ISTANTANEE DI DEPRAVAZIONE

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E' in scena a Milano "Polaroid molto esplicite", dello scandaloso Mark Ravenhill: masturbazioni dal vivo, sesso gay, meschinità. La lotta di una generazione per sopravvivere.

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MILANO – Mark Ravenhill appartiene a una generazione di drammaturghi teatrali che sfugge alle definizioni; battezza con maestrìa tecniche diverse, raccontando il senso della negatività confrontata con gli aspetti reali nell’incedere della vita umana. Insieme a Sarah Kane, viene a buona ragione ritenuto uno degli scrittori teatrali più prolifico della drammaturgia inglese: capace di scrivere testi “rivoluzionari”; spaccati di una modernità sopita nei desideri e nel riscatto, con uno scollamento continuo tra azione, piaceri e la fine la liberazione che spesso è l’epilogo. Lo stile lo apparenta, senza enfasi, ai grandi classici della seconda metà del secolo passato, pur nella sua verde età.
Ravenhill ha debuttato nel 1995, con il monologo “Fist“, messo in scena per raccogliere fondi da destinare alla ricerca contro l’aids. L’anno appresso presenta al Royal Court Theatre di Londra, “Shopping & Fucking“, ed è subito successo. Il testo viene prodotto e tradotto in tutti i teatri del nostro universo. Scrive poi: “Faust is dead”; “Sleeping Around”; “Handbag” a cui viene assegnato il prestigioso riconoscimento “Evening Standard Award”, e nel 1999 mette in scena “Some Polaroid explicit” (“Polaroid molto esplicite”) in scena ora a Milano al Teatro Dell’Elfo, fino al 22 giugno.

Capace di raccontare le catastrofi umane in forma di catarsi, Ravenhill principe e rappresentante dei “nuovi arrabbiati”, ci pone costantemente in contrasto con un universo che ha smesso di lottare, adeguando i propri desideri alle meschinità umane. “Polaroid molto esplicite“, è un plot di 11 istantanee. Nick, il personaggio della “ouverture” scenica, ex terrorista, dopo alcuni anni trascorsi in galera per tentato omicidio, deve affrontare il suo mondo d’origine che ritrova appiattito. Il suo spirito combattivo non riesce a trovare riferimenti in un mondo stanco di battagliare. Il tragico e vieto scontro tra generazioni, dove gli adolescenti spacciano per comprarsi la PlayStation e il termine “fascista” o “lotte proletarie” sembrano aver perso ogni significato, fa desiderare a Nick una soluzione emotiva alla sua rabbia.
Helen, la sua ex fidanzata, candidata laburista cerca di adeguarsi ai modelli politici, sostituendo il “tutto e subito” al pragmatismo e al compromesso. Jonathan, la mancata vittima di Nick, ha sete di vendetta e nutre nostalgia per l’odio di classe. I protagonisti della rivolta studentesca entrano in rotta di collisione con i più giovani. Eccoli: Nadia, Tim e Victor, con i loro linguaggi vuoti e privi di comunicazione. Lei è una ragazza votata alla new age ma incapace di ribellarsi alle botte dell’amante. Tim è un gay, malato di aids, che ha conosciuto Victor, go-go boy russo, attraverso internet. Per loro ogni stimolo o desiderio va assecondato nell’immediato: un edonismo fumoso che si scontra con la malattia di Tim che rifiuta le cure. Dinanzi all’epilogo della vita, i tre giovani, riuniti, iniziano un confronto sui sentimenti e si interrogano sulla propria felicità.

Non è un caso che, nel gioco bislacco dei sentimenti che circolano in questa opera di Ravenhill, non è una luccicante “Nikon nera” a cliccare ricordi e persone sulla luccicante pellicola, ma una più spartana Polaroid, capace di sequenzialità immediata: se il risultato desiderato non risponde ai propri desideri, lo scatto può essere cestinato e passare, in un tempo breve, ad una nuova inquadratura. E’ la vita veloce che ci costringe a rinnovamenti veloci e se qualcosa o qualcuno non trova spazi nei nostri desideri, si passa a nuove esperienze, o si finisce per rovinare quelli esistenti. Il disagio sociale mischiato alla turbolenza dei personaggi, in questo lavoro è più crudo, più famelico del celebrato “Shopping & Fucking“: una storia estrema di giovani londinesi dove il denaro e la compravendita di carne umana è capace di celebrare l’innamoramento tra il prostituto e il suo “padrone” in un corollario disperato, tra spaccio e consumo di ecstasy, tradimenti e percezioni di voluttà.
Ravenhill, cerca e usa lo scandalo e lo fa portandolo alla provocazione, perché possa essere percepito, ricordato oltre la rappresentazione. Chi rappresentano quegli uomini che praticano l’onanismo sulla scena? Quali puritanesimi sconvolge mentre le valutazioni interiori fanno proprie quelle forme di autoerotismo e le confrontano con tutti i nostri desideri non dichiarati? Omosessualità, comunismi, ragazzi disperati e difficili, il potere che logora ogni iniziazione di rivalsa o contestazione, stritolandola con le stesse armi del potere.
Ottima la regia di Elio De Capitani e il lavoro dei protagonisti Giancarlo Previati, Cristina Crippa, Cristian Maria Gaiammarini, Marian Remi, Filippo Timi, calati nella parte con una loro identità simile a quella svolta nell’opera di Ravenhill. In queste settimane, Milano, celebra con enfasi cosmopolita, molte iniziative a tematica omosessuale. Oltre Ravenhill, è in corso il Festival del Cinema GayLesbico associato a feste al “Plastic”, in via Sammartini, al G Lounge, Billy, Hollywood, richiamando l’eterogeneo pubblico modaiolo della città. Mentre il bravo Antonio Latella che è riuscito a stregare le platee europee, porta all’Out Off, via G. Duprè, “Stretta Sorveglianza“, il capolavoro di Genet, con Annibale Pavone, Matteo Caccia, Marco Foschi, Rosario Tedesco. Un ritorno, questo, con questi giovani protagonisti che si rivelano dei veri talenti.
Teatro dell’Elfo
Via Ciro Menotti 11, 20129 Milano
tel. 02/716791 – fax 02/70123851
POLAROID MOLTO ESPLICITE
di Mark Ravenhill
traduzione di Enrico Luttmann
regia di Elio De Capitani
scene e costumi di Carlo Sala
luci di Nando Frigerio
suono di Renato Rinaldi
con
Elio De Capitani – Jonathan
Cristina Crippa – Helen
Giancarlo Previati – Nick
Cristian Maria Giammarini – Tim
Marina Remi – Nadia
Filippo Timi – Victor
una produzione Teatridithalia
feriali ore 20.45 – domenica ore 16.00 – lunedì 2 giugno replica ore 20.45
riposi: domenica 1, lunedì 9 e 16 giugno
info 02.716791 e 02.26681166 dalle 11.30 alle 20.00 http://www.teatridithalia.org/

di Mario Cirrito

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