L’ultima onda: memoria, resistenza e omosessualità

Il romanzo L’Ultima onda del lago richiama alla memoria le follie nazi-fasciste e racconta Sebastiano, un omosessuale eroe della resistenza. Una grande prova per l’esordiente Stefano Paolo Giussani.

La Giornata della memoria, che commemora le vittime di nazismo e fascismo, è anche di Anna, Sebastiano, Valerio e Davide, i protagonisti in fuga del sorprendente romanzo fresco di stampa L’ultima onda del lago (ed. Bellavite, 12 €).

Sotto un cielo plumbeo incontriamo Anna Levi, il fratellino, il piccolo Davide, sordo-cieco, e Sebastiano, che  si è visto strappare dai fascisti il compagno “di appartamento, di stanza, di vita” Ervé, con il fiato cortissimo, sui Monti Lariani, nel comasco, braccati dai micidiali rastrellamenti nazisti. Poco lontano Valerio, “barba immatura” dall’alto dei suoi sedici anni, “un piccolo uomo solitario perso tra le nuvole” sta studiando, insieme ad un anziano la costruzione un sottomarino che gli consentirebbe di attraversare di nascosto il lago di Lugano e alimentare il mercato nero.

L’intreccio del loro destini è cesellato da Stefano Paolo Giussani, in una storia carica di poesia e che richiama alla memoria una Milano piegata dalle bombe, tra polenta e “profumo di caldarroste”, nelle cartolerie del centro, negli androni delle case di ringhiera e nelle bocciofile o, giù, giù, inghiottiti in fretta dai pozzi neri dei rifugi antiaerei.  “Pippo”, soprannome con cui erano apostrofati gli aerei che compivano incursioni solitarie è in cielo pronto a liberare il suo carico di morte. E in quei pochi chilometri che separano Milano dalla Svizzera, si gioca il destino dei protagonisti, eroi della resistenza in fuga da oppressione e morte e pronti al sacrificio pur di riconquistare quella libertà mutilata dal regime e dagli orrori della guerra.

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La scrittura sontuosa e insieme semplice, a tratti quasi scolastica, ricostruisce una memoria collettiva di cui abbiamo ancora forte urgenza e tratteggiata, con immagini che hanno la lucentezza di flash fotografici, il travaglio eroico dei protagonisti senza lasciare alcuno spazio per inutile compatimento o, ancor più facili, piagnistei romanzeschi da cui i narratori esordienti sovente si lasciano sedurre.

In L’ultima onda del lago azioni e pensieri si susseguono senza lasciare respiro al lettore e raccontano una limpida (e cruda) avventura  di resistenza costruita su piccole azioni che mutano radicalmente il destino dei protagonisti e liberano grandi emozioni. Così un  soldato tedesco finge di non vedere il piccolo Davide nascosto in un mucchio di figlie o un vecchio falegname decide di inseguire il sogno improbabile del giovane Valerio o, ancora, un  soldato intravisto da Sebastiano in una balera “per soli uomini” offre informazioni sulla scomparsa di Ervé scegliendo, idealmente, la Resistenza. E la banalità del bene e del male fiorisce su queste pagine che finalmente ricordano a tutti che anche gli omosessuali sono stati tra le vittime di nazismo e fascismo e hanno partecipato attivamente alla Resistenza versando il loro sangue all’altare della Libertà di tutti.

E ne è genuina testimonianza proprio l’amore dilaniato dal Fascismo tra Sebastiano e Ervé che trova narrazione nei ricordi e nelle emozioni di Anna. Dall’imbarazzo iniziale della giovane, veicolato dalle chiacchiere della gente e dalla condanna della Torah per l’omosessualità, fino alla consapevolezza finale che “una coppia era una coppia a prescindere dal sesso, dalla religione e da quello che pensava la gente”. E’ questo un pensiero semplice semplice, quasi scolastico, ma ancora molto lontano dall’universo ideale dei troppi oppressori di (ieri e) oggi.

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L’ultima onda del lago è una storia carica  ritmo e suggestioni e si legge tutto d’un fiato. Il lettore dopo poche righe si trova immerso nel ’44, fianco fianco ad Anna e Sebatiano sotto le bombe, oppure sfiora le mani del piccolo Davide per comunicare con lui o fugge su per i boschi, verso il confine inseguendo “una vita che sembra essere scappata”. La prosa cinematografica richiama efficacemente a suoni, odori, sapori e abbracci ruvidi come possono esserlo quelli tra uomini. Ma è un viaggio nella memoria o è solo una emozionante fiaba contemporanea?

Anna, Sebastiano, Ervè e tutti gli altri, portavano forse altri nomi e altre storie sulle spalle nella Milano del ’44 ma sono realmente esistiti, esattamente come un improbabile sottomarino ripescato dalle guardie Svizzere nel lago di Lugano…

di Stefano Bolognini