KIZUNA FUMETTO GAY

di

Passioni tra uomini giapponesi tradotte in italiano

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Era da circa un anno che ne era stata annunciata la traduzione in italiano, e dopo false partenze, cambi di editore e peripezie varie, seppur con un ritardo che ha superato ogni aspettativa, finalmente Kizuna è giunto fra noi (e, potere delle concidenze, è stato messo in commercio negli stessi giorni del Pride milanese). In effetti non è il primo shonen ai pubblicato in Italia (questo primato spetta a "New York New York" di Marimo Ragawa), e non è neppure una novità in senso assoluto (la versione animata era in commercio già da qualche anno), tuttavia è il primo che arriva dopo che in Italia sono esplosi la mania dei manga in generale e l’interesse nei confronti dei manga a tematica gay, e sarà molto interessante seguire i futuri sviluppi della situazione.

L’edizione curata dalla Kappa Edizioni è praticamente identica a quella dei volumetti giapponesi, con l’aggiunta di alcune pagine di recensioni e segnalazioni di materiale a tematica gay (dai CD di "Queer as folk" ai fumetti di Ralph König – se vuoi saperne di più su questo autore clicca qui), e la periodicità bimestrale consentirà di raggiungere nel giro di un anno la produzione nipponica.

Il tratto arioso di Kazuma Kodaka (ancora un po’ acerbo in questo primo volume), inizia da subito a narrarci le vicissitudini di Ranmaru Samejima, un giovane campione di kendo dall’aria seria e determinata, e di Kei Enjouji, l’allegro ed esuberante figlio illegittimo di un boss della yakuza (la mafia giapponese), che riesce a sedurlo, a farne il suo ragazzo e ad iniziare una convivenza con lui. Purtroppo Ranmaru rimane vittima di un attentato indirizzato a Kei, e la sua salute e la sua carriera vengono definitivamente compromesse: questo finirà per rendere più saldo il legame fra i due, fino a quando non entra in gioco Kai Sagano, il fratellastro minore di Kei. Kai, che ora ha deciso di entrare nella vita del fratellastro, nutre da tempo una cocente passione nei confronti di Ranmaru, e per questo suo padre lo caccia di casa: con grande disappunto di Kei, Kai verrà a stare proprio nell’appartamento che divide col suo ragazzo.

I problemi, però, non sono finiti: Ranmaru desta anche l’interesse di un suo professore universitario, che lo droga per poterne abusare, ma fortunatamente l’arrivo di Kai salva la situazione giusto in tempo… Anche se poi quest’ultimo non può fare a meno di approfittare a sua volta di un Ranmaru sovraeccitato dalle droghe! Dopo aver avuto un inevitabile scontro col fratello, Kai organizza una spedizione punitiva contro il professore, e solo l’intervento di Kei impedisce che si trasformi in tragedia: nondimeno quest’ultimo troverà anche il tempo di "consolare calorosamente" il proprio ragazzo, reduce da questa brutta esperienza… Poco dopo si presenta, alla porta di Ranmaru e Kei, Masanori Araki un aitante malavitoso incaricato di riportare a casa Kai (al quale, peraltro è legato da un profondo affetto che promette di diventare presto qualcosa di più)…

La storia sembra intrigante, e nonostante i momenti drammatici Kizuna può definirsi una commedia, incentrata sui sentimenti e sulle passioni (anche sessuali) dei vari protagonisti. Tuttavia può essere definito un fumetto "gay" in senso stretto? La definizione stessa di shonen ai implica autrici femminili che si rivolgono ad un pubblico prettamente femminile, utilizzando i temi omoerotici come canale privilegiato per descrivere storie d’amore e passione, ma mantenendo un tono relativamente "astratto".

Non di rado sono gli stessi personaggi a dire che non sono gay, in quanto il loro trasporto non è focalizzato sui maschi in generale, ma su un unico "oggetto del desiderio" che rappresenta il loro ideale. Una teoria vorrebbe addirittura che gli shonen ai "usino" i rapporti gay in quanto, non essendo questi vincolati da "spinte riproduttive", sarebbero l’ideale per rappresentare i sentimenti e le passioni allo stato puro, il che spiegherebbe il loro successo presso il pubblico femminile (che trova così una risposta all’atavica domanda: "il mio ragazzo mi amerebbe anche se non fossi donna?").

Kizuna è sicuramente uno shonen ai riuscito (anche se certi "salti narrativi" sono un po’ difficili da seguire), ma come tale va considerato: chi, dopo questa lunga attesa, pensasse di avere di fronte una nuova icona gay probabilmente verrà deluso, in quanto non è con questi propositi che è stato concepito.

Resta il fatto che la sua pubblicazione è un passo avanti per la legittimazione dell’immaginario omoerotico nel nostro paese, nonchè una piccola conquista per quel che riguarda la libertà d’espressione in generale… E non è poco.

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