LOVE AND ROCKETS

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Comics: intrighi gay tra i neri americani

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La realtà multietnica statunitense è un dato di fatto spesso trascurato dai comics ufficiali: basti pensare che il primo supereroe di colore, Pantera Nera, ha visto la luce solo nel 1966. Tuttavia la comunità meno considerata in assoluto è stata per lungo tempo quella latino-americana, che solo negli ultimi anni (complice la forte crescita demografica), ha iniziato ad acquistare un certo rilievo sociale e massmediologico (e il boom dei cantanti latino americani ne è la prova).

Nel mondo dei comics USA, però, la realta degli immigrati latino-americani aveva iniziato a fare breccia dal 1982, anno in cui i fratelli Hernandez (californiani di origine messicana) avevano deciso di autoprodurre un loro piccolo comic-book, che non solo ha avuto un grande successo, ma è diventato un vero e proprio "cult".

Mario, Jaime e Gilbert "Beto" Hernandez volevano sfidare il mondo dei comics statunitense (clicca qui per saperne di più) proponendo ciascuno una propria linea narrativa e un proprio stile, e raccogliendo il tutto in "Love and Rockets", una rivista-contenitore autoprodotta e in bianco e nero, che metteva insieme le loro radici, la loro passione per il punk e quella per i fumetti: il cocktail si rivelò esplosivo e il pubblico non tardò ad accorgersene; Mario ha abbandonato presto il progetto, ma Jaime e Beto hanno proseguito una brillante carriera, pur proponendo due cicli di storie molto diversi e in un certo senso contrastanti, nello stile grafico come in quello narrativo.

Da qualche tempo la casa editrice Magic Press ha iniziato a tradurre in italiano l’edizione in volumi di questo fumetto, anomalo ma estremamente coinvolgente, che non di rado strizza l’occhio alla realtà omosessuale (gay e lesbica): riassumerne i contenuti in poche righe è un’ impresa impossibile, ma è perlomeno doveroso introdurre i temi della serie, per analizzarne in futuro i vari volumi.

Jaime ha articolato i suoi lunghi racconti, i singoli episodi e i brevi sketches, attorno alla vita di un gruppo di ragazze che abitano un barrio (un quartiere messicano) di nome "Hoppers 13", e non a caso ha chiamato la sua linea narrativa "Locas Tambien!" ("Anche matte!"). La protagonista principale è Margarita Luisa Chascarillo (Maggie per gli amici), una dolce ragazza (oltre che un apprezzato meccanico), nipote di una campionessa di wrestling, che convive con Esperanza Leticia Glass (che tutti chiamano Hopey), una giovane punkettara con un "caratterino" come pochi. Hopey ama Maggie, che però si sente molto insicura e alterna le attenzioni dell’amica a una serie di storie etero che finiscono sempre per lasciarle l’amaro in bocca. Hopey suona anche in un complesso punk, del quale fa parte Terry Downe, una sua ex che non vuole dimenticarla e che per questo odia Maggie.

Il cast dei personaggi è ancora molto vario e numeroso, per ora ricordiamo solo Beatriz Garcia Costigan (che si fa chiamare Penny Century), il cui sogno segreto è diventare un supereroe (e per farlo si sposerà addirittura un vecchio multimiliardario), e Isabel Maria Ortiz Ruebens, una donna segnata da un passato pieno di traumi e che ha finito per diventare una dark ossessionata dal woodoo. All’inizio le storie di Jaime risentono di influenze di tutti i tipi, e non sono rare trovate strampalate (dal retrogusto satirico) come scooter anti-gravita, avventure in luoghi esotici e supereroi che volano sullo sfondo, ma successivamente il tono si farà sempre più realistico e i personaggi sempre più credibili, mentre il suo tratto diventerà estremamente sintetico (seppur elegantissimo).

Beto Hernandez, invece, ha deciso di ambientare le sue storie in una località dell’entroterra messicano, il paesino di Palomar. In questo caso non c’è un protagonista principale, e anche ricercare un filo conduttore fra le varie storie è abbastanza difficile : si tratta di un racconto corale che di volta in volta punta l’attenzione su protagonisti diversi, accomunati da storie intense e struggenti (tanto che la sua linea narrativa è stata battezzata "Supa de gran pena", ovvero "Zuppa dei cuori infranti"). Si possono seguire le tristi disavventure di Errata Stigmata (una ragazza stigmatica dall’infanzia), le vicissitudini di Chelo ( la levatrice tuttofare del paese), piuttosto che le traversie di Israel (instancabile amatore di uomini e donne, incapace però di trovare il vero amore) o la tragedia di Soledad (un ragazzo sfortunato e innamorato perso del rubacuori del paese)…E l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Beto usa un tratto comico e quasi caricaturale, tuttavia rimane il più prolifico autore del gruppo, riuscendo a cimentarsi anche con altri temi (clicca qui per saperne di più).

Oggi "Love and Rockets" è forse meno anomalo ed eversivo di un tempo, ma rimane un’ opera che ha rivoluzionato schemi e preconcetti che da troppi anni accompagnavano i comics made in USA.

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