Il sesso esplicitamente naïf di Xavier

Ospitata a Milano la personale dell’artista francese Xavier Giquel. Eroticamente disinibite e artisticamente barocche, le tavole hanno potuto essere ammirate senza censure.

Ultimamente si sta parlando molto di "arte gay", per via della mostra milanese che è stata annullata fra mille polemiche. E’ incredibile come si possa parlare tanto di una mostra che di fatto non c’è stata, mentre si ignorano del tutto le mostre che sono state allestite senza problemi, per giunta nella stessa città. E’ stato questo il caso della mostra personale di Xavier Gicquel, che ha tenuto banco per tutto il mese di giugno presso la galleria della libreria Babele di Milano. Ovviamente si è trattato di una mostra più modesta e meno pretenziosa di quella tanto pavoneggiata in questi giorni, tuttavia non ha subito alcuna censura nonostante i suoi alti contenuti erotici, confermando per l’ennesima volta che la storica libreria milanese è una delle poche "zone franche" per l’arte omoerotica in Italia. Ma chi è Xavier Gicquel?

L’artista parigino è nato nel 1965, e dopo essere stato illustratore di moda per Nina Ricci e Pierre Balmain si è specializzato, dal 1997,

in illustrazioni omoerotiche, lavorando per varie riviste francesi e non (Honcho, Illico, Plan K, Projet X, ecc). La prima cosa che balza agli occhi, soprattutto vedendo i suoi disegni dal vivo, è il loro grande formato e l’uso certosino dei pastelli, una tecnica decisamente insolita nel mondo dell’illustrazione gay. La seconda cosa che non si può fare ameno di notare è la cura quasi barocca dei dettagli, che conferiscono un’impronta decisamente personale ad ogni sua opera. I disinibiti maschi di Xavier sono tutti estremamente virili, muscolosi e spesso villosi, e hanno ben poco a che spartire con la bellezza patinata e quasi plastificata di un certo immaginario gay.

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Ammiccanti, sprezzanti e iperdotati, molte volte vengono ritratti

mentre appagano le loro libidini in maniera lussuriosa, mettendo in bella vista il loro sfintere dilatato, i loro tatuaggi e la loro voglia di godere del proprio corpo. Lo stile semplice, quasi ingenuo, dell’artista non fa altro che mettere in risalto le situazioni in cui si cimentano i suoi soggetti, conferendo ai suoi lavori un fascino molto particolare. A quanti si fossero persi la mostra di Xavier a Milano ricordiamo che l’editore Gmunder gli ha dedicato un libro – dal titolo "Rough N’Queeny" – che raccoglie i suoi lavori e offre una panoramica abbastanza esauriente della sua arte, decisamente naif e al tempo stesso estremamente provocante. L’altra mostra milanese, così blasonata, è stata annullata per molto meno e questo offre diversi spunti di riflessione.

Un’opera d’arte è solo una rappresentazione della realtà, e a conti fatti rimane pur sempre un insieme di colori stesi su carta (o altra superficie). Se questi colori emozionano, eccitano o disturbano

allora si può dire che l’opera d’arte ha raggiunto il suo scopo. Generalmente l’arte viene censurata proprio laddove si vuole impedire alle persone di provare emozioni intense e "scomode", facendole riflettere su ciò che le turba, per paura che questo possa minare l’ordine costituito e i rapporti di potere (spesso ingiusti) che ne derivano. Meditate, gente, meditate… 

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Il sito di Xavier è http://www.xaviergicquel.com/

Abbiamo parlato di: 

Titolo: "ROUGH N’QUEENY" 

Autore: Xavier Gicquel Editore: Bruno Gmunder Costo: 24,00 € Reperibile nelle librerie gay e nei migliori bookshop online.

di Valeriano Elfodiluce