Il corpo diventa una tela negli scatti di Gabriel Gastelum

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Modelli usati come tele da dipingere nell’opera fotografica dell’americano Gabriel Gastelum. Ma anche una coppia di fidanzati ritratti nella quotidianità: “Non importa chi ami, l’amore è lo stesso”.

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Il corpo umano? È una tela da dipingere. Lo sostiene il fotografo americano Gabriel Gastelum che nel suo nuovo esperimento artistico ha preso un modello del calibro estetico di Parker Hurley e l’ha letteralmente trasformato in un quadro umano, una sorta di Pollock deambulante. Ovvero gli ha fornito della vernice dai colori al neon (rosso, nero e marrone) fotografandolo mentre Parker dipingeva se stesso in base all’estro del momento.

“La caratteristica dei miei scatti ‘dipinti’ è che non hanno una vera direzione – spiega Gastelum -. Lascio alla persona ritratta la possibilità di scegliere la direzione che desidera. Ognuno ha occhi, idee e visioni differenti. Ho lavorato con Parker precedentemente. Ce l’avevo davanti in mutande da supereroe, saltellava intorno giocando ai videogames e leggendo fumetti. Il suo appartamento era colmo di incredibili opere d’arte. Così ero molto eccitato nel vedere dove portassero i suoi scatti ‘dipinti’. Anche l’artista dentro di lui era eccitato”.

Il progetto ha preso il nome provvisorio di “Kitsune-Tsuki”, termine folkloristico giapponese che significa “possessione di un essere umano da parte dello spirito di una volpe”. Questa scelta è dovuta al risultato un po’ folle, poiché secondo la cultura nipponica lo spirito della volpe che entra in un uomo porta la pazzia, al punto che i posseduti spesso corrono nudi nelle strade, urlando a squarciagola.

L’idea nasce in realtà un anno fa, quando Gastelum contattò i modelli Colby Melvin e Cory Frederick per il photoshoot ‘Splatter’ commissionato da una nota marca svizzera di abbigliamento intimo maschile. Indossando unicamente underwear di questo sponsor, i due modelli dovevano dipingersi il corpo reciprocamente con vernici verdi, rosa e argento metallizzato “come se fossero tornati all’asilo a giocare”, come ha spiegato loro il fotografo. Il progetto ha dato vita a una serie di scatti buffi e vitali, e Gastelum ne è rimasto assai soddisfatto spiegando che “la coppia si è parecchio divertita”.

Ma il lavoro di questo interessante fotografo nato in Arizona con studi all’Università di Washington a Seattle e attualmente di stanza a Los Angeles, comprende anche lavori più tradizionali sempre di ambito queer: nella raffinata serie “Draped” ritrae il modello Benjamin Godfre velato solo da un telo nero mentre in “Colby & Brandon: un fidanzamento” riprende la quotidianità nella casa di una coppia di neofidanzati mentre si mettono la cravatta, si osservano allo specchio, si abbracciano innamorati. “Ho lavorato molto con questi due ragazzi – racconta Gastelum. – E sono diventati miei grandi amici. Nessuna sorgente di luce originale, nessuna rivista o pubblicazione online, nessun concept. Non questa volta. Solo amore. Colby e Brandon stanno combattendo duro per il loro amore. Non dovrebbe essere così. È difficile amarsi quando ci sono molte persone ignoranti là fuori che non accettano ciò che sei. Non importa chi ami. Alla fine l’amore è lo stesso”.

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