MAGGIO: NOVITÀ IN LIBRERIA

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I nuovi libri di Toscani, Tuena e White.

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OLIVIERO TOSCANI – Non sono obiettivo

Feltrinelli, 2001, pp. 192, Lire 14.000

Negli anni ’70 ha scandalizzato tutti con la famosa campagna pubblicitaria del "Chi mi ama mi segua" dei jeans Jesus. Negli anni ’80 e ’90 ha fatto della pubblicità per Benetton un vero e proprio strumento di denuncia sociale e politica ma anche un veicolo per messaggi di pace e di tolleranza. Oliviero Toscani è senza dubbio il fotografo più originale e innovativo di tutti i tempi ma è anche un grande provocatore con il gusto dell’invettiva, al quale piace polemizzare e che si diverte un sacco nei panni del moralizzatore e castigatore di un mondo che non gli piace e che vorrebbe migliore. Con questo spirito cura da anni un’esplosiva rubrica intitolata "Natura morta" sul quotidiano toscano "Il Tirreno" dalla quale ha tratto i pezzi più significativi per la composizione di questo libro dove ce n’è per tutti. Se la prende con il consumismo più becero, l’ansia accumulativa dei nuovi ricchi, il degrado ambientale e morale, le donne che non fanno le donne, gli uomini che non fanno gli uomini, Berlusconi e la Lega, tutte le forme di ottusità, fanatismo, oscurantismo e intolleranza che avvelenano la convivenza civile. Fortunatamente il titolo del libro giustifica le sue prese di posizione a volte eccessive che fanno venire il sospetto di una certa superficialità di Toscani. Prendiamo ad esempio il giudizio sul Gay Pride: se la prende con i maschi che ad Amsterdam si sono presentati in abito bianco e veletta per dire di sì davanti al sindaco o con coloro che hanno sfilato coi tacchi a spillo per le vie di Roma. Sembra proprio che il nostro bravo fotografo concentrato nell’elaborazione delle sue provocazioni non voglia capire quelle degli altri.

FILIPPO TUENA – La grande ombra

Fazzi, 2001, pp. 289, Lire 28.000

È un libro bellissimo questo di Filippo Tuena (classe 1953, già vincitore nel 1999 del premio Grinzane Cavour). Un libro che meriterebbe un’approfondita indagine più che una breve segnalazione. Ma per il momento vi consigliamo di correre in libreria e farlo vostro. La grande ombra del titolo è quella di Michelangelo Buonarroti che rimane personaggio muto sulla pagina, ma è anche la grande disillusione di quel secolo che, nato in pieno Rinascimento, s’è trovato poi a doversi confrontare con il fallimento di quell’utopia antropocentrica e progressiva. Il romanzo presenta una sapiente raccolta di testimonianze -tutte frutto della fulgida fantasia dello scrittore, ovviamente- di contemporanei del grande artista toscano. Gli amici, i parenti, i collaboratori, i nemici parlano di lui e tracciano il profilo di uno dei più grandi e controversi artisti della Storia. Ed ecco dunque passare in rassegna le dichiarazioni di illustri personaggi come Alessandro de’ Medici, Bartolomeo Ammannati, Vittoria Colonna, Benvenuto Cellini, Clemente VII, Giorgio Vasari, ma anche i ricordi di tante persone meno note che ebbero i privilegio di conoscere l’artista. Questo romanzo nasce dall’attento studio di molte fonti, tutte elencate alla fine del libro, e da un’illuminata ispirazione artistica che lo rende così interessante e piacevole alla lettura. Con una prosa scorrevole e una scrittura semplice e precisa il narratore ci introduce, meglio di qualsiasi libro di storia, all’atmosfera che si respirava nelle due più importati capitali culturali dell’epoca, Firenze e Roma, delineando la figura di Michelangelo quale artista geniale e umanissimo. La sua incontrastata fama, il suo caratteraccio, l’amore per i giovanetti, primo fra tutti quel Tommaso de’ Cavalieri, gentiluomo romano, che gli fece perdere la testa.

EDMUND WHITE – The Flâneur : a Stroll through the Parodoxes of Paris

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Bloombsbury, 2001, pp. 211, US $ 16.95

Mentre in Italia si celebra la pubblicazione di un famoso romanzo di Edmund White, L’uomo sposato (gay.it ne ha parlato qualche settimana fa in questa stessa rubrica), in America è uscito un suo nuovo libro che in poche settimane è diventato un piccolo culto. È stato difficile trovarne una copia nei bookshop di New York ma è abbastanza facile ordinarlo in una delle tante librerie in rete. Il bighellone : un giretto fra i paradossi di Parigi. Questo potrebbe essere il titolo in italiano del libro che si presenta con una veste editoriale molto attraente: un piccolo volumetto rilegato e con un’elegante sovraccoperta che è un piacere tenere fra le mani e che è altrettanto piacevole leggere. Il flâneur è un girellone che vaga senza uno scopo preciso, affascinato dai luoghi e dalla loro storia e alla segreta ricerca di avventure estetiche ed erotiche. Con questo atteggiamento lo scrittore ci introduce alla scoperta della città più affascinante d’Europa dove lui ha vissuto per sedici anni fino alla morte di Brice, il suo compagno, come racconta in La sinfonia dell’addio. White vaga dunque per le vie e i boulevard di Parigi, addentrandosi in angoli della città sconosciuti ai turisti e a volte agli stessi parigini. Posti che gli ispirano racconti e riflessioni su vari argomenti: la storia degli ebrei in Francia, la presenza dei neri americani a Parigi, la vita culturale gay, i pettegolezzi su personaggi della cultura francese e americana. Tutto è passato al setaccio con acume e intelligenza e con il tono allegro e brioso di sempre. Se avete un po’ di dimestichezza con la lingua ve lo consigliamo caldamente perché l’inglese di White non è affatto impossibile. In attesa che la traduzione di questo piccolo gioiello arricchisca la nostra bibliografia nazionale.

di Alberto Bartolomeo

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