L’AMORE GAY AI TEMPI DEL LICEO

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Due 19enni si incontrano e si innamorano. La passione è forte. Decidono di iniziare una vita insieme. Poi, la crisi. Ecco "Angeli da un'ala soltanto" bel romanzo di...

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Di amore si può morire, soprattutto a 18 anni. E se non si muore, si sopravvive appena. La love story tra Checco e Lele che Sciltian Gastaldi racconta nel suo primo romanzo, Angeli da un’ala soltanto, edito da Pequod (254 pagine, 16 euro), si chiude così, con una morte dell’animo di chi è incapace di rinunciare ad amare.
Sciltian Gastaldi è un giovane giornalista e scrittore romano: attivo all’interno del Circolo Mario Mieli e nella redazione della sua rivista Aut, collabora con molte testate nazionali come free-lance, e ha già pubblicato con Lindau il saggio Fuori i rossi da Hollywood! Il maccartismo e il cinema americano. I lettori più attenti lo ricorderanno per l’amabile racconto A Family inserito nella raccolta Men on Men 3 edita da Mondadori, in cui riferisce le peripezie di due uomini sposati in Canada con due figli. Nel racconto, la famiglia si è appena trasferita in Italia dove affronta le perplessità di una società poco avvezza a trattare con due babbi…
Un vero romanzo d’amore

In Angeli da un’ala soltanto, Gastaldi compone un vero e proprio romanzo d’amore – naturalmente amore gay – che si rafforza per le sue ambientazioni. Roma, facendo da sfondo a quasi tutta la narrazione, ne emerge con la forza dei suoi scorci romantici e l’atmosfera dei paesaggi. E poi Berlino e Bologna completano il quadro, anche se l’efficacia delle immagini della Città Eterna risulta ineguagliabile. Altro ingrediente fondamentale è l’età dei protagonisti: Checco e Lele sono due adolescenti all’ultimo anno di liceo, e la veemenza dei loro sentimenti non può prescindere da questo dato. Non lo ignora nemmeno la scrittura di Gastaldi che, soprattutto nella prima parte del romanzo, segue un linguaggio più vicino al modo d’esprimersi acerbo e creativo dei giovanissimi.
Il libro si apre con il primo appuntamento tra i due protagonisti che si sono contattati in chat. Mentre aspetta Emanuele detto Lele, Francesco o “Checco”, io narrante nel romanzo, è combattuto tra il timore del primo confronto dal vivo e l’ansia di deluderlo. Ma basta che i due ragazzi si guardino negli occhi per la prima volta perché tutto si trasformi nel più classico dei colpi di fulmine.
I due passeranno tutto il pomeriggio a parlarsi fitto fitto, e così anche il pomeriggio successivo e quello dopo ancora. Giorni e giorni di confidenze fino al fatidico primo bacio e da lì al primo rapporto d’amore. Una storia travolgente che fa sentire e dire ad entrambi le frasi più romantiche e dense di passione. I due ragazzi si divertono a scoprire insieme gli angoli più insoliti e preziosi di Roma per consumare le loro irrefrenabili intimità, mentre si scrutano a fondo a vicenda lasciando emergere gli aspetti meno esplorati dei propri caratteri.
Insomma, la prima parte del libro sembra il racconto della nascita di una favola d’amore, ma non è difficile immaginare che presto sorgeranno delle difficoltà. E quelle più forti si avranno dall’ambiente familiare di Francesco; il suo coming out con il padre sarà decisamente problematico, tanto da mettere addirittura a repentaglio la storia d’amore.
“L’ho scritto nel 1998”Angeli da un’ala soltanto è stato pubblicato da Pequod solo pochi giorni fa, ed è già giunto alla seconda edizione. La prima stesura del romanzo però è stata terminata nel 1998 e Sciltian Gastaldi non nega di aver tratto spunti significativi dalla propria storia personale. Tuttavia il lungo periodo di gestazione precedente alla definitiva pubblicazione gli ha dato modo di rimodellare la storia più volte. Così i personaggi si sono svincolati dal dato autobiografico e hanno preso vita propria, e allo stesso tempo il linguaggio utilizzato dallo stesso Gastaldi ha subito le varie evoluzioni. «”Angeli” – spiega l’autore – ha avuto molti problemi per la sua prima parte, scritta scientemente con uno stile un po’ ingenuo e sognatore, in quanto è un racconto in prima persona di un ragazzino di 19 anni che ti mette al corrente di due anni della sua vita. Man mano che gli accadono delle cose, lui cresce, cambia e cambia punto di vista sul mondo, così cambia anche lo stile narrativo e linguistico con cui ti racconta le sue cose. Fino a oggi, le 26 case che lo hanno rifiutato mi hanno quindi detto: “bel libro, però quella prima parte proprio non va, è troppo infantile”, concentrando invece le lodi sulla seconda parte, scritta con uno stile molto più maturo e, se vuoi, letterario».
Il risultato è un libro avvincente, quasi lo stereotipo della storia d’amore giovanile, densa di slanci sentimentali e di grandi progetti di vita. Il ritratto impietoso di Checco e della sua passione per Lele risulta addirittura imbarazzante in alcuni casi, mentre mette a nudo la disperata completezza con cui un giovane si può donare all’oggetto del suo amore. In questo il finale, che l’autore stesso considera “un gioiello”, ci lascia tuttavia perplessi: sembra infatti voler ancora una volta insistere su un lacerante dolore interiore esposto senza alcun ritegno e in cui il sentimento della dignità è ormai sottomesso alla disperazione di un amore non più corrisposto. Insomma, se un appunto si dovesse fare alla scrittura di Sciltian Gastaldi sarebbe quello di non aver voluto misurare i sentimenti descritti: ma d’altra parte quale peso utilizzare per bilanciare con parsimonia il primo totalizzante amore tra due adolescenti?
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