Il mito di Marlene Dietrich rivive in teatro

Quince è un Actor Queen, metà attore e metà drag. Non la interpreta, lui È Marlene. Persino i mitici Pierre e Gilles hanno voluto fotografarla. E dopo i successi parigini adesso è in scena a Milano

Milano – Debutto sold out alla prima milanese di Quince Marlene D. The Legend al Teatro Franco Parenti, dove resterà in scena fino al 18 aprile. L’autore, nonché interprete e regista Riccardo Castagnari fa rivivere sul palco un personaggio che è andato oltre il mito: Marlene Dietrich. Spettacolo intelligente, divertente, che fa sognare, grazie anche all’accompagnamento musicale di Andrea Calvani al pianoforte, nei panni di un giovanissimo Burth Bacarach. Basta socchiudere appena gli occhi e, grazie anche alla luce dei riflettori, sembra davvero di avere davanti la Dietrich in persona. E, manco a dirlo, moltissimi sono i gay tra il pubblico.

Siamo spesso abituati alle parodie dei personaggi, fatti da drag queen più o meno brave. Castagnari ha inventato un nuovo genere, quello dell’ Actor Queen, un attore che veste i panni di un personaggio femminile senza farne la caricatura, ribattezzandosi con il nome di Quince (metà regina -queen- e metà principe -prince-). L’arte, l’ironia e il professionismo di Quince sono gli autentici motori di questo spettacolo che sta ovunque riscuotendo un grande successo: otto mesi di repliche in due stagioni, una tournée in lingua spagnola a Città del Messico, un autentico trionfo con due mesi di repliche in francese a Parigi

«Marlene è un mio mito – ci confessa Quince/Riccardo Castagnari – sin da quando ragazzino ne rimasi folgorato quando vidi in televisione il film La taverna dei sette peccati. Sono, sin da allora, un maniacale collezionista e posseggo tutto ciò che la riguarda, l’ho sempre avuta per casa e per me è un po’ come interpretare una zia. Purtroppo quando è venuta in Italia, alla Bussola di Focette, nei primi anni ’70 ero troppo piccolo e non ho quindi mai potuto fare l’incontro fatale dal vivo».  È a Parigi che Quince ha avuto la prova di aver perfettamente ricalcato la personalità della Dietrich: «Una sera – racconta – è venuto in camerino a complimentarsi un vecchio regista che conosceva Marlene molto da vicino, mi ha fatto moltissimo effetto e piacere». Ed sempre a Parigi che Pierre e Gilles, dopo aver assistito allo spettacolo, sono andati in camerino a conoscere Quince e a proporgli di posare per loro. Grazie anche all’opera di questi due miti assoluti della cultura gay, e non solo, Quince/Marlene entra così di diritto a far parte della ristretta cerchia delle icone.

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di Francesco Belais