L’INOPPORTUNO TEATRO DI COPI

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Prosegue a Bologna il Festival che ripercorre l'opera drammaturgica dello scandaloso autore argentino scomparso quasi venti anni fa. Da sabato, "Eva Peron" nell'allestimento francese.

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BOLOGNA – Scandalo e ironia. Pudore e dolore. Il teatro di Copi è giustamente definito “inopportuno” nel titolo dato al festival “COPIsteria” che si svolge a Bologna a Teatri di Vita (Via Emilia Ponente 485; info: 051.566330; www.teatridivita.it). E che prosegue il 25 e 26 marzo con la prima nazionale di Eva Peron nell’allestimento del regista francese Marcial Di Fonzo Bo, considerato oggi il più importante interprete dell’universo di Copi.
Artista poliedrico e originale, all’anagrafe Raul Damonte, Copi fu disegnatore, scrittore, drammaturgo e attore. Oggi, a quasi venti anni dalla sua morte, i suoi testi teatrali, svincolati dalle sue stesse interpretazioni, mostrano sempre più la loro ricchezza di stimoli per registi e attori giovani, che anziché scimmiottare la recitazione di Raul Damonte puntano all’interpretazione delle sue parole all’interno di un contesto contemporaneo. Così rivivono i personaggi di Copi, la loro surreale isteria, il loro ironico modo di affrontare il dolore e l’emarginazione, come nelle famose strisce di fumetti della “Donna Seduta”, che in Italia furono pubblicate da Linus.
Il Festival “COPIsteria. Il teatro inopportuno di Copi” vuole indagare questo mondo…
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Il Festival “COPIsteria. Il teatro inopportuno di Copi” vuole indagare questo mondo attraverso quattro lavori teatrali (tre spettacoli italiani firmati da Andrea Adriatico e dalla coppia Annalisa Bianco-Virginio Liberti, e uno di Marcial Di Fonzo Bo) più una giornata di studi sul teatro di Copi in collaborazione con l’Alliance Francaise di Bologna.
Dopo L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi andato in scena per la regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti, il 25 e 26 marzo è in programma lo spettacolo Eva Peron che indaga nel territorio più oscuro della drammaturgia di Copi, dove l’umorismo e il riso si confondono con il pudore e il dolore. Una pièce di straordinario impatto spettacolare che presenta per la prima volta al pubblico italiano l’arte di Marcial Di Fonzo Bo.
Dall’1 al 9 aprile debutterà Le quattro gemelle con la regia di Andrea Adriatico, con Francesca Ballico, Rossella Dassu, Francesca Mazza, Carlotta Miti: un perfetto congegno a orologeria, un carillon grottesco per far danzare insieme la morte, la violenza, l’avidità rapace del potere e del denaro, senza dimenticare la droga. Un noir delirante, una corsa a perdifiato verso il non senso, un caleidoscopio di trovate e risate. Interprete dell’esilarante vaudeville noir di Copi è un poker di attrici lanciate nei perfidi sotterfugi di una trama mozzafiato.
Mentre dal 2 al 10 maggio andrà in scena Il frigo di Copi, regia di Andrea Adriatico, con Eva Robin’s, il 3 aprile è previsto il Convegno Internazionale dal titolo Il teatro inopportuno di Copi presso l’Alliance Francaise di Bologna, in Via De’ Marchi 4. Si tratta del primo convegno di studi mai realizzato sull’opera teatrale di Copi, al quale parteciperanno Franco Quadri, Marco Pustianaz, René de Ceccatty, Sandro Avanzo, Paola Bristot, Xavier-Laurent Salvador, Stefano Casi, Luca Scarlini, Massimo Marino. Il convegno è organizzato da Teatri di Vita in collaborazione con Alliance Française, Centre Culturel Français di Milano, Provincia di Bologna, Sezione Francesistica del Dipartimento di Lingue dell’Università di Bologna, e con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Salotto culturale.

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