Il (triste) ritorno di Kerry Kross

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Nel week end clou dell'edizione 2011 di Lucca Comics & Games, bisogna registrare la mancanza di novità a tema lgbt, tranne che per la ristampa delle avventure di...

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Proprio in questi giorni si tiene Lucca Comics & Games, la più grande manifestazione fumettistica italiana, nonchè vera e propria cartina di tornasole per la situazione del fumetto in Italia. Anche quest’anno, però, le novità e le iniziative a tema lgbt di produzione italiana saranno praticamente nulle, in controtendenza rispetto a quanto accade nel resto del mondo. Infatti nelle maggiori fiere fumettistiche del mondo non solo trovano sempre più spazio iniziative e conferenze dedicate al fumetto lgbt, ma le novità e i personaggi lgbt sono in costante aumento a tutti i livelli. A riprova del fatto che la situazione di questo genere di fumetto in Italia è in una fase di stallo, può essere interessante notare che l’unica «novità» italiana a tema lgbt arrivata in edicola, da due anni a questa parte, è la ristampa dei migliori episodi di Kerry Kross.

Infatti la Max Bunker Press ha appena deciso di riproporre i dodici migliori episodi della serie dedicata alla prima investigatrice privata lesbica Made in Italy (conclusasi ufficialmente nel 2002 e proseguita con vari speciali) in quattro corpose raccolte che escono in contemporanea in tutte le edicole. Per chi non lo sapesse Kerry Kross è un’ex agente dell’FBI di Los Angeles, decisamente risoluta e impulsiva. Ben nota per il suo grilletto facile, non ha mai fatto mistero delle sue preferenze sessuali ed ha sempre avuto una certa difficoltà a moderare le sue libidini, anche se questo l’ha messa nei guai diverse volte. Ad esempio allacciando una relazione con la moglie di un suo superiore, che per vendicarsi le ha fatto rischiare la vita di proposito. Più recentemente è arrivata persino a rapire la sua ex ragazza Melania nel giorno del suo secondo matrimonio per convincerla a tornare con lei.

Inoltre questo personaggio ha sempre proposto un’idea di omosessualità decisamente retrò e approssimativa, cosa che, a distanza di quasi vent’anni dalla prima pubblicazione di queste storie, si fa sentire ancora di più. Infatti se l’idea di un fumetto dedicato ad un’investigatrice privata lesbica di Los Angeles può offrire un’infinità di spunti interessanti, è anche vero che bisogna sapere esattamente di cosa si sta parlando per non incorrere in tutti quegli scivoloni stilistici che hanno rappresentato la caratteristica principale di Kerry Kross fin dagli esordi. Infatti, anche se Kerry Kross vive a Los Angeles, che è una delle aree urbane del mondo con la più alta concentrazione di cittadini omosessuali, le sue storie potrebbero essere tranquillamente ambientate in un qualsiasi paesino della provincia italiana.

Nel senso che Kerry Kross è una lesbica dichiarata tutta d’un pezzo, ma a quanto pare è l’unica lesbica in circolazione e non trova niente di meglio da fare che avere relazioni semi clandestine con donne sposate o divorziate, poliziotte complessate e criminali psicotiche, o magari con ragazzine curiose. Inoltre, quando ha voglia di affogare i suoi dispiaceri, si guarda bene dal frequentare un qualsiasi locale lesbico, preferendo andare a fare casino in qualche squallido nightclub per etero, magari dopo essersi gustata una torta al limone cosparsa di cocaina! E questa è solo la punta dell’iceberg: basti pensare che nella Los Angeles totalmente inverosimile in cui vive Kerry Kross non ci si imbatte mai in gay, da soli o magari in coppia, nemmeno per sbaglio e nemmeno come elemento sullo sfondo di qualche vignetta. Ovviamente non esiste nemmeno per scherzo che Kerry Kross si imbatta in una Pride Parade, in un quartiere gay, in un’associazione lgbt o in un qualsiasi accenno di comunità gay e lesbica.

Inoltre lesbiche davvero mascoline non ne compaiono mai, anche se in compenso non mancano le scene un po’ voyeuristiche a misura di maschio etero. Magari le intenzioni dello sceneggiatore Luciano Secchi, nome storico del fumetto italiano, erano buone, ma indubbiamente il fatto che sia nato nel 1939 non aiuta, e d’altra parte è evidente che non ha mai avuto contatti diretti con la comunità lgbt o con la realtà omosessuale di Los Angeles. Quel che è certo è che chi avesse il suo primo approccio col mondo lgbt leggendo queste storie ne avrebbe una visione molto distorta, e sicuramente anacronistica. Il punto è che, volenti o nolenti, questi per ora sono gli unici fumetti italiani a tema che arrivano nelle nostre edicole e persino nella grande distribuzione, ipermercati e autogrill compresi, ed è qualcosa su cui bisognerebbe riflettere seriamente.

di Valeriano Elfodiluce

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