I MISTERI DI JOE PHILLIPS

di

"The House of Morecock" è diventato un piccolo cult a livello internazionale. Il suo autore, Joe Phillips, ci racconta un nuovo tipo di approccio alla sessualità gay.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1917 0

Questa rubrica è stata la prima in Italia ad occuparsi di Joe Phillips e dei suoi lavori. Sono trascorsi ormai cinque anni da quando parlammo per la prima volta di questo autore e di come proponeva un nuovo modo di intendere i fumetti e le illustrazioni a tema gay. In realtà, però, era comparso su queste pagine in occasione del debutto di “The House of Morecock”, il suo video animato interamente realizzato in flash (che, per chi non lo sapesse, è un programma che consente di animare in maniera molto modesta dei disegni precedentemente scannerizzati). Quella recensione evidentemente colpì non poco buona parte del pubblico italiano, perchè non appena il video fu disponibile anche da noi andò subito a ruba. In seguito questa rubrica è stata la prima a intervistare lo stesso Joe Phillips in esclusiva per l’Italia e forse è anche un po’ merito nostro se fra i gay italiani del nuovo millennio la popolarità di questo autore inizia a rivaleggiare con quella di mostri sacri come Tom of Finland.

In ogni caso “The House of Morecock” è diventato un piccolo cult a livello internazionale, il che ha spinto anche l’editore Bruno Gmunder a pubblicare in lussuosi volumi patinati il meglio che Joe Phillips aveva prodotto per il florido mercato delle riviste gay americane. In questo modo i suoi fumetti e le sue illustrazioni, sempre solari e ricche di un colorato erotismo soft, sono diventate presto un portabandiera del gay-life-style di questi ultimi anni.

L’autore, dal canto suo, si sta rivelando decisamente abile nell’amministrazione del suo successo, e a differenza di molti dei suoi colleghi presenti e passati la sua produzione non sembra volersi arrestare, puntando verso obbiettivi sempre più ambiziosi e tentanto strade sempre diverse. Oltre ad essere molto richiesto per contribuire con i suoi disegni a campagne pubblicitarie di ogni genere (ovviamente rivolte prettamene al pubblico omosessuale), Joe Phillips continua a proporre nuovi tipi di gadgets con i suoi disegni (dai sottobicchieri ai cuscini), e negli ultimi anni non ha scordato “The House of Morecock”, il progetto che più di tutti ha contribuito a renderlo popolare. Infatti alla fine dello scorso hanno ha pubblicato il secondo e ultimo volume che raccoglie in forma cartacea le avventure di Jonas Morecock.

Per chi ancora non conoscesse “The House of Morecock” e il suo biondo protagonista, questa potrebbe essere una buona occasione per rimediare, mentre per chi si è divertito a vedere il video può rappresentare un atto di collezionismo dovuto (anche perchè nei due volumi cartacei sono presenti tre episodi che non compaiono nella versione animata).

In entrambi i casi vale la pena ricordare che Jonas Morecock altri non è che l’arrapatissimo e compiacente proprietario di una vecchia casa in stile film horror (il maniero Morecock), dal quale spesso partono le sue avventure a base di sesso più o meno sfrenato con ogni sorta di inquietante e paurosa creatura. Licantropi, vampiri, alieni, fantasmi e quant’altro sembrano essere inspiegabilmente attirati (ed eccitati) da questo insaziabile ragazzotto dall’aria apparentemente innocente. Inutile dire che per Jonas ogni occasione è buona per appagare le sue libidini e quelle degli esseri più o meno mostruosi (ma sempre avvenenti e di sesso maschile), che gli ronzano attorno.

Lo stile di questi fumetti è palesemente ripreso da quello del video (le immagini utilizzate sono in buona parte le stesse che poi sono state animate), e quindi il tratto è estremamente semplificato e sintetico (contrastando non poco con lo stile raffinato e molto elaborato delle illustrazioni che Joe Phillips sa realizzare). In ogni caso il risultato è nel complesso funzionale e divertente.

Qual’è il segreto del successo dei fumetti e delle animazioni aventi per protagonista Jonas Morecock?

Continua in seconda pagina^d

Qual’è il segreto del successo dei fumetti e delle animazioni aventi per protagonista Jonas Morecock? Probabilmente la chiave di questo piccolo fenomeno è tutto da ricercare in un nuovo tipo di approccio alla sessualità gay. Dopo decenni in cui il sesso gay è stato rappresentato da fumetti con atmosfere cupe, morbose e spesso violente, Joe Phillips ha presentato un sesso colorato, solare e rilassato. Inoltre l’autore non ha voluto emulare per l’ennesima volta gli illustratori gay del passato, ma si è piuttosto ispirato al fumetto americano contemporaneo e ai manga (tanto che ritrae i suoi personaggi anche in versione manga-deformed, in simpatici e spiritosi intermezzi del tutto impensabili nei fumetti gay di alcuni anni fa). Probabilmente questi fumetti attirano buona parte delle nuove generazioni di gay, che hanno un rapporto meno conflittuale e travagliato con la loro sessualità, e che proprio nello stile di Joe Phillips riescono a ritrovarsi. D’altra parte è evidente che Joe Phillips è il primo a credere nel messaggio che vuole lanciare, e invece di crogiolarsi nel suo invidiabile successo preferisce investire il suo tempo (e il suo denaro) sperimentando nuove soluzioni multimediali per rilanciarlo. Probabilmente se qualcuno avesse dato un simile annuncio anche solo pochi anni fa sarebbe stato preso per matto, eppure oggi si tratta di una realtà: Joe Phillips ha ideato e prodotto il primo cartone animato gay in 3D!

Guarda una storia
d'amore Viennese.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...