla faccia degli opportunismi del resto del parentado).

La cerimonia è fissata a settembre, ma è davvero possibile che nel giro di quattro mesi non capitino imprevisti? Ovviamente no, soprattutto se sono rappresentati da uno stallone arabo di 19 anni con cui Paul inizia – quasi per caso – ad avere una storia di sesso. Il ragazzo in questione, di nome Gochan, sostiene di essere eterosessuale, ma da quando ha conosciuto Paul – chissà come mai – non riesce più a fare a meno delle sue prestazioni sessuali. Ovviamente Gochan non sa che Paul sta per “sposarsi”, e ovviamente quest’ultimo non pensa nemmeno lontanamente a informarlo della cosa, visto che il ragazzo – oltre a non essere esattamente un intellettuale – sembra anche abbastanza manesco, possessivo e notevolmente omofobo.

Conrad, da parte sua, coglie l’occasione per chiarire con la sua ex-ragazza storica Brigitte (alla quale vuole chiedere di essere la sua testimone alla cerimonia) le origini della sua relazione con Paul, mentre fa le prove generali assistendo alla Eingetragene Lebenspartnerschaft di Ruth e Elke, due sue amiche lesbiche con dei genitori decisamente conservatori.

Apparentemente tutto procede come dovrebbe, ma gli eventi subiscono una brusca virata quando il cellulare di Paul finisce casualmente nelle mani di Gochan, che leggendo il campionario di sms che contiene va su tutte le furie (anche perchè li ha letti anche sua sorella) e si precipita a casa di Conrad e Paul proprio nel fatidico giorno della registrazione in municipio…Cosa succederà a questo punto? I due convoleranno ancora a nozze (sempre ammesso che sopravvivano alla furia vendicatrice di Gochan)?

Senza svelare troppo del finale bisogna riconoscere che anche questa volta, seppur col filtro della sua particolare ironia, Ralf Konig è riuscito a descrivere in maniera disincantata e realistica il mondo gay dall’interno e senza compromessi. Ovviamente Conrad e Paul sono solo una delle tante coppie gay possibili, ma proprio la loro particolarità può dimostrare come può essere varia e sfaccettata una comunità gay che troppo spesso viene ridotta ai minimi termini. Il problema, perlomeno dalle nostre parti, è che la tendenza a ridurre tutto ai minimi termini non si applica solo nel caso dei DiCo, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Abbiamo parlato di:
Titolo: “Lo sposo baci la sposa”
Editore: Kappa Edizioni
Costo: 13,00 €
Reperibile in libreria e in fumetteria.

di Valeriano Elfodiluce