L’eros incompreso di Harry Bush

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Disegnava negli anni '50 quelli che adesso sono modelli dell'erotismo gay, ma non conobbe il successo che altri, meno bravi, ebbero. Storia di un gay, ex militare, vittima...

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Sempre più spesso si parla di cultura gay, un po’ meno spesso si spiega di cosa si tratta. Fra i tanti significati che si possono dare a questa definizione rientra anche la conoscenza dei personaggi che hanno significato qualcosa per la comunità gay o che hanno contribuito ad arricchirla in qualche modo. E’ questo il caso di Harry Bush (1925-1994). Ovviamente non stiamo parlando del presidente degli Stati Uniti, ma di un suo omonimo molto meno celebre e assai più sfortunato. Andiamo con ordine: negli anni ’60 i gay americani si raccoglievano attorno a riviste di culturismo straripanti di foto più o meno arrapanti. Il culturismo è stato per anni l’alibi preferito per quanti volevano raggiungere il target omosessuale senza rischiare problemi legali. 

Queste riviste ospitavano anche vari illustratori, e una in particolare

– ‘Physique Pictorial’ – ne aveva lanciati alcuni destinati a una brillante carriera, primo fra tutti Tom of Finland. Tuttavia sono in pochi a ricordare che all’epoca i lavori di Tom of Finland spesso passavano in secondo piano quando venivano confrontati con quelli di Harry Bush. I due artisti avevano uno stile diversissimo e difficile da paragonare, ma Bush aveva dalla sua un dinamismo e una freschezza che l’illustre collega non avrebbe mai eguagliato. I disegni di Bush, inoltre, avevano uno stile estremamente moderno e ricercato, provocante e ingenuo al tempo stesso, e i suoi ragazzi palestrati e sorridenti anticipavano di decenni l’immaginario gay dei nostri giorni. Ironia e lussuria, bravi ragazzi e peni a dir poco esuberanti, il tutto amalgamato da un’incredibile maestria nel tratteggio e nella resa tridimensionale delle masse muscolari. 

Disegni pregni di un erotismo ottimista e gioioso, raffinato e ricco di

una sottile ironia. A questo punto qualcuno si chiederà perchè Tom of Finland lo conoscono tutti, mentre Harry Bush è praticamente sconosciuto. La risposta è molto semplice: Tom of Finland ha usato le riviste degli anni ’60 come trampolino di lancio per i decenni successivi, mentre Harry Bush no. Intendiamoci: i suoi disegni sono comparsi sporadicamente anche su alcune riviste negli anni ’70 e ’80, ma senza continuità. Perchè? La triste realtà è che dietro a quei disegni tanto vitali, solari e allegri, si nascondeva un’esistenza di tutt’altro genere. Harry Bush era entrato giovanissimo nell’esercito, adeguandosi alla mentalità militare del periodo con tutto il suo carico di omofobia, per poi uscirne da quarantenne con tutta una serie di problemi relazionali e di salute (non ultimo un enfisema polmonare). 

A quel punto aveva tentato la carta delle illustrazioni gay, ma queste innescavano in lui una serie di paure più o meno legittime. Se

l’esercito avesse saputo che era un illustratore gay gli avrebbe tolto la pensione e gli aiuti economici? E cosa avrebbero detto i suoi conoscenti, che ignoravano questo lato di lui? Col tempo Harry Bush iniziò a vivere in maniera sempre più ritirata, "come un’ostrica nel suo guscio" avrebbe detto uno dei suoi pochi amici di penna gay. In un certo senso Harry Bush è rimasto vittima della sua stessa omofobia, ed è un vero peccato. Oggi quasi tutto quello che ha pubblicato, compresi i suoi fumetti e molti bellissimi schizzi inediti, sono stati raccolti in un volume che celebra la sua arte, ma forse il suo lascito più prezioso è un invito a riflettere sul senso che vogliamo dare alla nostra vita e al suo potenziale.

Abbiamo parlato di:

Titolo: "Hard Boys"

Autore: Harry Bush

Editore: Green Candy Press

Costo: $ 35

Reperibile nelle librerie internazionali e nelle migliori librerie gay.

di Valeriano Elfodiluce

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